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Quinzano, vigilantes eroe per la gente. Per i pm "un assassino"

Sparatoria nel bresciano. Guardia fermata con accusa di duplice omicidio volontario. Ma il Paese è con lui

Quinzano, vigilantes eroe per la gente. Per i pm "un assassino"
Mentre gli scattano le manette ai polsi per duplice omicidio volontario, ieri, diventa padre di una bimba. La piccola Carmela nasce all’ospedale; il padre, appunto la guardia giurata dipendente della Fidelitas che lunedì a Quinzano D’Oglio, Bassa bresciana, ha ucciso due banditi dopo una rapina in banca, in contemporanea è trasferito dalla caserma dei carabinieri al carcere di Canton Mombello a Brescia. È una storia di destino beffardo quella di Mauro Pelella, 34 anni. L’uomo che si è trovato al momento sbagliato nel posto sbagliato (o forse no?) e che in paese ormai è un eroe.

Raccoglie consensi a raffica, dal web alla politica. «Gli offriremo assistenza legale gratuita» puntualizza il coordinatore regionale PdL, Viviana Beccalossi, «questo è un mondo alla rovescia in cui sono garantiti i malviventi e non chi fa rispettare la legge, a suo rischio e pericolo e non per lauti stipendi». «Quell’uomo ha sventato una rapina, meriterebbe un premio» gli fa eco il capodelegazione della Lega al Pirellone, Davide Boni.

Un caricatore esploso (15 colpi) all’indirizzo della gang, vista con 10.300 euro in spalle, sorda di fronte al ripetuto ordine di fermarsi, che per giunta - ecco la versione della guardia - avrebbe tentato di investirlo con l’auto retromarcia. Insomma, un incastro di circostanze fatali: lui, Pelella, a bordo del portavalori uscito dall’Ubibanca di via Cavour 29; loro, taglierino in pugno, maschere di gomma sul volto, in corsa in strada dalla vicina Cassa rurale e artigiana di via Cavour 23. Finisce che Otello Astolfi, 62 anni, ravvennate con residenza a Torino - esperienza quarantennale in materia di raid predatori con travestimento - e Ivan Alpignano, 38enne di Caselle torinese, vengono raggiunti dai proiettili alle spalle. Un terzo malvivente, Dario Delle Grottaglie, trentenne di Cirie’ (Torino) si dilegua con una bici rubata, illeso, e viene catturato alcune ore dopo nelle campagne. A carico del vigilante la magistratura ieri ha emesso un provvedimento di fermo per duplice omicidio volontario. Secondo il pm Nicola Maria Pace la dinamica dell’azione e la scena del delitto tradiscono una “reazione spoporzionata, che rende impossibile ravvisare le circostanze di legittima difesa o dell’uso legittimo dell’arma”. Una decisione che potrebbe tuttavia essere sconfessata dal gip.

La memoria va subito a Giovanni Petrali, il tabaccaio milanese che il 17 maggio 2003 aveva sparato, uccidendolo, a un rapinatore in fuga dal suo negozio. In primo grado fu condannato a un anno e 8 mesi di carcere, in secondo - il 21 marzo 2011 - assolto per “legittima difesa putativa”. Il vigilante del resto è convinto di essere nel giusto: «Sento di aver fatto solo il mio dovere» ha ribadito ieri agli inquirenti. A sentire Roberto Mestrelli della Uil (cui il vigilante è iscritto, ndr) siamo di fronte a una persona «tranquilla ed irreprensibile». A Quinzano, intanto, si moltiplicano le voci a suo favore: «Dispiace per i morti» dice il sindaco, Maurizio Franzini, «ma anche per l’arresto della guardia. La gente è con lui. L’esasperazione per la microcriminalità porta ad azzerare la compassione». Quando si diffonde la notizia del fermo, sul web è rivolta. Nei forum i commenti risentiti si moltiplicano: «Una domanda al pm: se la rapina fosse avvenuta in casa sua? Avrebbe voluto che la guardia sparasse o chiedesse gentilmente ai soggetti se fossero armati?» scrive Gianmarco_bs. «Sono basito, d’ora in poi mi girerò dall’altra parte quando vedrò una rapina» gli fa eco Spark70, «i cittadini non si lamentino, sono più tutelati i delinquenti...».

di Beatrice Raspa

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  • perlapeppa

    20 Dicembre 2014 - 11:11

    Arrestate il giudice !!!!!!!!

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  • charmant2

    29 Giugno 2011 - 10:10

    Se non ci fossero i banditi,non ci sarebbero le guardie. Mi domando se è meglio che non ci siano guardie o se è molto meglio che non ci siano banditi. Ed allora ammazzateli tutti questi ultimi perchè indegni di vivere. A questo punto suggerirei agli ipocriti di fare la scelta del silenzio. E' meglio. Al quinzanese vorrei domandare come avrebbe reagito se questi potenziali assassini gli avessero portato via tutti i risparmi della sua vita o,ancora meglio,se altrettanti farabutti gli avessero stuprato una sua giovane figliuola. Per questo motivo,unico e solo, direi che è meglio il silenzio che dare l'impressione di parteggiare con gli escrementi della società. Signor quinzanese,io ritengo assolutamente di non averla offesa,se lei ritiene il contrario,le chiedo scusa. Ognuno di noi è libero di pensare come meglio crede. Almeno,su questo,credo che siamo d'accordo. Non me ne voglia e accetti cordiali saluti.

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  • quinzanese

    07 Aprile 2011 - 16:04

    Vorrei dire che non è vero che TUTTO il paese è schierato con la guardia giurata che ha sparato. C'è chi non riesce a gioire davanti alla morte di nessuno e riesce a pensare a cosa sarebbe successo se chiunque altro si fosse trovato lì in mezzo. Se è vero che esiste il "non rubare" vorrei ricordare a tutti che esiste anche il "non uccidere". E la pena di morte in Italia è stata abolita da parecchio tempo! Capisco che l'odore di sangue attira i giornalisti e gli assetati di vendetta, ma per favore smettetela di dipingerci come un intero paese che sostiene quello che ad oggi, secondo la legge italiana, è una persona accusata di omicidio. Io e molti altri miei concittadini non la pensiamo così. Grazie.

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  • Baronedel Carretto

    07 Aprile 2011 - 12:12

    Arrestato perchè faceva il proprio lavoro. Purtroppo siamo in Italia e bisogna aver pazienza, prima o poi diventeremo anche noi un paese civile e la distinzione tra lavoratori e delinquenti sarà netta. Riguardo l'assenza delle forze dell'ordine non è un problema di CC o Polizia o altro. Se questi lavoratori passano il loro tempo a far da guardaspalle a politici inutili e fancazzsiti oppure a persone dello spettacolo o scrittori non potranno mai essere messi in strada a far SICUREZZA PER I CITTADINI. Auguri per la nascita della figlia. Spero che gli altri colleghi Vigilantes continuino con serietà fare il loro difficile lavoro e non si girino dall'altra parte quando vedono un delinquente, come vorrebbe la sinistra in Italia, forse sperando nel voto dei delinquenti.

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