Cerca

Pm inglesi: "Claps e Barnett uccise da stessa persona"

Tribunale di Winchester, processo a Daniele Restivo: "Analogie impressionanti fra il delitto di Elisa nel 1993 e quello di Heater nel 2003 "

Pm inglesi: "Claps e Barnett uccise da stessa persona"
A uccidere Elisa Claps e Heater Barnett è stata la stessa persona, e la mano è quella di Danilo Restivo. Questo quanto riferito lunedì 16 maggio nel corso del dibattimento del processo inglese a Restivo per l'omicidio della sarta di Bournemouth. Ci sono "analogie impressionanti", hanno detto i legali britannici, fra l'omicidio di Potenza del 1993 e quello commesso nel Dorset 2o anni dopo, nel 2003. In effetti i due casi presentano numerosi dettagli in comune, dalla modalità dell'assassinio alla ferocia con cui è stato commesso.

L'ASSALTO - Elisa Claps fu uccisa con un assalto alle spalle perchè la maggior parte dei colpi inferti con un coltellino sono stati inflitti da dietro, secondo l’autopsia. Anche Heather Barnett, si è appreso oggi, è stata aggredita alle spalle, anche se colpita presumibilmente con un martello.

LA FEROCIA - L’assassino infierì sui corpi di Elisa Claps e Heather Barnett dopo averle uccise. Entrambi i corpi furono trascinati, quello di Elisa nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità dal centro a un angolo per nasconderlo, quello di Barnett dalla porta d’ingresso al bagno.

LE TRACCE - Dna di Restivo è stato trovato sul maglione di Elisa Claps: si tratta di saliva. Lo stesso profilo genetico - si è appreso al tribunale di Winchester - è stato trovato su un asciugamano lasciato nella casa di Heather Barnett. Secondo l’accusa, l’assassino lo ha usato per asciugare il sangue della vittima schizzato sui propri vestiti o su ciò che indossava per coprire gli stessi.

LA CONOSCENZA - Entrambe le vittime conoscevano l’assassino. Restivo aveva un appuntamento con Elisa in chiesa il 12 settembre del 1993, giorno della morte della ragazza. Il ragazzo abitava a pochi metri - era dirimpettaio - dall’abitazione di Heather Barnett. Una settimana prima dell’omicidio l'uomo era andato a casa della sarta, secondo la sua versione per   commissionarle delle tende.

LE FORBICI - Su entrambi i luoghi del delitto sono state usate delle forbici. Nel caso di Elisa per tagliare ciocche di capelli, mentre alla sarta inglese, oltre a essere stati tagliati i capelli, sono state inflitte mutilazioni post mortem. Nelle mani di Heather Barnett   sono state ritrovate due differenti ciocche di capelli: una sua nella mano sinistra, un altra ciocca, di colore castano chiaro, nella sinistra. Quello di tagliare i capelli alle donne è una mania di Danilo Restivo riscontrata a Potenza, in altre città italiane dove ha vissuto e a Bournemouth.

I VESTITI - Elisa ed Heather sono state ritrovate con il reggiseno rotto o tagliato al centro, con i pantaloni e le mutandine abbassate fino a scoprire una parte della zona pubica.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • ercole.bravi

    16 Maggio 2011 - 19:07

    Quando si leggono simili notizie, viene spontaneo pensare che i giudici che vagano per mesi ed anni inutilmente alla ricerca di PROVE e non analogie o indizi, hanno una carriera luminosa a disposizione! Come si possono collegare simili indizi chiudendo il ragionamento con illazioni? L'appuntamento che Restivo aveva con la Claps, la morta, quella inglese, che abitava a pochi metri da casa di restivo, tracce di dna (tracce intendiamoci bene) che vengono riferite al sangue che Restivo avrebbe asciugato, dopo avere ammazzato la vittima! Ma come si fa a gestire un caso in questa maniera? Le forbici, le usano milioni di persone, e perchè dovrebbe essere Restivo il comune denominatore e non valutato come casualità? Uno potrebbe obiettare che è più semplice ammazzare la vicina di casa che non andare ad uccidere qualcun altro, sarebbe troppo complicato. Da 17 anni una vittima aspetta giustizia reale, vogliamo la verità? Abbiamo PROVE reali ed inconfutabili? se ci sono, allora è colpevole!

    Report

    Rispondi

blog