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Benedetto XVI: "Gesù non fu un rivoluzionario"

Papa Ratzinger nel suo nuovo libro: "Cristo separò fede e politica. Risurrezione? Fatto storico credibile"

Benedetto XVI: "Gesù non fu un rivoluzionario"
La resurrezione di Gesù è un "fenomeno storicamente credibile", e la figura di Cristo non incarna "teologie politiche e rivouzionarie". Sono alcuni dei concetti espressi da Papa Benedetto XVI nel suo nuovo libro "Gesù di Nararet. Dall'ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione", pubblicato oggi. Il volume di Papa Ratzinger farà ancora discutere. Da un lato, per esempio, il Santo Padre torna sulla questione della risurrezione polemizzando con i positivisti: l'evento non fu un semplice risveglio da una morte apparente, la risurrezione è avvalorata da da testimonianze dirette, credibili, raccolte da fonti la cui affidabilità è verificabile. "Ci viene detto che esiste un'ulteriore dimensione rispetto a quelle che finora conosciamo. Ciò sta forse in contrasto con la scienza? (…) Se Dio esiste non può Egli creare anche una dimensione nuova della realtà umana?".

MIRACOLO - Un evento che ha generato dubbi e perplessità tra gli stessi credenti. Ma è proprio questo che dà credibilità al 'miracolo', definito "sconcertante": "Solo un avvenimento reale di qualità radicalmente nuova era in grado di rendere possibile l'annuncio apostolico. (…) Nella sua audacia e novità, esso prende vita dalla forza impetuosa di un avvenimento che nessuno aveva ideato e che andava al di là di ogni immaginazione".

RIVOLUZIONARIO - Papa Benedetto XVI reagisce anche alle tesi nate negli anni Sessanta che vorebbero un Gesù promotore di impulsi teologici e politici  rivoluzionari. Secondo tali teorie Gesù, spiega Papa Ratzinger, sarebbe da collocarsi lungo la linea del "movimento degli zeloti",   cioè di coloro che "difendono il diritto e la libertà di Israele   per mezzo della violenza". Al contrario, spiega il Papa, Gesù "lotta   contro una politicizzazione della fede".

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Commenti all'articolo

  • GMTubini

    12 Marzo 2011 - 18:06

    Dopo duemila anni di cristianesimo, lo Spirito Santo ha chiamato la Sua Augusta Persona a darci l'interpretazione autentica dell'insegnamento del Signore. Alleluia! P.S.: siccome il cielo è nuvoloso e non si vedono stelle, ci potrebbe dire Lei dove dobbiamo portarLe Oro, Incenso e Mirra?

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  • rosvittorio

    12 Marzo 2011 - 00:12

    Credo che il papa abbia preso una cantonata dicendo che Gesù non fu un rivoluzionario.Fu il primo ed unico vero comunista nella storia in un epoca estremamente e ferocemente imperialista.La grandezza di Cristo consiste nella caparbietà di spiegare che siamo tutti uguali e nella coerenza dimostrata fino alla condanna a morte.Ed anche perché ,nei suoi insegnamenti ancora oggi non capiti e tantomeno condivisi,ha sempre insistito che bisogna fare del bene.Non ha mai parlato di eliminare avversari politici o ideologici.Secondo me,il papa dovrebbe mettersi a riflettere un minuto per controllare se la Chiesa segue Cristo o solo sfrutta la sua immagine ed il suo sacrificio.Noi la risposta ce l'abbiamo già

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  • GMTubini

    11 Marzo 2011 - 13:01

    Non mi riferivo al fatto escatologico. Mi chiedevo solo se, in punto di morte, avrai tutta questa voglia di ridere... Mi sembrava chiaro, no?

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  • ariele

    11 Marzo 2011 - 11:11

    Premettendo che un conto è la religione,un conto i suoi rappresentanti che sono uomini come tutti noi, per il Cristianesimo la storicità di Cristo è fondamentale,pena la perdita di senso del Cristianesimo stesso:nn è quindi una questione da poco.Per quanto riguarda la scienza che deve essere per forza nn compatibile con una visione religiosa o,più specificatamente, Cristiana, se nn addirittura ostile,è un modo di pensare che in questi anni,a mio avviso,sta prendendo piede più come una "posa"che come una riflessione "sincera".L'aggancio,infatti, tra scienza e concezione materialistica dell'uomo(magari con una forte connotazione politica)nn è,per me,un connubio scontato ed inevitabile.Riflessione,invece, più ampia(questa sì "vera")che investe tutte le discipline scientifiche e nn,dopo il grosso impasse generato dalla crisi di inizio'900,con il crollo dei sistemi liberali e dei valori positivi ottocenteschi,è quella che concerne il"relativismo",ma merita considerazioni a sè

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