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Franzoni, calunnie e frode

Chiesto il rinvio a giudizio

Franzoni, calunnie e frode
Dopo la condannata in via definitiva a 16 anni di reclusione per il delitto di Cogne (la donan è stata giudicata responsabile dell'assassinio del figlio Samuele), per Anna Maria Franzoni si profila un nuovo rinvio a giudizio. Le accuse: frode processuale e calunnia. È quanto chiede la Procura di Torino nell'ambito dell'inchiesta Cogne-bis per un presunto tentativo di inquinare la scena del delitto durante un sopralluogo del 2004 nella villetta di Cogne. Durante il processo la donna aveva tentato di sostanziare con prove la tesi di un "terzo uomo", ossia di un possibile assassino individuato in un vicino.
Dovrà invece rispondere solo di frode processuale il consulente svizzero Eric Dust che lasciò nel garage della casa di Cogne un'impronta del medio della mano sinistra impresso sul luminal. È questa la prova sulla quale si basa la certezza dei giudici che si trattò di un tentativo di depistaggio. Nessuna responsabilità, sempre secondo il Gip torinese, per l'avvocato Carlo Taormina e per altri consulenti che, in un primo momento, erano stati individuati come gli ideatori e gli esecutori del tentativo di frode. Al momento, tuttavia, i giudici non hanno ancora raggiunto un accordo sul coinvolgimento di Taormina e degli altri imputati nella vicenda.

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