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Carabinieri pestati, aggressioni impunite E' ora di fare giustizia

Difendiamo chi ci difende. Altro assalto a un controllo. E nel mirino spesso finiscono gli agenti / ANTONELLI

Carabinieri pestati, aggressioni impunite E' ora di fare giustizia
Quando a giugno del 2001 in occasione del vertice Ue nella città svedese di Goteborg un migliaio di manifestanti -precursori dei black block -misero a ferro e fuoco il centro, un poliziotto prese la mira e sparò. Due ragazzi feriti gravi. Si urlò allo scandalo, in Italia. In Svezia, il ministro degli Interni dichiarò che gli agenti avevano l’ordine di difendersi. Anche con le armi. Se necessario. Ci fu un’inchiesta interna. Si appurò che effettivamente ci si trovava di fronte a legittima difesa e tutto finì in poco tempo. Se lo Stato avesse messo in discussione l’operato della polizia, avrebbe delegittimato la divisa. In un certo senso, indirettamente spinto altri manifestanti a violare la legge. Là vicino al polo nord succede così.

In Italia invece, spesso, chi amministra la giustizia ha la mano fin troppo leggera con chi disprezza i lavoratori della legge e dell’ordine pubblico. Così forse non è un caso se negli ultimi anni gli episodi violenti e le aggressioni a militari e a poliziotti sono aumentate. Ultimo caso ieri nella periferia sud di Roma. Una pattuglia di carabinieri chiede a due persone di esibire i documenti di fronte a un bar di via Monte Albino al Tuscolano. Vengono brutalmente aggrediti e si salvano solo per il casuale intervento di altri due colleghi. Il 25 aprile scorso altri due militari in provincia di Grosseto fermano quattro ragazzi strafatti all’uscita di un Rave party e finiscono all’ospedale in condizioni gravissime. Uno rischia la morte. Anche il tribunale riconosce la spietatezza e la violenza inaudita. Come avrebbero dovuto reagire i militari? Se avessero sparato e ucciso, avrebbero rischiato pene severe. Certo, questo è un caso eclatante e speriamo che la  punizione lo sia altrettanto. Ce ne è bisogno. Serve un segnale all’altezza della situazione. Chi tocca un carabiniere e un poliziotto non solo dovrebbe pentirsi di averlo fatto, ma dovrebbe diventare un monito perchè nessun altro lo faccia. Invece c’è una sfilza di sentenze che vanno nella direzione opposta.

A Milano un vigile urbano viene investito da un marocchino su un’auto rubata. Per evitare di essere travolto una seconda volta, spara e ferisce a un braccio il malvivente. Nel 2006 viene condannato a due anni di carcere per lesioni gravi. Deve pagare le spese processuali e 5mila euro di danni. Per fortuna i colleghi, che hanno spirito di corpo, fanno colletta e pagano al posto suo. Dalle istituzioni nessun sostegno. Un poliziotto, sempre a Milano, arresta un pluripregiudicato. Ne scaturisce una colluttazione. Il ladro denuncia l’agente per lesioni e ingiurie. Quattro anni di processo e il rappresentante delle forze dell’ordine viene assolto. Ma costretto a pagare le spese processuali. «Non c’è da stupirsi se molti agenti preferiscono prendere sberle piuttosto che mettere a repentaglio la carriera e la famiglia», spiega a Libero l’avvocato Piero Porciani che ha difeso i due in divisa, «e finire in processi dagli esiti incerti». Altro esempio. Una decina di anni fa cinque poliziotti vengono difesi dall’attuale ministro Ignazio La Russa, allora del foro milanese. I cinque arrestano uno spacciatore. Per evitare che fugga usano le maniere forti. Forse esagerano, forse no. Il processo dura quattro anni e si conclude positivamente. Cadono le accuse di abuso d’ufficio, falso e lesioni. Accuse che hanno reso le notti degli imputati insonni. Il paradosso sta nel fatto che vengono messi sotto processo perchè ci sono tre testimoni pronti a inchiodarli. Si tratta di tre pluripregiudicati. Per fortuna l’onore della divisa non si nutre del rispetto degli altri. Ogni tanto però un messaggio con sentenze dalla mano pesante farebbe bene a tutta la società.

di Claudio Antonelli

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Commenti all'articolo

  • ITALIANO50

    23 Luglio 2011 - 16:04

    PAURA è questa la parola che gira tra i tutori dell'ordine, grazie a questa politica schifosa e ai magistrati politicizzati, alle forze dell'ordine viene fatto di tutto, dagli insulti allo sputo e quando possono anche legnate a non finire e loro......PAURA .....paura di reagire perche' se colpisce il poliziotto automaticamente è un fascista, un animale, un violento e giu' botte morali e denunce, denunce che arrivano a condanne vere condanne che fanno male al copro e allo spirito, giu', i tutori della legge devono avere paura dei magistrati i quali al contrario liberano, assolvono quei delinguenti che hanno fatto della protesta una vera e propria guerriglia organizzata........e la paura cresce pxe' prima o poi non avremo piu' nessuno a difenderci, pxe' agire significa suicidarsi socialmente per le forze dell'ordine

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  • Lupetto99

    03 Maggio 2011 - 06:06

    I Lupetti 99 sono pultroppo in via d' estinzione. Io appartengo a quella specie che crede che la giustizia debba essere uguale per tutti. Nella società, fuori dalle carceri, è difficile trovare cesti interi di mele marce, e molto spesso con un pò di prevenzione si può evitare che le mele vadano a male. La giustizia è come il dentista o il dietologo, cura i nostri errori e le nostre negligenze; se la polizia avesse interrotto quel rave party , avrebbe potuto arrestare gli organizzatori che lucrano sullo spaccio di droga, sulla prostituzione, e sull' alcool tutta roba consumata durante questi raduni. Le faccio notare anche che se mi permetto di alzare il volume della mia autoradio arriva un vigile a farmi notare che sto disturbando la quiete pubblica, se organizzo un rave non interviene nessuno e posso agire impunemente. Per terminare le ripropongo un famoso slogan pubblicitario: "Prevenire e meglio che curare".

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  • parigiocara

    02 Maggio 2011 - 15:03

    INNANZI TUTTO LE (BUONE) FAMIGLIE di questi "bravi ragazzi" .---- poi, quando e se questi imbecilli troveranno un lavoro, avranno una trattenuta a vita dallo stipendio per restituire ALLO STATO ciò che oggi verrà versato alle vittime dell'aggressione; ci starebbe bene anche una dose giornaliera di calci nel sedere, almeno per un anno, davanti ai genitori ed alle telecamere,.

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  • andrea58

    02 Maggio 2011 - 12:12

    Tutto il rispetto per i due militari aggrediti e per le famiglie. Tutta la disapprovazione per 4 delinquenti maggiorenni o minorenni che siano. Ma ... ma il problema è uno solo, purtroppo, i due militari NON ERANO MINIMAMENTE ADDESTRATI a tenere sotto controllo 4 persone 4. Tanto per concretizzare: uno dei due militari doveva armi alla immobilizzare i 4 e poi tenerli sotto mira ed il secondo doveva proteggere il collega e chiamare rinforzi. Non di sicuro mettersi, torcia in mano, a scrivere un verbale ! Addestrati da chi: da tutto lo stuolo di stelle stellette e galloni d'oro dei superiori di grado, generali inclusi, ed anche da un Sig. Ministro della Difesa. Ovviamente tutti irresponsabili, nel senso letterale della parola. Ma forse il problema che non è politicamente corretto tenere sotto controllo 4 persone ad un controllo dei Carabinieri, della Polizia o ... dei Vigili Urbani. Forse è il caso di fare qualcosa egregi politici di tutto l'emiciclo ? O non vedete problemi e soluzioni

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