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Tenta il suicidio in carcere

25 euro per le federe usate

Tenta il suicidio in carcere
Il suo maldestro tentativo di suicidio, oltre a non essere andato a buon fine, gli è pure costato trenta euro. Per i danni arrecati alle federe dei cuscini. Protagonista della singolare vicenda è un ex detenuto di origine curda del carcere Coroneo di Trieste, salvato dai secondini, che gli hanno tolto il cappio dal collo in extremis. Gli agenti gli hanno salvato la vita, ma non lo hanno sottratto dalla multa comminatagli dallo Stato, che ora gli ha presentato il conto per aver ridotto in strisce due federe appartenenti all'amministrazione carceraria. L'uomo, che ha finito di scontare la sua pena e ha ottenuto l'asilo politico in Italia, era stato rinviato a giudizio con l'accusa di danneggiamento volontario aggravato: "Con coscienza e volontà distruggeva un bene della Pubblica amministrazione", si legge nelle motivazioni. La tesi è stata accolta e ha portato alla condanna dell'immigrato a trenta euro di multa. A nulla è valso il ricorso in appello: anche qui l'imputato è stato riconosciuto colpevole. Ma la pena, in secondo grado, è stata ridotta da trenta a venticinque euro. Il cittadino curdo e i suoi difensori, che stanno attendendo di conoscere le motivazioni della conferma della condanna, hanno già annunciato che faranno ricorso. Le due federe del carcere del Coroneo presto finiranno davanti ai giudici della Cassazione.

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