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Formigoni, firme false: "Io scelto dal popolo, resto"

Il governatore si mostra tranquillo in sella alla Regione e accusa i Radicali: "E' un anno che la menano, ma vincerò"

Formigoni, firme false: "Io scelto dal popolo, resto"
"Chi vince le elezioni lo decide il popolo e io sono stato eletto dal popolo". Così il governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha risposto a coloro che chiedevano le sue dimissioni, o almeno una presa di coscienza, per le firme false scoperte nelle adesioni al suo listino.

Formigoni ha le idee chiare sulla vicenda, che, sottolinea in un’intervista a la Repubblica, "finirà in una bolla di sapone". "E' un anno che i Radicali la menano su una vicenda che la magistratura, per ben quattro volte, ha già giudicato insussistente. Il risultato è quattro a zero per noi". Se la magistratura "accerterà errori - assicura comunque il governatore - è bene che i responsabili paghino. Ma ripeto: spetta agli elettori stabilire chi vince le elezioni".

Sul caso Minetti, inserita all’ultimo momento nel listino, Formigoni prende le distanze: "Il listino Per la Lombardia che sosteneva la mia candidatura non l’ho chiuso io, ma i vertici del partito. La famosa riunione tra me, Berlusconi e Bossi di cui tutti avete scritto, in realtà non c'è mai stata. Il listino è stato chiuso con dieci giorni d’anticipo". E conclude: "Il mio compito era fare la campagna elettorale, i vertici del partito mi dissero che la lista era chiusa e la raccolta di firme regolare".

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Commenti all'articolo

  • spadino65

    18 Aprile 2011 - 10:10

    lo aveva anche Vito Ciancimino....

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  • pi.bo42

    17 Aprile 2011 - 23:11

    Che non si ritrovi anche lui tra le fameliche grinfie della procura di Milano!

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  • paolo44

    17 Aprile 2011 - 19:07

    Chi ha un minimo di familiarità con la presentazione delle liste sa benissimo che la la legge è demenziale ed inosservabile. TUTTI i partiti sono costretti a bypassarla. Secondo la legge la raccolta dovrebbe avvenire a lista chiusa. Per i piccoli partiti sarebbe impossibile la raccolta delle firme regolarmente, poichè le liste si chiudono NECESSARIAMENTE negli ultimissimi giorni e non avrebbero più il tempo di raccoglierle. Per i grandi partiti vale più o meno lo stesso, c'è chi rinuncia all'ultimo giorno, ed in ogni caso ci si riserva un margine di manovra. Da notare che tutto questo è solo per burocrazia formale, nessun principio è intaccato né si truffa nessuno. A meno che qualche mentecatto non pensi che possa essere un problema per il PDL o per il PD raccogliere un migliaio di firme a Milano. Per la autentica ormai non serve più il notaio, bastano i consiglieri comunali e provinciali, più tanti altri. Quindi attaccarsi a questi cavilli burocratici è solo strumentale.

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  • La cugina di Gheddafi

    17 Aprile 2011 - 17:05

    E' sempre più evidente come il centrodestra italiano sia liberale solo a parole. Nessun liberale in nessun paese del mondo si sognerebbe di sostenere che il consenso popolare possa giustificare il disprezzo della legalità. Quello che è preoccupante è che fino a ieri questa pretesa di impunità sembrava riservata solo al re mentre adesso tale diritto viene esteso anche ai vassalli.

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