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Belpietro, i pm: "Archiviazione per l'attentato"

La richiesta della Procura: "Forse era un rapinatore, non volevano uccidere il direttore di Libero"

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Belpietro, i pm: "Archiviazione per l'attentato"
La Procura di Milano ha chiesto l'archiviazione per l'inchiesta sul presunto attentato al direttore di Libero Maurizio Belpietro. Secondo i pm Grazia Pradella e Ferdinando Pomarici non esisteva "un preordinato piano di attentare alla vita di Belpietro". La persona contro cui lo scorso 1 ottobre la scorta del direttore aprì il fuoco potrebbe essere stato, secondo gli inquirenti, un ladro o un rapinatore. Tutto è accaduto intorno alle 22.30, quando Belpietro aveva fatto ritorno nel suo appartamento in via Monte di Pietà, in pieno centro a Milano.  Riaccompagnato in casa il direttore, il caposcorta si era imbattutto in un uomo con maglietta di tipo militare, che nella ricostruzione fornita dallo stesso agente avrebbe estratto una pistola e tentato di far partire un colpo. A quel punto il caposcorta avrebbe risposto tre volte, provocando la fuga dell'uomo. Per i pm, però, non era un attentatore. Ecco il perché della richiesta d'archiviazione a carico di ignoti per tentato omicidio ai danni del poliziotto e detenzione e porto d'armi. Non un attentato ma l'inaspettata sorpresa di un probabile ladro o rapinatore nell'edificio.

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Commenti all'articolo

  • tonipier

    14 Aprile 2011 - 10:10

    Egregio direttore Lei dovrebbe ringraziare i Pm per il grande intuito.... inviando quantomeno a questi un bukè, diciamo di crisantemi.... una società imbrigliata dai vincoli della solidarietà incondizionata, della fraternità intransigente, non potrebbe che ridursi a convivenza appiattita dalla uniformità di mitezza dell'indole dei suoi componenti,... ai quali resterebbe che la ridicola consolazione di potersi sollazzare del narcisismo della propia magnanimità.

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  • tonipier

    14 Aprile 2011 - 10:10

    Egregio direttore Lei dovrebbe ringraziare i Pm per il grande intuito.... inviando quantomeno a questi un bukè, diciamo di crisantemi.... una società imbrigliata dai vincoli della solidarietà incondizionata, della fraternità intransigente, non potrebbe che ridursi a convivenza appiattita dalla uniformità di mitezza dell'indole dei suoi componenti,... ai quali resterebbe che la ridicola consolazione di potersi sollazzare del narcisismo della propia magnanimità.

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  • Seagull

    13 Aprile 2011 - 15:03

    La cosa più strana, in tutta questa faccenda, è che sembra che a Belpietro (e anche a voi) quasi dispiaccia che non si sia trattato di un attentato. Non so, se fosse successo a me, sarei felicissimo di sapere che non era un attentatore che ce l'aveva su con me. Invece con voi è diverso: non era un attentato? No, deve per forza essere stato un attentato, e chi dice il contrario è un corrotto o un magistrato politicizzato. Veramente strana questa faccenda, dà veramente da pensare.....

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