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Sciopero flop, la Cgil perde la testa: decapitiamo Berlusconi

Il venerdì di protesta fallito: adesione al 50%, mai così bassa. E la Camusso, isolata, deve lasciar spazio ai violenti

Sciopero flop, la Cgil perde la testa: decapitiamo Berlusconi
Addio adesioni bulgare, addio scioperi di massa. La prova di forza invocata venerdì dalla Cgil si è rivelata un boomerang per il sindacato rosso. Lo scopero generale che doveva bloccare l'Italia ha registrato la partecipazione solo del 58% degli iscritti, la più bassa di sempre. Un flop clamoroso soprattutto nella pubblica amministrazione, dove al primo turno l'adesione si è fermata al 13%. Le aziende del gruppo Marcegaglia hanno comunicato un 45%, contro il 70% annunciato dalla segretaria Cgil Susanna Camusso. Per Federmeccanica, l'astensione dal lavoro è stata del 16%, contro il 18% della sola Fiom nello sciopero di gennaio. In piazza e in strada, a provocare i prevedibili disagi a viabilità e circolazione, sono stati soprattutto gli studenti. Il guaio, per la Cgil, è che proseguendo su questa strada la linea dell'unità sindacale diventa sempre più impraticabile. I riformisti Cisl e Uil, infatti, badano più al sodo e meno alla politica, portando a casa per esempio un accordo con il ministero dell'Istruzione per l'assunzione di 67mila precari. E la Cgil? Lascia spazio alle espressioni di dissenso più folkloristiche e radicali. Come a Venezia, dove tre forestali hanno messo in scena in piazza Roma la decapitazione di Silvio Berlusconi (nella foto). Uno indossa la maschera del premier, un secondo lo tiene fermo e un terzo impugna una motosega e la avvicina al collo del Cavaliere. Evento isolato? Non proprio. A Milano alcuni ragazzi hanno abbattuto un gazebo elettorale della Lega, a Genova un gruppo di anarchici si è scontrato con la polizia vicino alla stazione di Genova Principe, a Torino sono volati gavettoni di vernice sugli agenti, a Roma sono stati bloccati i binari della stazione Termini. La violenza è stato l'unico successo del venerdì della collera cgiellina.

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Commenti all'articolo

  • rosvittorio

    10 Maggio 2011 - 10:10

    Cento anni fa l'operaio era schiavo del padrone : i sindacati hanno risolto quasi totalmente il problema perché lavoravano totalmente per gli interessi degli operai.Ora invece si propongono come forze politiche profondamente ideologicizzate trascurando del tutto quelli che sono i veri interessi della classe lavoratrice.Personaggi come la Camusso o l'altro fanatico della Fiom non dovrebbero neanche esistere.E di questo si è perfettamente resa conto una grossa percentuale di lavoratori.I sindacati attuali dovrebbero scomparire e lasciar posto a delle commissioni di trattativa elette in ogni fabbrica dai lavoratori che discuterebbero esclusivamente di problemi concreti con cognizione di causa.

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  • urlodifarfalla

    09 Maggio 2011 - 09:09

    ...che magari qualche ora dopo ha tifato per il milan.

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  • losbos

    08 Maggio 2011 - 22:10

    ma non perchè ce l'hanno con berlusconi!ci mancherebbe!!ma perchè hanno un cervello che non capisce un tubo! ma l'havete guardato bene in faccia quello della motosega? è giusto un TALEBANO! (stessa barba)

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  • gibuizza

    08 Maggio 2011 - 11:11

    D'altronde per Bocca non è altro che un ritorno alle origini, da repubblicchino a comunista adesso sta ritornando fascista.

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