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Sms, panini e battaglie navali. Il consiglio veneto chocca i liceali

Gita al "parlamentino" veneto tra politici nullafacenti. I ragazzi: "Noi ci comportiamo meglio" / TEDOLDI

Sms, panini  e battaglie navali. Il consiglio veneto chocca i liceali
Quando si decide una gita scolastica, a volte è meglio evitare i palazzi della politica, si possono fare brutti incontri. Come è capitato agli studenti di una classe del liceo “Veronese” di Montebelluna, che assieme alla professoressa di storia, Paola Faccin, hanno visitato due consigli comunali, il consiglio regionale e il consiglio provinciale di Treviso. L’idea della professoressa, come ha dichiarato al Gazzettino di Venezia, era di far visitare ai ragazzi i palazzi delle istituzioni, dal Consiglio regionale, al Sant’Artemio (sede della provincia trevigiana, il cui sito internet, www.santartemio.it, accoglie il visitatore al suono della marcia di Radetzky, un popolare brano di Johann Strauss, assai patriottico se si è austro-ungarici) passando per il Consiglio comunale del comune di provenienza di ciascuno studente.

Lodevole iniziativa, peccato che di ritorno dal tour istituzionale i ragazzi abbiano riferito per filo e per segno gli orrori cui hanno assistito. «Nel Consiglio regionale, un relatore ha esordito raccontando una barzelletta di dubbia moralità», racconta uno studente, precisando che il relatore sapeva benissimo che i ragazzi erano tra il pubblico. Chissà, forse, da consumato uomo di spettacolo, credeva che quello fosse il modo migliore di rendersi simpatico con loro.

Una compagna di banco riferisce di aver visto un altro consigliere giocare a battaglia navale col vicino, «si facevano i sorrisetti e si passavano il foglietto». Un altro consigliere, raccontano sempre i ragazzi, «per ammazzare la noia, e si vedeva che era annoiato perché continuava a sbadigliare, si è messo a confezionare una barchetta di carta con i fogli che aveva sottomano». Un benemerito esempio di riciclaggio della carta. «Lo scambio di sms era continuo», racconta un’altra studentessa, «cose che in classe non sono neppure lontanamente immaginabili costituivano  l’assoluta normalità. Dovrebbero dare il buon esempio e invece erano costantemente impegnati a inviare messaggi o smangiucchiare panini. Anche in presenza di qualche collega che, a loro fianco, stava facendo un intervento». Sono stati gli stessi ragazzi, tutti sui sedici anni, a trovare incredibile che ciò che non è loro consentito in classe sia ampiamente permesso ai rappresentanti del popolo nelle aule delle assemblee locali, e a decidere di raccontarlo. Qualcuno di loro azzarda anche una spiegazione, stigmatizzando l’assenza di pubblico: «Se nessuno va a controllare come lavorano, è chiaro che si sentono legittimati ad agire in questo modo. Non c’è ragione di farsi tanti scrupoli, e infatti non se ne fanno».

Anche se qui sembra che siamo oltre, perché nemmeno la presenza della classe in visita ha impedito ai consiglieri di affondarsi i sottomarini nelle battaglie navali o consumare la merenda durante i lavori. Dai racconti dei ragazzi, più che indignazione, trapela delusione, tristezza, una punta di irritazione per essere stati quasi presi in giro dai rappresentanti del popolo, che dimostravano un’assoluta noncuranza per la loro presenza. Forse la professoressa Faccin è stata ingenua, a pensare che i consigli comunali, provinciali e regionali fossero frequentati solo da persone serie e pensierose. Ma certo nemmeno avrebbe mai potuto immaginare che le aule della politica fossero più infarcite di pelandroni regrediti all’età infantile di quelle scolastiche.

di Giordano Tedoldi

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Commenti all'articolo

  • Lupetto99

    27 Marzo 2011 - 00:12

    I commenti li hanno gia fatti i ragazzi. Credo che in presenza di giovani avrebbero dovuto lavorare seriamente mostrando un pò di rispetto per loro.

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  • aldopavone

    26 Marzo 2011 - 12:12

    Barchette di carta, origami e sbadigli per vincere la noia provocata dal non avere nulla da fare e dover trascorrere il proprio tempo ad ascoltare discorsi mal costruiti su argomenti ritriti. Per rimediare bisogna sfoltire, non decimare ma sfoltire radicalmente, le assemblee politiche: avrebbero tutti da fare e meno discorsi da ascoltare!

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  • z.signorini

    26 Marzo 2011 - 11:11

    La politica non è una questione di nord o di sud, la politica è rappresentata da personaggi di una schifezza enorme. Immaginiamo cosa accade nella politica dei palazzi romani. E' ora che gli italiani mandino a casa questa merdaccia di gente, sono persone infide parassite socialmente. E dopo predicano ai ragazzi la morale?

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  • renatove

    26 Marzo 2011 - 11:11

    Vedendo le riprese televisive di alcune sedute del nostro parlamento dove appaiono scranni prevalentemente vuoti, larga parte dei deputati e senatori che leggono i giornali, che si sbracciano per votare anche per il collega assente o che telefonano, ecc. pensavo che la mediocrita' di questi strapagati fanulloni fosse tipicamente un fatto romano. Purtroppo dall'articolo da voi pubblicato appare chiaro che questo mal costume e' tipico di quasi tutti i nostri politici e che gli stessi non si vergognano di comportarsi cosi' nemmeno quando sanno di essere visti ed essere di deleterio esempio a scolaresche in visita ai loro santuari! E noi fessi accettiamo che continuino a legiferare piu' che altro per i loro interessi personali e di partito, magari applaudendoli e ossequiandoli quando si presentano in pubblico per comizi, inaugurazioni, ecc. Berlusconi aveva promesso di dimezzarne il numero ed escludere dalle liste elettorali gli incapaci:gli anni passano e quanto dobbiamo attendere ancora?

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