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Confermate le richieste dell'accusa

Alla requisitoria sulla scalata Unipol-Bnl furono chiesti 3 anni per Fazio, 4 per Consorte, 3 per Caltagirone

Confermate le richieste dell'accusa
Quattro anni e sette mesi di carcere per Giovanni Consorte, tre anni e mezzo per Antonio Fazio: sono le pene richieste dal pm di Milano Luigi Orsi al termine della sua requisitoria al processo Bnl-Unipol, rispettivamente per l'ex numero uno Unipol e l'ex governatore di Bankitalia. Ai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Milano, il pm ha poi chiesto la condanna, tra gli altri imputati, a 4 anni per gli immobiliaristi Francesco Gaetano Caltagirone, 3 anni per Danilo Coppola e Stefano Ricucci. Richieste invece le assoluzioni per il finanziere Emilio Gnutti e l'attuale presidente Unipol Pierluigi Stefanini. Pesante anche la multa richiesta da Orsi per Unipol, protagonista della scalata alla Bnl nel luglio 2005: 975.000 euro, mentre per Coop Adriatica, Carige, Popolare di Vicenza, Biper, Hopa e Deutsche Bank la sanzione complessiva di 600.000 euro. Pene pecuniarie sono state chieste anche per Giovanni Consorte che per l'accusa deve versare una multa pari 1,2 milioni di euro, e per l'ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio per 700.000 euro.

SENZA SORVEGLIANZA - Sotto accusa anche il sistema di vigilanza. "Sinergia letale": così Orsi ha definito il rapporto tra l'ex governatore di Banca d'Italia, Antonio Fazio, e all'allora capo della vigilanza Francesco Frasca. Secondo il pm "il regista dell'operazione è stata Banca d'Italia, di cui Fazio aveva posto le premesse". Riguardo a Frasca, invece, ha spiegato che "conosce le regole, ha studiato" e che quello che "mancava dal punto di visto tecnico a Fazio" ce l'aveva Frasca. In sostanza, questa è la ricostruzione del pm, Fazio aveva il potere mentre Frasca aveva gli strumenti tecnici per portare a termine una operazione in difesa dell'italianità del sistema bancario.

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