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Animali: nasce la prima anagrafe per gattini

Sono già 10 mila i felini schedati. Sulla scia di quello canino, l'obiettivo del database è garantire più controllo per 7.5 milioni di amici domestici

Animali: nasce la prima anagrafe per gattini

Chi pensa che le pari opportunità valgano solo per uomo-donna si sbaglia di grosso: sulla scia dei cani, anche i gatti reclamano la loro  carta d'identità. Lunedì a Milano, infatti, è stata presentata la prima anagrafe italiana per i felini. Si tratta di un maxi database in cui verranno schedati i gatti italiani: un servizio privato, ad adesione volontaria che per pochi euro permetterà di monitorare il micio di casa. 

  LA CARTA D'IDENTITA' -
L'obiettivo dell'anagrafe è quello di creare delle "carte d’identita" per 7,5 milioni di gatti domesticì, al fine di garantirne  - in caso di smarrimento - il ricongiungimento veloce con la sua famiglia. Ma anche per controllare lo stato di salute della popolazione felina e prevenire eventuali problemi di salute pubblica. Promossa dall’Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani) e da Frontline combo education program, l'anagrafe felina ha  fatto il suo debutto ufficiale lunedì a Milano, dopo un anno di sperimentazione: sono già 10 mila i gatti schedati su tutto il  territorio nazionale. 

  LA PROCEDURA - Il meccanismo di registrazione, assicurano i promotori "è veloce e indolore". Il veterinario inietta con una siringa ad hoc il microchip e procede con la registrazione all’anagrafe. Nella scheda riporterà i dati di segnalamento del gatto e quelli informativi del proprietario e "sarà l’unico a poterli usare per favorire il  ricongiungimento con la famiglia in caso di smarrimento - precisa Carlo Scotti, presidente senior dell’Anmvi - . Una garanzia di sicurezza, perchè mette al riparo da  qualsiasi uso strumentale dell’anagrafe felina". Nessun  malintenzionato potrà, ad esempio, usare quei dati per chiedere un riscatto ai proprietari in cerca del loro micio smarrito, assicurano i  promotori dell’iniziativa che ha ottenuto anche il patrocinio della   Federazione nazionale Ordini veterinari italiani. Solo un veterinario iscritto all’Ordine, inoltre, potrà inoculare il microchip, mentre la spesa da sostenere varierà dai 20 ai 40 euro. 

  PARI OPPORTUNITA' - Il messaggio dell’Anmvi è chiaro: oggi serve una "considerazione paritetica del gatto, per il quale si deve parlare di diritto di cittadinanza alla stregua del cane". Pari opportunità per Micio e Fido, insomma. Un obiettivo al quale sta lavorando anche la Commissione Affari Sociali della Camera, dove si è concluso un ciclo di audizioni sulla rivisitazione della legge 281/91. "E' stato predisposto un testo unificato, che sintetizza più progetti di riforma presentati, e nel quale di parla anche   dell’anagrafe felina", fa il punto il segretario della Commissione, Gianni Mancuso. "L'auspicio - conclude - è di ottenere che, entro l’estate, venga definita la commissione Affari sociali come sede deliberante per accelerare l’iter legislativo. L’unico ostacolo che l’anagrafe potrebbe incontrare è di carattere economico".

 

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