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Yara conosceva il suo giovane killer. Trovato un coltello: sarà analizzato

Fendente rinvenuto vicino tra Brembate e Chignolo. Primo identikit dell'assassino: alto 1,75, tra i 73 e i 77 kg

Yara conosceva il suo giovane killer. Trovato un coltello: sarà analizzato
Un ragazzo giovane, alto circa un metro e 75 centimetri, tra i 73 e i 77 kg, e conosciuto da Yara Gambirasio. E' l'identikit dell'assassino della 13enne di Brembate Sopra. L'autopsia sul corpo della ragazzina, ritrovato otto giorni fa in un campo a Chignolo, non ha ancora dato verdetti certi, ma qualche dettaglio aiuterebbe gli inquirenti a restringere le ricerche. Innanzitutto, l'omicida apparterrebbe al mondo della piccola Gambirasio, perché la vittima, salita in auto, si è tolta i guanti. Secondo indizio: il luogo in cui aveva scelto di appartarsi in auto lascia intendere che l'uomo sia di giovane età. Terzo punto: le ferite al polso, e quelle più lievi alle braccia di Yara testimoniano il tentativo della ragazzina di difendersi.

IL FURGONE E IL CANTIERE - Rimane ancora un grosso punto interrogativo: il furgone bianco visto vicino al centro commerciale di Mapello con a bordo una donna, forse una ragazzina, che grida e chiede aiuto il tardo pomeriggio di venerdì 26 novembre, il giorno della scomparsa di Yara. Torna d'attualità la testimonianza fornita ai carabinieri il 28 novembre da una donna di Ambivere, a un chilometro dal cantiere del nuovo centro commerciale di Mapello. Come rivelato da l'Eco di Bergamo, la pista del furgone misterioso è una delle più battute dagli inquirenti. Una pista che troverebbe parziale conferma in quel dettaglio delle indagini poi 'trascurato': i cani molecolari che avevano colto la presenza di Yara nei dintorni del cantiere di Mapello.

ANALISI SU UN COLTELLO - Nel tardo pomeriggio di lunedi', intanto, un coltello è stato trovato in una zona a metà strada tra Brembate, paese di Yara, e Chignolo d'Isola, dove è stato abbandonato il suo corpo. Il coltello sarebbe stato trovato da un passante in una zona periferica della localita' di Bonate Sopra, nei pressi di una cabina elettrica. Lo strumento ha bruciature sul manico e sulla lama, e sembrerebbe piuttosto vecchio. La polizia l’ha preso in consegna per poi consegnarlo ai tecnici che dovranno cercare di appurare se la lama è compatibile con le ferite riportate da Yara.

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Commenti all'articolo

  • silent61

    10 Marzo 2011 - 17:05

    adesso viene fuori il giovane killer,dovevano averlo capito subito e non dal DNA

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  • silent61

    10 Marzo 2011 - 12:12

    ....gli indizi c'erano già dai primi giorni della scomparsa bastava leggerli e capirli,speriamo che il DNA confermi.

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  • qui per caso

    08 Marzo 2011 - 10:10

    abbiamo 56 milioni di CT per la nazionale di calcio, 56 investigatori per i casi di scomparse/omicidi, 56 esperti per ogni occasione ... insomma, 56 milioni di tuttologi che dall'altezza del loro intelletto e da dietro il loro monitor sperperano sentenze sul lavoro altrui.

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  • pasquino69

    08 Marzo 2011 - 09:09

    Non vorrei rimanesse uno dei molteplici casi irrisolti in Italia. Dobbiamo riconoscere che purtroppo la nostra polizia, non ha la competenza di portare a termine certi delitti. I giudici, poi, senza prove schiaccianti, condannano la gente per sfinimento.Se uno, si dovesse trovare invischiato in una cosa così, e fosse innocente, gli converrebbe dichiararsi colpevole che tanto poi, dopo un po' di anni esce e ha tempo per rifarsi una vita. Pensate solo a via Poma. Hanno aspettato 20 anni, si sono fatti mettere nel sacco dal portiere, e ora hanno emesso una sentenza che non si sa se lecita. Meglio un colpevole fuori che un innocente dentro. Con Yara, siamo in mano di una giustizia senza competenza. Troppo tempo e troppe energie gettate nella tazza, se dovessero prendere l'assassino, sara' per qualche fatalita' o caso.Pensate anche alla ragazza di Garlasco,a Denise, alla Celentano, e tanti altri, finiti male e lasciati nell'oblio.

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