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Melania fu uccisa nel bosco dopo una breve lotta

Nuove indiscrezioni sull'autopsia. I funerali sono fissati per le 15 di lunedì a Somma Vesuviana. Parolisi: "Stanco degli scocciatori"

Melania fu uccisa nel bosco dopo una breve lotta
Melania Rea è morta nel Bosco delle Casermette, a Ripe di Civitella (Teramo) dopo una breve colluttazione nello stesso giorno della scomparsa. Sono le prime indicazioni emerse dopo il nuovo esame autoptico. A quanto pare, la donna non è stata tramortita dal suo assassino. Al momento resta invece più difficile circoscrivere l'ora precisa della morte, sinora collocata tra le 14 e le 17. Intanto, le indagini proseguono senza sosta, senza tralsciare alcuna pista, per il momento sempre contro ignoti. Nel frattempo, terminati gli ultimi esami autoptici, gli inquirenti hanno dato il via libera per la riconsegna del corpo di Melania alla famiglia. I funerali dovrebbero tenersi a Somma Vesuviana lunedì 16 alle ore 15.

ESAME AUTOPTICO - L'autopsia, finalizzata a fissare meglio la data e il luogo della morte della 29enne, è stata condotta dal medico legale Adriano Tagliabracci insieme a due collaboratori. Sul posto erano presenti il sostituto procuratore di Ascoli Umberto Monti e due ufficiali dei carabinieri. Secondo quanto si apprende da fonti investigative, non sarebbero stati effettuati ulteriori prelievi, ma solo accertamenti più accurati sul cadavere della donna. Poche le indiscrezioni filtrate. Melania sarebbe stata uccisa nel bosco delle Casermette quello stesso pomeriggio della scomparsa, il 18 aprile, giorno della scomparsa.  Se ciò si rivelasse una certezza, secondo gli investigatori diventerebbe plausibile che la donna non sia mai arrivata a Colle S.Marco.

TELEFONO SPENTO E RIACCESO - Intanto, nella vicenda dell’omicidio di Melania Rea, definita ieri dal Procuratore della Repubblica di Ascoli Piceno "un vero rompicapo", si apre un altro fronte che è al vaglio degli investigatori: quello del telefono cellulare della vittima. Nuovi esami del Ris dei carabinieri sono in corso sul suo cellulare. Gli investigatori vogliono accertare se sia stato possibile che l’assassino sia tornato sul luogo del delitto un giorno e mezzo dopo la scomparsa della donna per reintrodurre la batteria del telefonino di Melania, telefonino che avrebbe ripreso a squillare il 20 aprile dopo essersi spento alle ore 19 del giorno 18, così come confermato dalla madre della 29enne, e dalle tante chiamate dei parenti arrivati sul cellulare fino a quell'ora.

IL MARITO - "Uno ammette i propri errori. Ma non c'entra niente con quello che è successo a Melania", queste le parole di Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore marito di Carmela Melania Rea, la 29enne uccisa con 37 coltellate e ritrovata morta nel Teramano. L'uomo, contattato dalla trasmissione televisiva Quarto Grado, ha espresso il desiderio di non rilasciare più interviste:  "Sono una persona distrutta, non voglio più essere scocciato".



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Commenti all'articolo

  • ercole.bravi

    15 Maggio 2011 - 11:11

    ascoltate alla radio,e spero non confermate. Gli inquirenti vorrebbero ascoltare la figlia della vittima (18 MESI!). Spero tanto che la mia radio non funzionasse bene in quel momento e che il mio udito abbia nel contempo fatto cilecca. Ma se fosse vero avremmo definitivamente rasciato il fondo. Se posso dire la mia, considero la situazione delle indagine, un deja vu, che si sta ripetendo con ritmo impressionante. Televisioni e giornali che pressano personaggi deputati ad inchieste che non reggono la tensione della notizia e delle novità, e che per non sfigurare (non esiste un viagra per le indagini?) danno per chiuse indagini ancora lontane dall esserlo. E quindi Yara sarà una vittima senza, forse, colpevole; Sara uccisa da 10,20 persone...e questa madre che, dopo due o più autopsie...scaglionate nel tempo, dovrà contare sulla testimonianza della figlia per avere giustizia. E la giustizia e la verità prendono ancora strade diverse. Grazie per l'incapacità mostrata sino ad ora!

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  • jerico

    15 Maggio 2011 - 09:09

    Che strano ! Più gli investigatori si affidano alla tecnologìa ed indagini sofisticate(DNA,cani...molecolari), più aumentano i casi irrisolti. Si sono trascurate le indagini vecchia maniera, dov'è il fiuto del vecchio maresciallo, dov'è la psicologìa ?Il fatto importante è per esempio,che abbiano trovato l'anello di Melania vicino dove hanno trovato lei. Che senso ha questo ritrovamento ? Ve l'immaginate una vittima che si sfila l'anello davanti al suo assassino ?Non ha senso ! Ha senso invece se l'assassino è il fidanzato o il marito. Personalmente penso (è solo un'ipotesi ovviamente) che l'omicidio sia avvenuto dove è stata trovata Melania, tra lei l'aggressore c'è stato un discorso chiarificatore , ed al colmo dell'esasperazione, Melania si sia tolto l'anello al dito per gettarlo a terra con un moto di sfida ,rinfacciando al marito la tresca con la soldatessa.

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  • angryant

    14 Maggio 2011 - 14:02

    le cose che non funzionano in questo paese, le figuracce quotidiane delle nostre procure e relativi investigatori e medici legali fanno cadere anche l'ultimo mito...non sono i criminali ad essere bravi,e'l' evidente incapacita' nella raccolta di prove che e' vergognosa e i "professori" non cavano un ragno dal buco nelle autopsie...hai voglia di chaiamare ris e ros,se non porti reperti non possono fare niente...cosi',anche se e' evidente il colpevole,non si puo' provare... l'unica "consolazione" resta quella id sapere che anche quando beccano gli assasini,ci pensano i giudici a (rin?)"graziarli"...siamo un paese veramente libero!... c'e' liberta' anche di uccidere...con buona pace di tutti

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  • montalbano2669

    14 Maggio 2011 - 13:01

    Certo che sono alquanto perplesso, Melania, Sara, Yara, sono solo gli ultimi di una lunga, troppo lunga, lista di omicidi ancora irrisolti. Ho sempre avuto fiducia nei nostri investigatori italiani, che godono la stima delle polizie internazionali, ho notato tuttavia che negli ultimi anni, correggetemi se sbaglio, che qualcosa è cambiato. Sono gli assassini che hanno fatto un salto di qualità? Oppure dobbiamo pensare che i nostri investigatori hanno perso il loro smalto di segugi implacabili? Mah!!! Detto questo, il marito di Melania, Salvatore, non mi convince neanche un poco! Un saluto a tutta la Redazione.

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