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Ruby, i pm tirano dritto: gli errori non contano

Milano: rinvio per Mora, Fede, Minetti. Confermate le accuse. Telefonata tra Emilio e Karima, Bruti Liberati: "Svista"

Ruby, i pm tirano dritto: gli errori non contano
I pasticci non fermano la Procura di Milano. Il caso Ruby è un verminaio di imprecisioni, ultima delle quali la telefonata di Karima all'utenza di Lele Mora, erroneamente attribuita ad Emilio Fede, ma poco importa: i pm hanno chiesto il rinvio a giudizio per Fede, Mora e Nicole Minetti con l'accusa di induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile di 32 ragazze e una minore, Karima el Mahroug. La richiesta di giudizio, di 36 pagine, è stata inoltrata al gup Maria Grazia Domanico. I fatti sarebbero stati commessi a Milano e altrove dagli inizi del 2009 al gennaio 2011, e per quanto riguarda Ruby dal settembre 2009 fino al maggio 2010, quando la marocchina era minorenne. Il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati ha precisato che le intercettazioni indirette tra Silvio Berlusconi e alcune giovani, tra cui la Minetti, non sono ancora state depositate alle difese della stessa consigliera regionale del Pdl, di Fede e di Mora: "Il procedimento di trascrizione e stralcio può essere fatto fino all'udienza preliminare o al dibattimento e tutte le telefonate, comprese quelle che riguardano Berlusconi, possono essere depositate fino all'udienza preliminare o al dibattimento".

EMILIO ACCERCHIATO - Nell'occhio del ciclone Emilio Fede c'è per almeno altri due motivi. Innanzitutto, gli inquirenti non hanno accolto la richiesta dei difensori del direttore del Tg4 di sentire come persona informata sui fatti il manager che, secondo quanto dichiarato dallo stesso Fede, registrato di nascosto gli avrebbe detto di aver ospitato Karima El Mahroug quando è arrivata a Milano nel 2009 e di averla poi indirizzata da Lele Mora. Alla domanda se gli atti depositati dalla difesa di Fede abbiano inciso sulla richiesta di rinvio a giudizio, oggi il procuratore della Repubblica Bruti Liberati ha risposto: "Non abbiamo fatto ulteriore attività" e che "il capo di imputazione è rimasto inalterato" rispetto all'avviso di conclusione delle indagini. Altro capitolo bollente: la presunta telefonata tra Ruby e Fede del 14 febbraio. In realtà, l'utenza contattata dalla marocchina era quella di Mora. Solo "un errore di trascrizione", l'ha definita Bruti Liberati: "L'errore c'è - spiega ancora il procuratore capo - ma si trova in una trascrizione di lavoro del tabulato. L'informativa su cui abbiamo lavorato e che è stata trasmessa è sempre stata giusta".

LE PROTESTE DI FEDE - Non una svista da poco, però, quella rivelata dallo stesso direttore del Tg4 in una conferenza stampa organizzata la scorsa settimana. "E' un mio diritto essere prosciolto", aveva sbottato Fede, secondo cui l'errore sarebbe alla base di tutto l'impianto accusatorio ai suoi danni. Quella telefonata, infatti, sarebbe stato il contatto tra il giornalista e la giovane che la sera stessa, per la prima volta, partecipò ad una festa ad Arcore. Fede ha ammesso di aver conosciuto Ruby al concorso di bellezza in Sicilia nel 2009, ma ha poi dichiarato di averla rivista soltanto la sera del 14 febbraio ad Arcore, senza averla per altro riconosciuta. Nessuna sorpresa, quindi, per la decisione di rinvio a giudizio. "Non c'è nulla di nuovo" ha commentato a caldo il direttore del tg4 . "Sono otto, nove mesi - ha detto Fede - che la Procura si occupa delle cene di Arcore, non poteva smentire se stessa. La richiesta di rinvio a giudizio sarà probabilmente accettata dal giudice perchè nessuno smentirà l'altro. L'unica speranza è il Tribunale".

I LEGALI DEL DIRETTORE - Gli avvocati di Emilio Fede non si dicono sorpresi per la richiesta di rinvio a giudizio arrivata dalla procura di Milano, ma rilanciano: "Peccato che gli inquirenti non abbiano fatto le indagini indicate", è quanto affermano in una nota rilasciata alla stampa i legali, Nadia Alecci e Gaetano pecorella. I due avvocati spiegano: "Tutto previsto", era ovvio che i pm non sarebbero tornati "sui propri passi rinnegando un'indagine mediaticamente così importante". Pecorella e Aleci, invece, mostranos tupore per il fatto che "gli stessi pm non abbiano ritenuto di prendere in alcuna considerazione la richiesta di indagini contenuta dalla memoria depositata il 28 aprile". Poi la conclusione: "Si ribadisce che l'impianto accusatorio è totalmente infondato e che negli stessi atti vi è la prova del non coinvolgimento di Emilio Fede in nessuna delle vicende di cui è chiamato a rispondere: il giudice per l'udienza preliminare di conseguenza non potrà che prosciogliero da ogni accusa".

IL  SILENZIO DELLA MINETTI - No comment per la consigliere regionale Nicole Minetti, che preferisce non rilasciare dichiarazioni, almeno "non a caldo". Dopo la richiesta di rinvio a giudizio la Minetti ha detto: "Non dico nulla, non ne parlo. O almeno non adesso". Nicole Minetti nei giorni scorsi aveva deciso di cambiare legale, l'avvocato Daria Pesce, per affidarsi a un avvocato di Rimini, che la difenderà con la collaborazione del professore Piermaria Corso. La consigliera regionale lombarda del Pdl, infatti, non sarebbe stata soddisfatta della linea difensiva scelta dall'avvocato Pesce e, in particolare, non avrebbe giudicato positivamente alcune affermazioni rilasciate ai media dal legale.

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Commenti all'articolo

  • tuccir

    07 Maggio 2011 - 10:10

    Il fatto che per difendere questi tre personaggi ci si appelli ad un errore di trascrizione la dice lunga sulle colpe dei tre procacciatori di donnine. Se questo è il meglio che si può fare....

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  • vin43

    06 Maggio 2011 - 19:07

    Scusate si parla di “intercettazioni indirette tra Silvio Berlusconi e alcune giovani …”. Che cosa significa? Sono dirette o indirette oppure in dirette. Vorrei sapere qual è “un’intercettazione indiretta”. Sarebbe: io parlo con uno e riferisco qualcosa di un altro? In questo caso è prova inconfutabile di quello che dico? Non è forse il caso di Carlo Ferrigno che ha parlato con qualcuno delle feste di Arcore? Non è lo stesso Ferrigno che è stato arrestato con l'accusa di millantato credito ed è adesso agli arresti domiciliari? È indagato anche per prostituzione minorile per due casi segnalati nell'inchiesta? Si prende per oro colato “un’intercettazione indiretta” di un tipo del genere? Se Fede asserisce che Ruby l’ha conosciuta al concorso di bellezza in Sicilia nel 2009 e la rivista la sera del 14 febbraio ad Arcore, senza averla per altro riconosciuta, perché non è credibile? Che cosa c’è d’illecito? Secondo me la procura di Milano patisce sempre dello stesso male.

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  • UNGHIANERA

    06 Maggio 2011 - 19:07

    Ci fai rimpiangere l'originale,più genuino più vero,tu sei un piccolo surrogato che non sostituisce la bontà dell'originale...

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  • delaluca

    06 Maggio 2011 - 19:07

    Gli atti ufficiali sono corretti, hanno sbagliato una trascrizione ma che non ha nessun valore legale e non verrà neanche presentato in tribunale... in ogni caso basta vedere le foto scattate in Sardegna con le erezioni degli invitati del premier che si strusciavano sulle sbarbine mezzo nude per capire che le cene di arcore non hanno niente a che vedere con l'eleganza ed il decoro... Inoltre per tutti quelli che continuano a dire che ognuno in casa sua può fare cio che vuole, aggiungo una postilla, "può fare ciò vuole, SEMPRE NEI LIMITI CONSENTITI DALLE LEGGI" perchè sennò scarceriamo subito l'assassino di Sarah Scazzi visto che uccise la povera nel suo domicilio privato e scarceriamo pure tutti gli spacciatori che vendevano in casa loro... Il mondo ci guarda...e ride a crepapelle!!!

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