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La Cgil in piazza: "Fiacco rituale". Renzi: "Autogol"

La protesta è un flop. Brunetta: "Scusa per allungare weekend". Sindaco Firenze: "Protesta contro di noi" / FOTO

La Cgil in piazza: "Fiacco rituale". Renzi: "Autogol"
La Cgil porta tutti in piazza. Tutti, o quasi. Lo sciopero è un flop. Secondo gli ultimi dati, l'adesione, per il ministero, sarebbe del 13 per cento. Per il sindacato rosso, invece, schizza al 58 per cento. Cifre che, comunque, non possono far sorridere la segretaria Susanna Camusso. Comunque sia, chi ha deciso di fasciarsi nelle bandiere rosse e - per dirla con le parole del ministro Brunetta - "concedersi il solito week-end allungato", è riuscito a creare la consueta selva di disagi, tra autobus fermi, città paralizzate dal traffico, uffici e sportelli chiusi. Non mancano poi i soliti scemi, protagonisti di atti di vandalismo durante i cortei. A inquadrare la situazione, ci ha pensato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. Prima fa leva "sulla bassa adesione allo sciopero", che si sta registrando "tanto nel pubblico quanto nel settore privato". Poi invita la Cgil a riflettere "sulla linea fin qui seguita": creare disagi e violenze, ma a quale pro?

RENZI: "SCIOPERO CONTRO DI NOI" -
Una riflessione fuori dal coro (di sinistra) sullo sciopero è arrivata dal (solito) Matteo Renzi. "Avevo capito che lo sciopero della Cigil era contro le politiche del Governo: scopro che lo fanno contro di noi", commenta tagliente il sindaco di Firenze. "E' triste - continua -. Mi dispiace per loro", ha risposto ai giornalisti a margine della cerimonia di apretura di un festival. La badilata di Renzi è arrivata quando gli è stato chiesto un commento alle parole di Mauro Fuso, segretario della Cgil di Firenze, che ha parlato di una città "ferma" e di "ritardi non solo sulla tramvia". Pronta la risposta del 'rottamatore': "La Cgil fa polemica e parla di una città ferma? Probabilmente abbiamo idee diverse su questa Firenze". Renzi ha spiegato che "i lavori per la linea 2 della tramvia non sono partiti perché c'è un'azienda che è in crisi, che non ha la forza per partire". Quindi la conclusione: "Invito gli amici della Cgil a concentrarsi di più sui problemi del lavoro, dei precari. Le polemiche politiche le lascino fare ai politici, loro si preoccupino di fare bene i sindacalisti".

CAMUSSO A NAPOLI -Dal palco di Napoli, intanto, Susanna Camusso chiede dialogo aperto con i lavoratori, con Cisl e Uil. Poi rivolge un appello a Confindustria affinché cambi la sua politica. Nel giorno dello sciopero generale della Cgil, indetto per chiedere "più lavoro e meno fisco", la neosegretaria non le manda a dire. Manifestazioni organizzate in tutta Italia, blocchi e disagi, ma sull'adesione sindacato e ministero litigano. Sulla base dei dati pervenuti, secondo il Ministero alle 13 avrebbero incrociato le braccia soltanto il 13,41% dei lavoratori del pubblico impiego. Secondo la Cgil, invece, l'adesione sarebbe al 58 per cento. Un dato che comunque non può soddisfare il sidnacato rosso.


"GOVERNO BUGIARDO" - "Questo governo dice solo bugie" e per cambiare rotta è necessario tornare a parlare con i lavoratori, anche con la Cisl e con la Uil, e che Confindustria cambi la sua politica". Susanna Camusso, a Napoli, ne ha per tutti. "Si può voltare pagina decidendo tutti insieme di tornare nei luoghi di lavoro e dare di nuovo la parola ai lavoratori - ha sottolineato la Camusso rivolgendo un appello a Cisl e Uil - . E' arrivato il momento di dire no ad un governo che ci mette l’uno contro l’altro" perchè "è possibile riprendere il filo a partire dalla necessità di tassare chi ha di più". Un altro invito la leader sindacale lo ha rivolte Confindustria: "Dopo due anni di politiche sbagliate, di deroghe ai diritti dei lavoratori, di divisione del sindacato, la vostra politica non ha prodotto alcun risultato. Fermatevi e ripartiamo dal lavoro che, solo con forme certe, è un diritto". Poi, dal palco di Napoli, la Cgil ribadisce le sue priorità: riforma fiscale, un futuro per i giovani e cambiare le modalità con cui viene conferità l'indennità di disoccupazione. Infine l'ennesima bordata contro il governo. Questa volta si tira in ballo Fiat: "Non può esserci un Paese che non si occupa del piano industriale del suo più grande gruppo e di quali sono le conseguenze", tuona la Camusso.

BRUNETTA: "UN FALLIMENTO" - La scarsa adesione dei dipendenti pubblici allo sciopero generale indetto dalla Cgil, del tutto analoga a quella registrata negli altri 4 scioperi generali degli ultimi 3 anni - ha commentato il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta - certifica il fallimento di un’iniziativa di cui non si capiscono gli obiettivi e della quale i cittadini non sentivano certo l’esigenza. Quella di oggi è stata solo la fiacca celebrazione dell’ennesimo sciopero allunga week-end".

DISAGI -
Nonostante la protesta tenga conto dei servizi essenziali,  sono stati riscontrati disagi specie per i trasporti. Gli orari dello stop cambiano a seconda della città. Mentre le navi ritarderanno le partenze di quattro ore, le ferrovie si fermeranno delle 14.00 alle 18.00. Per quel che  riguarda bus e metro i lavoratori si fermeranno per 4 ore, salvo Torino e Genova, dove lo stop coprirà otto ore. A Milano, disagi sono previsti dalle 18alle 22.

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Commenti all'articolo

  • mab

    07 Maggio 2011 - 11:11

    Ma forse perchè erano impegnati all'interno del sindacato. La CGIL assume neri invece degli I T A L I A N I magari disoccupati.

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  • pdl_pa

    07 Maggio 2011 - 11:11

    Brunetta farebbe meglio a non fare i suoi soliti commenti sciocchi e scontati, lui che certo non ha bisogno di scoperare visti i suoi mille impieghi da privilegiato leccascarpe del potere quale è. I dipendenti pubblici, se è vero che non hanno scioperato in massa è perchè, con il magrissimo stipendio che lui passa loro, anche una giornata di lavoro ...fa cassa!!! Brunetta piantala.

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  • futuro libero

    07 Maggio 2011 - 11:11

    chiede lavoro e meno fisco. Giustissimo. Però può spiegare come possa avverarsi questo se i lavoratori devono essere assunti solo per stare a casa a scioperare perdendo così pure la giornata di lavoro. Ma chi ha un'azienda credete che possa assumere scioperanti che le faranno perdere lavoro e quindi costretta a pagare più tasse. Per me è un controsenso. Io non ho mai fatto uno sciopero, dove lavoravo nessuno è mai rimasto a casa, eppure chiedendo con educazione e decisione ho sempre ottenuto quello che volevo, prima di tutto venivano prese in considerazione le mie capacità, la mia voglia di lavorare e di migliorare, ho lavorato 30 anni sempre nella stessa ditta migliorando sempre il mio lavoro e stipendio naturalmente. Spero che un giorno i lavoratori si rendano veramente conto che cosa promette loro il sindacato e che cosa alla fine rimane loro tra le mani.

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  • dioscimmia

    07 Maggio 2011 - 10:10

    l'autore dell' articolo mi sembra un pò confuso. Prima dichiara che i scioperanti erano pochi, anzi pochissimi, ma in seguito si dilunga ad elencare i molteplici disagi causati da essi! ora..... tre o quattro gatti in genere non riescono a paralizzare un intero paese! quindi: o l'adesione è stata minima (è di conseguenza erano minimi i disagi) oppure lo sciopero di massa c'era, con tutta la paralisi che ne deriva! per favore decideteviiiiii!!!!!

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