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Omicidio a Milano, l'assassino è un ex conduttore Rai

Alessandro Cozzi ha colpito con trenta coltellate il suo socio. La lite per dei finanziamenti regionali

Omicidio a Milano, l'assassino è un ex conduttore Rai
L'omicidio è avvenuto durante una lite per soldi. Così Alessandro Cozzi, 52 enne ed ex conduttore della trasmissione su Rai Educational "Diario di famiglia", ha scagliato una trentina di coltellate contro Ettore Vitiello, 57 anni. "E' stato lui a offendermi e a estrarre il coltello per colpirmi" si è giustificato col pm Maurizio Ascione. Il delitto risale alla serata di martedì 29 marzo.

LA DINAMICA - Cozzi si era recato nell'ufficio  dell'agenzia di formazione e lavoro della vittima al Corvetto, per chiedere una dilazione in merito al debito di 17 mila euro che aveva contatto. I due che lavoravano nello stesso settore e nella stessa azienda avevano ottenuto un finanziamento regionale di 34mila euro. La metà della cifra, però, non era mai finita nelle mani di Vitiello, che da alcune settimane insisteva nella richiesta dei soldi come dimostrato da uno scambio di sms. Ieri sera Cozzi si è presentato verso le 19 nell'ufficio di Vitiello per chiedere una dilazione, ma alla risposta negativa è scattata la lite che è sfociata nell'omicidio. Secondo la versione di Cozzi, sarebbe stato Vitiello ad estrarre la lama per primo minacciandolo . Di qui, la lite e l'assassinio.  Dopo averlo colpito, davanti agli occhi dei testimoni, l'uomo si è allontanato e si è liberato dell'arma e dei vestiti sporchi di sangue gettandoli nel Lambro.

LE INDAGINI - Cozzi è statao l'indiziato numero uno sin dall'inizio, proprio per lo scambio di sms che aveva avuto nelle scorse settimane con la vittima. Nonostante, Cozzi si sia detto assolutamente estraneo alla vicenda, glòo agenti non hanno creduto alle spiegazioni relative ai tagli che aveva sulle mani, inequivocabile segno di collutazione. Dopo 8 ore di interrogatorio, l'ex conduttore Rai è crollato confessando il tutto, pur sostenendo di aver agito per legittima difesa.

L'EX CONDUTTORE -  Da conduttore in trasmissioni che si occupano di famiglia, Cozzi si è trasformato in un assassino spietato che ha colpito con almeno 30 coltellate un suo ex collaboratore a cui doveva dei soldi.  Cozzi da anni lavora nello stesso settore della vittima ed è titolare dell’agenzia di formazione "Milano per la donna". Mesi fa hanno deciso di organizzare insieme dei corsi di formazione e  ha ottenuto per questo un finanziamento dalla Regione Lombardia di 34mila euro. Considerando che il corso era stato tenuto assieme a Vitiello, quest’ultimo chiedeva che gli venisse versata la metà del finanziamento. Ma Cozzi avrebbe temporeggiato, chiesto una dilazione perchè la sua azienda aveva debiti per 70mila euro e quindi era in difficoltà nel resituire il denaro.

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Commenti all'articolo

  • amcesu100

    03 Aprile 2011 - 02:02

    Ho seguito con interesse il programma del dr. Cozzi e della dott.ssa Parsi su RAI Educational che é stato condotto con grande garbo e professionalitá. Sono molto spiacente per l'accaduto e porgo alla famiglia della vittima le piu' sentite condoglianze, anche se non posso fare a meno di essere vicina al dr. Cozzi in questo momento di tragedia e pentimento. Che Dio lo assista !

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  • cybertiger

    01 Aprile 2011 - 21:09

    Personalmente ho conosciuto psicologi e psichiatri, formalmente "regolari" (non abusivi), ma connotati da tali incompetenza e distorsione cognitiva semplicemente sconcertanti, al punto da poter essere considerati essi stessi dei casi di malasanità deambulanti. Auspico che qualcuno ci rifletta ed apra un nuovo dibattito, possibilmente serio (non ne vedo, ultimamente) sull'argomento, per un motivo molto semplice: ci piace tanto festeggiare la Repubblica Italiana, ma quando si tratta di curarne le ferite... alla fine preferiamo sempre coprirle e farle incancrenire, per poi tornare a lamentarci del "paese che non funziona". Cambiamo, per favore, qualcosa. Grazie per l'attenzione.

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  • cybertiger

    01 Aprile 2011 - 21:09

    Approfitto del caso per esporre una mia osservazione. Ho saputo che si tratterebbe di uno psicologo (o psichiatra), appartenente anche ad una non meglio specificata associazione di cattolici. Ma questo è successo una volta sola: da quel momento in poi tutti i giornali e telegiornali sembrano aver accuratamente evitato di menzionare questo particolare. Con tutto il rispetto per chi ci lavora, devo dire che questa parzializzazione dell'informazione non mi trova concorde: dopo lo scandalo (periodico, ripetuto per l'ennesima volta per poi seppellire tutto nel silenzio) degli O.P.G., sarebbe invece opportuno mantenere desta l'attenzione sul fatto che, come anche il medico può avere l'influenza, così anche lo psicologo (o psichiatra) può andare via di testa. Anzi, ricordo un documento pubblicato anni fa, proprio da una associazione di psicologi, con cui si rivendicava, giustamente, il diritto ad essere sottoposti a periodici controlli, proprio perché professionalmente esposti. (continua)

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