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Lampedusa, ira Maroni: Europa dice arrangiatevi

"TUTTO A SPESE NOSTRE. SOLIDARIETA'? ZERO VIRGOLA ZERO" Sull'isola i clandestini sono 6.200, Napolitano: "L'Ue intervenga". Da Comuni e Province no alle tendopoli. Bossi: "Immigrati föeura di ball". Domani la visita di Berlusconi / DI' LA TUA

Lampedusa, ira Maroni: Europa dice arrangiatevi
"Cara Italia, l'immigrazione è un problema tuo, ti arrangi". Il ministro degli Interni Roberto Maroni commenta così, con un misto di sarcasmo e rabbia, l'atteggiamento dell'Europa sul dramma di Lampedusa. Il contributo dell'Ue all'emergenza umanitaria? "Zero virgola - risponde Maroni in un'intervista al Tg5 -. Oltre 21mila clandestini, 30 milioni stanziati dal governo italiano, decine e decine di voli e l'uso di navi, il pattugliamento del Mediteranno 24 ore su 24. Tutto a spese dell'Italia". Ma a Lampedusa "da domani (mercoledì, ndr) la situazione si risolverà", assicura il ministro. Tutto grazie all'arrivo di "sei navi con una capienza di oltre diecimila posti" per cercare di alleggerire la pressione dei 6.200 clandestini presenti sull'isola. I profughi, invece, "non possono essere rimpatriati. Quindi avranno diritto a stare in Italia, per cui dobbiamo trovare strutture di accoglienza e il piano con le regioni va in questa direzione".

BERLUSCONI SULL'ISOLA - Mercoledì è anche il giorno di Silvio Berlusconi: il premier sarà a Lampedusa per verificare di persona la situazione sull'isola. Una nota della presidenza del Consiglio fa sapere che proprio a causa della visita del premier il Consiglio dei ministri, convocato per mercoledì, sarà rinviato a giovedì 31 marzo alle 9.30. E' una delle conseguenze di una situazione definita "inaccettabile" dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: "Tutte le Regioni devono fare la loro parte". Napolitano interviene così sull'emergenza dell'isola siciliana chiedendo "coesione e solidarietà" da tutta l'Italia per affrontare quello che è comunque un "problema dell'Europa". Lo stesso concetto ribadito quasi in contemporanea dal presidente del Senato Renato Schifani: "La logica che vorrebbe delegare solo a chi è in prima linea, come l'Italia, la gestione della questione dell'immigrazione dall'Africa, non è condivisibile e non è accettabile".

LA PROVOCAZIONE DI BOSSI - Una soluzione per Lampedusa ce l'ha il leader del Carroccio, Umberto Bossi: "Föeura di ball...". Così, con una schietta espressione milanese, il ministro delle Riforme per il Federalsimo spiega come sconfiggere l'emergenza clandestini che sta piagando l'isola. "Vediamo - ha aggiunto - meglio tenerli vicino a casa loro. Se li porti sull'Alpe devono fare migliaia di chilometri", ha proseguito Bossi con ironia. Poi parole più precise: "Nessuna regione è contenta di prendersi gli immigrati, e la prima cosa da fare è portarli a casa. Partire dall'isola e portarli a casa loro, ma queste sono cose che Maroni conosce a menadito". L'altra soluzione, quella delle tendopoli, non convince nessuno, soprattutto non convince Comuni e Province interessati: da Trapani alla Lombardia, infatti, è un coro di no alla realizzazione di centri d'accoglienza temporanei, con buona pace del ministro degli Interni Roberto Maroni che negli scorsi giorni aveva chiesto alle Regioni di non far mancare il loro appoggio.

"BOMBA PRONTA AD ESPLODERE" - Il punto è che Lampedusa, per dirla con le parole dell'assessore alla Salute siciliano, Massimo russo è "una bomba pronta a esplodere. Se domani - continua Russo - l'isola non si svuota perché non arrivano le navi a Lampedusa avremo una bomba pronta ad esplodere". Un'emergenza legata al sovraffollamento dell'isola (454 sbarchi nella notte, in tutto 6.200 nordafricani accampati in qualche modo), alle condizioni sanitarie e alla mancanza di cibo per ospiti e sicurezza per i residenti locali. "Lo sbarco di immigrati eritrei e somali può cambiare lo scenario - spiega Tullio Prestileo, responsabile siciliano dell'Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti (Inmp) a proposito del rischio di epidemie -. Questi migranti, al contrario dei tunisini, affrontano viaggi difficili e lunghi, anche di 15-20 giorni. E arrivano già in condizioni di salute precarie".

NUOVI SBARCHI - Nella notte tra lunedì e martedì si è aggiunto l'ennesimo capitolo all'ondata di sbarchi. Sono 454 i migranti giunti nella notte sull'isola. Nella prima tornata 190 clandestini, quasi tutti eritrei - e non 145 come inizialmente si credeva - sono stati soccorsi e tratti in salvo a 30 miglia dalle coste, dopo che il loro barcone era affondato. Poi, con un secondo barcone, l'arrivo di altri 149 tunisini. Infine, altri 115 profughi. Le carrette sono state soccorse dalle motovedette della guardia costiera e della guardia di finanza, per essere poi scortati in porto dai guardacoste. Complessivamente sull'isola ci sono 6.200 immigrati: 1.500 sono nel centro di prima accoglienza di contrada Imbriacola, 450 nella ex base Loran, 420 nelle strutture messe a disposizione dalla Chiesa, mentre gli altri 4mila sono fermi nella stazione marittima.

LA POPOLAZIONE E' STREMATA - La popolazione è stremata, e la protesta degli isolani cresce con il passare delle ore. Nella mattinata di martedì l'aula consiliare del Comune di Lampedusa è stata occupata da un gruppo di cittadini. La loro richiesta è quella di trasferire immediatamente altrove le migliaia di tunisini che bivaccano ovunque sull'isola. I dimostranti puntano il dito contro il governo, accusato di aver permesso che la situazione diventasse insostenibile per l'economia dell'isola. Alla protesta hanno partecipato anche degli studenti che non hanno regolarmente preso parte alle lezioni.

MANCA IL CIBO -
L'emergenza colpisce anche "Lampedusa accoglienza", società che gestisce la logistica e l'alimentazione degli immigrati. Gli organizzatori possono distrubuire 4.200 pasti al giorno, in pratica duemila in meno di quanti richiesti in questi giorni. Un problema, quello nel centro d'accoglienza dell'isola, che avrà ripercussioni anche dal punto di vista dell'ordine pubblico e della sicurezza, interna ed esterna al centro.

IL SALVATAGGIO -
Sono stati tratti in salvo gli eritrei, tra i quali cinque neonati, finiti in mare quando la loro carretta è affondata al largo di Lampedusa. L'operazione si è conclusa poco dopo la mezzanotte, ed è stata coordinata dalla Guardia Costiera e dalla Guardia di Finanza. Le motovedette hanno recuperato i naufraghi a circa 30 miglia dalle coste di Lampedusa, nel punto in cui l'imbarcazione era colata a picco. I clandestini sono stati trasferiti nell'ex base Loran.

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Commenti all'articolo

  • emilia79

    07 Aprile 2011 - 17:05

    Aiuto...e adesso? Che presa per i fondelli ... La Francia scatena la guerra contro il colonnello Gheddafi, unicamente per i suoi interessi, insieme agli inglesi, sempre per interessi e futuri profitti. E a noi ... cosa rimane? Del patto di partenariato e amicizia con la Libia non resta che un ricordino. Che nostalgia per l'accoglienza in tenda del Colonnello, che nostalgia per quelle foto che ritraggono le firme a Bengasi tra Gheddafi e Berlusconi. C'è sempre stato un rapporto di odio e amore tra l'Italia e la Libia. E appena le cose vanno a migliorare ... paf! Un piccolo, grosso tradimento. Eh sì, lo è. Niente più orgoglio per noi. che fregatura. che buffonata la coalizione dei volenterosi, che grande guaio. Perchè ci siamo cacciati in questo guaio. Dov'è finito il proverbio 'La prudenza non è mai troppa?! Lampedusa è un mare di rifiuti, e d ora girano girano le navi per il mar per andarli a prendere...e per scarrozzarli avanti e indietro a nostre spese; e dove andranno? Una frittat

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  • bond_mi

    30 Marzo 2011 - 17:05

    Italiani uniamoci veramente per dimostrare che vogliamo riprenderci la nostra bella Italia! Devono andarsene tutti facciamoci sentire ! L'italia è nostra!!!!

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  • massimoclerici

    30 Marzo 2011 - 09:09

    Venite pure, saremo molto accoglienti. Poi non lamentatevi se vi trattiamo peggio dei francesi e facciamo finta di non capire quello che dite(come i francesi), se vi mettiamo nelle tende vicino agli aeroporti per cacciarvi a casa il prima possibile. Mani festazione subito si quelli che si sono rotti di essere stranieri in patria.

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  • giannistecca

    30 Marzo 2011 - 09:09

    Ora che il paese sta andando, seppur lentamente, verso una forma di governo eletto e democratico (difficile dopo una lunga dittatura) per me le cose da fare da parte italiana sarebbero due o poco più. Stringere i rapporti politici con quel governo e creare una collaborazione politica fattiva e costante, incentivare gli investimenti in quel paese, non solo turistici, vista la disponibilità di manodopera giovane. Si intende che deve esserci collaborazione anche per una istruzione tecnica-professionale sulla base di quella che c'è da noi, specie nel nord est dove ci sono fior fiore di istituti tecnici. Le paghe potrebbero essere legate al reale costo della vita sul posto: per incentivare gli investimenti basterebbe che il governo tunisino adottasse provvedimenti di detassazione degli utili realizzati sul posto con ulteriore detassazione per i reinvestimenti. Potrebbe essere per noi un banco di prova da sviluppare poi anche in Libia, una volta rappacificata: e torneremmo alla grande in Afr

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