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Brescia, per la guardia è omicidio volontario

In arresto il vigilantes che ieri dopo una rapina ha sparato a due banditi a Quinzano: accusa di duplice omicidio volontario

Brescia, per la guardia è omicidio volontario
E' in stato di fermo con l'accusa di duplice omicidio volontario la guardia giurata di 45 anni che lunedì pomeriggio ha ucciso due rapinatori sparando 15 colpi con la sua pistola d'ordinanza, nel corso di una rapina a Quinzano d'Oglio, nel Bresciano. La Procura di Brescia ha disposto questa mattina il fermo per il vigilantes, che ora si trova in carcere.

COLPO FINITO IN TRAGEDIA - Intorno alle 15 di lunedì, una banda composta da tre rapinatori (ma i carabinieri non escludono possano essere stati quattro) è partita all'assalto dell'istituto bancario in via Cavour, nel paesotto al confine con la provincia di Cremona. La banda, che secondo gli inquirenti era già stata protagonista di colpi analoghi a Borgo san Giacomo (Brescia) e a Imola, era composta da Dario Delle Grottaglie, 29 anni di Ciriè (Torino), Otello Astolfi 61 anni, di Ravenna, e Ivan Alpignano di 27 anni, di Caselle (Torino). Arrivati a bordo di una Fiat Bravo, hanno indossato maschere di silicone e messo in tasca dei taglierini. Nella filiale della Cassa Rurale ed Artigiana di Borgo san Giacomo sono riusciti a farsi consegnare 10.300 euro, li hanno messi nella borsa di una cliente e sono fuggiti. A pochi metri, davanti alla filale Ubi banca, era fermo il furgone di un portavalori della Fidelitas.

LO SCONTRO - Una delle guardie, visti i rapinatori con maschere e taglierini in mano, ha impugnato la pistola e intimato l'alt. In due sono fuggiti verso l' auto, uno l'avrebbe minacciato con il taglierino. Partono i primi colpi dalla pistola della guardia giurata, tutti a vuoto. Uno dei banditi cerca rifugio nel negozio di un calzolaio, gli altri due, in auto, innestano la retromarcia. La guardia giurata vede nell'azione un tentativo di colpirlo e spara di nuovo, verso la vettura. Astolfi e Alpignano restano esanimi sui sedili. Secondo la testimonianza di una donna, la guardia giurata rimane sotto choc. Poco dopo proprio i carabinieri rintracciano e arrestano Delle Grottaglie che aveva rubato una bicicletta ed era fuggito. Nella notte, nuovi accertamenti e l'interrogatorio della guardia giurata.

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Commenti all'articolo

  • marietto69

    07 Aprile 2011 - 11:11

    Perché non vi fate promotori di una raccolta di denaro per permettere alla guardia giurata di permettersi i più bravi legali e avere al più presto giustizia. Perché il magistrato non si è chiesto come tre brave personcine pluripregiudicate erano fuori dal carcere e neanche sottoposte a misure di prevenzione? Il perché ve lo dico io; qualche suo collega, che non può essere certo inquisito, li ha messi fuori liberi di fare quello che hanno sempre fatto e cioè i delinquenti. La non punibilità che hanno (Mag) andrebbe estesa anche a chi opera sulla strada e non a chi, in nome della giustizia, legge le carte da dietro a una scrivania. Penso che non abbia neanche cercato di migliorare la posizione della guardia, arrestandolo subito. Bene, anche perché è giusto risarcire i parenti di questi 3 soggetti che nel resto della loro carriera avrebbero potuto fare ancora numerosi colpi. Sarà una perizia ora a stabilire quanti e che importo andrà risarcito. Sono tutti dei grandi. Viva questa Italia

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  • marietto69

    06 Aprile 2011 - 23:11

    Mi auguro che la vostra testata possa far partire al più presto una sottoscrizione in denaro a favore della guardia giurata affinché possa da subito permettersi il miglior legale italiano che finalmente faccia capire a un giudice di media intelligenza che chi va a fare le rapine non può essere minimamente compianto e le autorità che vigilano sull'ordine pubblico, in casi del genere, non meritano di essere punite. Quella non punibilità che loro magistrati conoscono bene, quando interpretano a loro maniera il codice penale e dico bene "interpretano" e NON fanno rispettare e applicare le leggi che pur sono scritte. Solo un avvocato di grande livello, per capirci di quelli che hanno fatto passare per agnellini i più incalliti criminali ultimamente alla ribalta della cronaca TV negli ultimi tempi, potrà far uscire dalle grinfie di questa magistratura politicizzata quel vigilantes a cui vola stasera il mio + affettuoso pensiero.

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  • melosky

    06 Aprile 2011 - 21:09

    ... quello che hai affermato vallo a dire guardando negli occhi vedove , orfani e genitori dei miei tanti colleghi MORTI... mentre bevevano troppi CAFFE o mettevano multe....!! sei solo un povero ignorante

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  • Trieste1976

    06 Aprile 2011 - 07:07

    Dai commenti continuo a vedere poca conoscenza della nostra realtà. Noi guardie giurate non siamo pubblici ufficiali e portiamo la pistola per esclusiva difesa personale. Il punto non è se il collega doveva intervenire o meno (è ovvio che doveva intervenire) il discorso è incentrato sull'uso che ha fatto dell'arma. La legge non ci consente di servirci della pistola se non per difendere la nostra vita o quella degli altri, non possiamo sparare (neanche colpi in aria) per fermare dei delinquenti in fuga, armati per di più solo di taglierino, non possiamo in altre parole fare gli sceriffi. Se le cose si sono svolte come sembra il collega verrà condannato e spero che se la cavi con il minimo della pena visto che sicuramente ha agito in buona fede.

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