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Gemelline, paura per sangue a Cap Corse

Alessia e Livia, ancora indagini a Cerignola: si cerca il registratore del papà. La pista della donna bionda vista con Schepp

Gemelline, paura per sangue a Cap Corse
Il destino di Alessia e Livia potrebbe essere nel registratore del padre. Proseguono le indagini sulle due gemelle di 6 anni scomparse tra la Corsica e la Puglia. Le ricerche, riferisce il dirigente della questura di Foggia, si stanno concentrando nel foggiano, nell'area della stazione di Cerignola in cui si è suicidato Matthias Schepp, il padre delle bimbe, dopo averle rapite in Svizzera. Schepp portava sempre con sé il registratore e la speranza degli inquirenti è che sul nastro magnetico ci sia una qualche confessione o un indizio in più. Non convincono del tutto, infatti, le lettere spedite dall'uomo alla madre di Alessia e Livia, in cui ammetteva di avere ucciso le figlie prima di togliersi la vita. Ieri, lungo i binari della stazione ferroviaria di Cerignola, sono stati trovati alcuni pezzi del navigatore di Matthias, a circa 200 metri dal punto in cui si è suicidato gettandosi sotto un treno in corsa, quattro giorni non consentono ancora di ricostruire la dinamica dei fatti.

SANGUE A CAP CORSE - Su alcune rocce di Cap Corse, all'estremo nord della Corsica, sono state trovate delle tracce di sangue. Ancora non è chiaro se si tratti di sangue umano, né tantomeno se possa essere collegabile al giallo delle gemelline, ma gli inquirenti stanno comunque indagando e hanno fatto analizzare i residui di sangue.

LA SPERANZA DELLA MADRE - Irina Lucidi, madre delle gemelle, non si arrende. Dopo aver sorvolato in elicottero, assieme alla polizia, la zona di Ajaccio dove Alessia e Livia sono state avvistate l’ultima volta, ha invitato chiunque avesse dubbi o notizie a riferirle alla polizia. Rimane, infatti, il giallo di una donna bionda che la testimone Olga Orneck ha detto di aver visto in compagnia di Schepp e delle piccole nei pressi del porto di Ajaccio. 

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Commenti all'articolo

  • Rita Coltellese

    15 Febbraio 2011 - 21:09

    Ci sono donne miserabili che usano i figli come un potere da gestire, ma non è questo il caso: ho letto una notizia che diceva che quest'uomo (vorrei dire mostro) si era potuto portare le bimbe per una vacanza di tre settimane alle Antille per Natale. Irina si era privata delle bimbe sotto le feste di Natale contro il parere dei suoi stessi genitori, oggi infelici nonni, pur di accontentarlo. Quanto al fatto che fosse malato, c'è tanta gente che soffre di disturbi psichiatrici ma è buona e non farebbe male ad una mosca. Quest'uomo era ripiegato su sé stesso e del dolore altrui non gliene importava nulla, a cominciare dalle sue due meravigliose bambine, strappate alle loro abitudini, alla scuola, ai compagnucci... agli affetti.

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  • SalomonSword

    15 Febbraio 2011 - 18:06

    Al di la dell'immediato e naturale dolore per le due bambine, ancora una volta vittime incosapevoli di genitori in guerra, vorrei guardare la vicenda da un angolo visuale diverso. Quello di Matthias Schepp. Un uomo solo, sicuramente malato, sicuramente abbandonato da tutti. Dalla famiglia di origine, che pur sapeva di una condizione di disagio e che, dopo il suicidio, non ha neppure reclamato il feretro delegando il suo dolore ad un necrologio sul giornale locale. Ma in modo ancora più evidente abbandonato dalla moglie. Certo qui non possiamo sindacare la situazione familiare specifica ché, come sappiamo, le dinamiche familiari sono un fatto intimo e privato difficilmente criticabile ab externo. Ma ora voglio pormi dalla parte di quegli uomini che, dopo aver investito la loro vita in una famiglia, si ritrovano soli. Privati della possibilità di avere un rapporto normale con i figli, lasciati senza appello ai loro problemi da donne che dicevano di amarli e trasformati in un codice iban.

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  • Rita Coltellese

    15 Febbraio 2011 - 12:12

    Speriamo tutti, figuriamoci la madre: non può che sperare, perché arrendersi all'orrore lo si può fare solo di fronte al ritrovamento dei corpicini.. L'unica traccia che possano essere vive la lascia questa donna vista con un uomo che potrebbe essere il padre delle bimbe. Ci si chiede perché non si fa viva, per dire magari "non era Schepp l'uomo, ma uno che gli somigliava". Non credo esista luogo remoto dove la notizia di queste due belle e dolci bambine non sia arrivata: dunque perché questa donna avvistata non si fa avanti per chiarire la sua posizione?

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