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Papa: "Aborto terapeutico è un inganno"

Benedetto XVI: "Medici difendano le donne". La società vittima di una "eclissi del senso della vita"

Papa: "Aborto terapeutico è un inganno"
I medici difendano le donne dall'"inganno dell'aborto". E' l'appello lanciato dal Papa Benedetto XVI aprendo la XVII Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita. Ai partecipanti in udienza, Papa Ratzinger ha ricordano come i medici non possano "venire meno al grave compito di difendere dall'inganno la coscienza di molte donne che pensano di trovare nell'aborto la soluzione a difficoltà familiari, economiche, sociali, o a problemi di salute del loro bambino". Al centro dell'intervento, dunque, il "trauma post-aborto": "In quest'ultima situazione - ha ricordato Benedetto XVI - la donna viene spesso convinta, a volte dagli stessi medici, che l'aborto rappresenta non solo una scelta moralmente lecita, ma persino un doveroso atto 'terapeutico' per evitare sofferenze al bambino e alla sua famiglia". Un inganno, secondo il Papa, frutto di una "eclissi del senso della vita" che affligge la società occidentale. "E' necessario - ha concluso Papa Ratzinger - che la società tutta si ponga a difesa del diritto alla vita del concepito e del vero bene della donna, che mai, in nessuna circostanza, potrà trovare realizzazione nella scelta dell'aborto".

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Commenti all'articolo

  • annunziata

    15 Gennaio 2012 - 12:12

    strano perché quella stessa cultura sinistra si accanisce ad accogliere gli extra ben sapendo di non poterli integrare: il futuro bambino se non ci sono le condizioni va soppresso,agli extra via libera...

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  • limick

    23 Aprile 2011 - 07:07

    Se e' per quello anche la religione e' un inganno eppure nessuno lo puo' dire...

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  • tangocavj

    03 Marzo 2011 - 16:04

    L'aborto terapeutico è un mezzo che permette l'interruzione di quelle gravidanze che comporterebbero la nascita di neonati affetti da malattie genetiche estremamente gravi! Pensiamo alla trisomia 13, i cui affetti hanno ritardi nella crescita, malformazioni cardiache e renali, con un'aspettativa di vita di pochi mesi.O la trisomia 18, che porta malformazioni analoghe, con il sopraggiungere della morte entro i 6 mesi. Come si può chiedere ad una donna di non interrompere la gravidanza, vedere il proprio figlio crescere sofferente, vederlo morire dopo pochi mesi? Con che cuore si preferisce infliggere uno strazio tale alla madre, piuttosto che interrompere la gravidanza?Essa è sì un atto tragico, ma permette di interrompere lo sviluppo allo stadio embrionale, quando il soggetto è poco più che un ammasso cellulare, e non una creatura sviluppata, cosciente e sofferente. L'aborto terapeutico non va condannato.

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  • GMTubini

    28 Febbraio 2011 - 18:06

    Perché la storia possa insegnarci qualcosa, sarebbe opportuno saperla, o per lo meno averne un'idea che non sia filtrata attraverso due secoli di totalitarismi e di propaganda anticristiana. Che il farisaismo sia sempre in agguato è vero, ma che l'aborto, ovvero l'omicidio di un essere umano innocente, debba essere considerato un abominio, non lo si può mettere in discussione. La ricerca del caso umano particolare, come quello di Eluana, è storicamente il cavallo di Troia usato dai radicaloidi per far passare le proprie tesi omicide, usando la leva della compassione sulle persone più ignoranti. Comunque, la storia della cristianità, caro/a signore/a, è fatta solo ed esclusivamente di casi singoli: unicuique suum!

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