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Aboliamo i genitori/3: "Educare i bimbi? Cominciamo a farli"

Nicholas Farrell risponde a Pansa e de' Manzoni: "Dovremmo volerne averne tanti. Ma abbiamo paura"

Aboliamo i genitori/3: "Educare i bimbi? Cominciamo a farli"
Prosegue sulle pagine di Libero il dibattito: "Aboliamo i genitori?". La provocazione era stata lanciata da Giampaolo Pansa ("I genitori del Duemila generano bulli") ed era stata raccolta dal vicedirettore di Libero, Massimo de'Mazioni, che aveva rilanciato: "Aboliamoli pure, i genitori, ma stessa sorte per giudici e professori". Ora è il turno di Nicholas Farrell, che spinge sul "coraggio di mettere su famiglia". Educare i bimbi? "Cominciate a farli". A Farrell risponde Francesco Borgonovo: "False colpe dei padri: è nel dna dei figli creare problemi".

Alleluja! Hanno ammazzato Osama Bin Laden. Ma in fin dei conti non sono le bombe dei kamikaze islamici che contano ma i loro bambini. I bambini sono più pericolosi delle bombe. Voi italiani non fate più figli, loro sì. E i numeri contano. Su questo giornale domenica scorsa Giampaolo Pansa ha scritto un pezzo intitolato «Aboliamo i genitori». Si è lamentato dei bambini maleducati che  trova intorno a sé ovunque vada. Ha dato la colpa ai loro genitori (tutti figli del ’68).  Ieri, Massimo de’ Manzoni, padre di due figli adolescenti, ha replicato, dicendo: ok, noi genitori al giorno di oggi non siamo perfetti ma la maleducazione dei nostri figli è anche colpa degli insegnanti e dei giudici (figli del ’68 pure loro).

Da anarchico thatcheriano e padre di quattro figli piccoli (dai sette anni in giù, e con un quinto nel forno) scendo in campo per dire la mia pure io. Fino a pochi giorni fa ho picchiato i miei figli quando lo meritavano (spesso!). Ma ho deciso di smettere perché è controproducente. Cioè: quando davo due bei ceffoni al sedere della più grande, Caterina, sette anni, mi rideva in faccia. A che punto dovevo arrivare? Dovevo fare il talebano, ucciderla per fargliela capire? Ovviamente no.

Mia moglie, molto più giovane di me e per ciò molto più carica, Romagnola doc, può fare quello che vuole. Io Farrell, invece, ho deciso. Non picchio più i miei bambini. Si parla sempre di mancanza di disciplina come hanno fatto Pansa e de’ Manzoni nei confronti dei bambini da parte di tutti: genitori, insegnanti, giudici. Ma da dove nasce la disciplina? Dal picchiare un bambino ad oltranza stile Osama Bin Laden o dal ragionare con lui stile Barack Obama democratico? Devo, ad esempio, tagliare la mano al mio figlio maschio di 5 anni Francesco Winston perché prima di andare a letto la sera salta sui letti come un folletto scatenato? Ho deciso di no. Ho notato una cosa curiosa. Se io, invece di dare due bei ceffoni al sedere della terzogenita, Magdalena, quando veramente mi ha rotto il cazzo, mi siedo accanto a lei e le chiedo: «Dimmi bella, qual è il problema?» lei stranamente mi ascolta e si calma. Ma il vero problema dell’Occidente, e dell’Italia in particolare, non è la disciplina dei figli ma la mancanza di figli. Qui in Italia (il tasso medio è uno virgola qualcosa a coppia) non si fa più figli. In parole povere, l’Italia è un Paese che muore. Gli unici a fare figli in Italia sono gli immigrati, io compreso volendo.  «Non abbiamo soldi» dicono gli italiani. Ma i loro nonni con molto meno soldi hanno fatto otto o dieci figli. Che cosa è cambiato? Semplice. Un’italiana moderna non vuole fare figli. Vuole essere “libera”. Libera di fare che? Di fare parte della catena in fabbrica dove si fabbrica elettrodomestici, la commessa in un negozio di vestiti brutti e noiosi? Sì.

Ma fare la madre e la casalinga, e basta, non è più creativo? Mia moglie (che Dio la salvi) non “va a lavorare”, lavora in casa. Che donna! Di conseguenza, e ne sono convinto, i miei figli cresceranno più sani e meno indisciplinati di tutti gli altri in giro i cui genitori li vedono solo una mezz’ora la mattina e la sera. Da giovane (e non solo) ho visto e ho fatto di tutto. Non entro nei dettagli. Ma ho visto, se non l’orrore, almeno alcuni dei gironi dell’Inferno descritto da Dante. Ero quel figlio insomma di cui sia Pansa sia de’ Manzoni si lamentano. Ma ero cresciuto negli anni ’70. Allora? In più,  mio padre mi aveva mandato in un collegio privato, esclusivo, duro, molto conservatore.

Quindi, da me, i miei figli possono imparare molto. «Guarda com’è messo, forse non ci conviene fare certe cose come ha fatto il papà», diranno. Certo dobbiamo difendere le nostre radici cristiane non solo dall’islam incallito ma anche dalla sinistra anti-famiglia e anti comunità, e resistere alla Sharia  e la creazione di uno stato dentro il nostro Stato. Ma sono ottimista lo stesso perché so quello che ho vissuto io. E sono, come l’Occidente, ancora vivo. A Pansa e a de’ Manzoni dico: mandate i vostri figli e nipoti da me. Li sistemo io.

di Nicholas Farrell

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Commenti all'articolo

  • cybertiger

    05 Maggio 2011 - 02:02

    Con tutto il rispetto per l'Autore, ma: "... quando veramente mi ha rotto il cxxxo ..."; che linguaggio è? Io lo definirei men che "sessantottino". E' questa la "disciplina" di cui si parla? E' questa l'educazione che si vuol dare ai figli? O l'articolo era destinato ai gabinetti della stazione della metropolitana? Cordiali saluti. P.S. - "anarchico thatcheriano": che roba è?

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  • AUG82

    04 Maggio 2011 - 19:07

    é giusto e sacrosanto che in una famiglia ci sia tra uomo e donna una condivisione di responsabilità, ma non di compiti; ognuno faccia meglio ciò in cui è più predisposto per un miglior funzionamento generale. Sull' educazione si agisca in profondità sin da quando i bambini sono piccoli, va bene attribuire loro libertà, ma con occhio vigile, senza essere troppo apprensivi ed invasivi, controllandoli comunque con un' opportuna attenzione. Sarà anche vero che i figli maschi siano stati viziati molto di più dalle mamme,rispetto alle figlie, però credo che al momento opportuno quando devono creare la loro famiglia siano in grado di farlo adeguatamente, soprattutto se forniti precedentemente di un bagaglio di valori consono a realizzare tutto ciò. A me semplicemente piacerebbe vivere in un mondo dove le mogli possano anche decidere di rimanere a casa ad accudire ed educare i figli grazie alla sola retribuzione del marito sufficiente per vivere dignitosamente e trascorrere molto tempo con

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  • Fate

    04 Maggio 2011 - 18:06

    Cortesemente,evitiamo lo scaricabarile sulle donne AUG82.Qualora le donne anche volessero stare a casa(vedi la sottoscritta e le amiche della stessa)ne siamo al momento impossibilitate nella maggior parte dei casi.Con stipendi che a 30 anni si aggirano intorno ai 1000/1200 euro al mese non si tira su una famiglia e non si pagano le tasse.Al momento noi donne sembriamo wonderwoman.Lavoriamo, paghiamo le tasse, partoriamo, proviamo a tirarli su e facciamo le pulizie.Spesso con dei compagni che si parcheggiano davanti alla tv.La colpa è sempre delle donne anche di questo,o meglio delle suocere che hanno coccolato i bambolotti italiani troppo e questi una volta sposati si fanno gli affari loro.Ma magari,anzichè lamentarsi delle donne che hanno qualche aspirazione,educhiamo lo stato e gli uomini italiani ad aiutarle le donne.A me sembra che abbiamo solo doveri e ben pochi diritti. Io non o paura dei figli.Ma degli uomini che non sono più uomini, dunque non ci permettono di essere donne.

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  • AUG82

    04 Maggio 2011 - 12:12

    Continuando in ciò che stavo dicendo...le prospettive occupazionali per le giovani coppie che decidono di dar vita ad una famiglia sono fragili ed instabili , sia materialmente , che contrattualmente parlando.. Da ciò ne deriva un contesto economico,sociale e culturale ostile al valore della famiglia, che oggigiorno diventa un contenitore vuoto, insignificante, scevro di efficacia ed incisività educativa; a questa istituto si pensa sia sufficiente dedicare i ritagli di tempo, neanche tutto il tempo libero, è un impiego part time poco gratificante e molto gravoso. Non abbiamo voglia di instillare i nostri valori, le nostre passioni, i nostri ideali verso gli unici nostri legittimi eredi.. E anche ,laddove avessimo dentro di noi tutto ciò che è buono e utile per edificare una famiglia, la società in cui viviamo ci spaventa enormemente, perchè come ha sottolineato il direttore de Manzoni, basta una frequentazione sbagliata in un momento difficile per compromettere defintivamente il futuro

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