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Villaggio spara sul rosso...in croce: "Bersani? E' come Fantozzi"

Parola di Paolo: fra Uffcio Sinistri e Filini/Franceschini, pure Pier Luigi finirà crocifisso in sala mensa / BORGONOVO

Villaggio spara sul rosso...in croce: "Bersani? E' come Fantozzi"
L’investitura è delle più autorevoli, viene da Paolo Villaggio in persona: «Bersani è il Fantozzi della politica italiana». E in effetti il paragone è calzante, basta guardare i giganteschi cartelloni che il leader del Pd ha diffuso per le città con lo slogan «Rimbocchiamoci le maniche». Abbigliamento di Bersani: camicia bianca  stirata per l’occasione dalla moglie Pina, con risvolto delle maniche cementato dal mostruoso uso di appretto; cravatta della prima comunione; pantalone in jeans del liceo stretto in vita fino al soffocamento... I vani tentativi del capoccia democratico per sembrare sportivo ricordano proprio Fantozzi che con i capelli tinti e il ventre  compresso nella pancera si finge giovane per affrontare un concorso pubblico, dal quale esce ovviamente a pezzi quando la pancia esplode sfasciando il busto, e i bottoni della giacca vengono sparati come proiettili nella stanza. L’analisi politica di Villaggio, esternata ieri durante la trasmissione di Radio Due “Un giorno da pecora”, era rude ma di scientifica efficacia: Bersani e come il ragionier Ugo, «noioso, lecchino e dall’aspetto molto simile. Bersani di Fantozzi ha anche l’aspetto fisico ed è di una noia mortale». E dire che il vecchio Paolo  ammette di aver «votato per il Pd» e continua a dirsi «più a sinistra del partito comunista cinese».
 Al netto dell’ironia, però, l’antropologia bersaniana in parte l’ha colta: la condanna di chi è destinato a perdere, sempre e comunque. A farsi schiacciare dai colleghi dell’Ufficio Sinistri, a farsi trascinare dal Filini di turno (Franceschini, Veltroni eccetera) in improbabili competizioni, le partite scapoli-ammogliati, la coppa Cobram di ciclismo (dovrebbero istituire la Coppa Dalemam di vela)... tutte irrimediabili sconfitte. Anche se il Pdl  perde, Bersani non trionfa.  Quando nei giorni scorsi,  gongolante, ha dichiarato che alle Amministrative «abbiamo vinto noi e hanno perso loro», aveva la stessa credibilità di Fantozzi a Cortina che, in delirio da semi-congelamento, spara: «Sono stato azzurro di sci». Dove ha vinto, il Pd  lo ha fatto per il rotto della cuffia o grazie a candidati altrui.
 A Milano è giunto al ballottaggio Giuliano Pisapia,  il quale vinse le primarie facendo a fette Stefano Boeri indicato dal Pd. A Napoli il rivale del centrodestra è Luigi De Magistris, che ha schiantato Morcone, sempre del Pd. A Bologna - piazza in teoria priva di ostacoli - Bersani e soci hanno faticato non poco, anche se avrebbero dovuto vincere facile. Insomma, ora che Berlusconi è in un momento di grande difficoltà, i democratici comunque stentano. C’è già il titolo del film: «Bersani subisce ancora». Un po’ come quando il ragionier Ugo diventa direttore della Megaditta: gliene affidano la gestione perché serve un prestanome (nel caso di Pier il mandante è  D’Alema), e quello si illude che sia davvero sua. Ecco, Bersani  si vede già nell’ufficio con giungla di ficus e poltrona in pelle umana. In piena allucinazione a sfondo mistico gli è apparsa la Madonna con le sembianze di Pisapia. 
Ma il suo rapporto con la vittoria alle urne è identico a quello fra Fantozzi e la signorina Silvani: lui la porta fuori a cena, le paga le vacanze a Capri, poi arriva l’impomatato Calboni di turno (Grillo, Di Pietro, Vendola eccetera),  gli dice: «Smamma, Fantocci» e gliela porta via sfasciando l’alleanza. Al povero Pier Luigi non resta che inseguire il carro del vincitore, aggrappandosi tragicamente all’autobus («Sveglia e caffé/ barba e bidet/ presto che perdo il tram»).   Adesso che i ballottaggi si avvicinano,  lo immaginiamo chiuso davanti alla tivù,  con mutandoni e frittatona di cipolle, a gridare alla segretaria: «Pina stammi a sentire, questa volta se io sbaglio il voto va a finire che non mangiamo per una decina d’anni» e intanto Vendola lo guarda dal teleschermo e gli sussurra: «Lei, Bersani,  facci un altro buco alla cintura che io nel frattempo mi sparo un bel cotolettone panato». 
 Pier è ontologicamente fantozziano, le prova tutte pur di riscattarsi dalla condizione di inferiore, per governare sarebbe disposto anche a nominare «Rognoni ministro delle Interiora». Mesi fa si è persino inerpicato sui tetti dove gli studenti manifestavano contro la Gelmini. Un’impresa titanica. Lui che sbuffando saliva e sudava, dietro il ragionier Filini a spingerlo: «Vadi, Bersani, vadi» e gli studenti dall’alto: «Venghi, Bersani, venghi». Una volta arrivato in cima a scimmiottare i contestatori, aveva la stessa espressione di Villaggio quando - fomentato dal compagno Folagra, il comunista della Megaditta -  tira un sasso contro un vetro dell’ufficio in segno di protesta. A quel punto, esce il Mega Presidente Galattico Duca Conte Giovanni Maria Balabam e lo prende sottobraccio: «Fantozzi, è stato lei vero?». Il ragioniere china mestamente il capo: «Come è umano lei...».
Pochi giorni fa, Bersani ha detto: sarò io il prossimo candidato premier di sinistra. Gli altri del partito hanno risposto commossi: «Sì, Pier Luigi,  noi ti stimiamo tantissimo». E già sanno che finirà crocifisso in sala mensa.

di Francesco Borgonovo

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Commenti all'articolo

  • sparviero

    03 Settembre 2011 - 21:09

    Sono sempre stato un simpatizzante di Ugo Fantozzi , possiedo quasi tutti i suoi film , ma ora parliamo di cose serie. La stessa cosa dovrebbe fare il nostro amico Bersani , parlare in verità e seriamente , ma tanto nessuno lo ascolta . Personaggio di poco spessore senza nessun carisma e come tale risulta la fotocopia di Fantozzi , un eterno perdente . Potrebbe sempre chiedere consiglio a Filinema

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  • NMRIC

    19 Agosto 2011 - 12:12

    No, nun li scacci, so come cuccioli che vogliono sta a tavola coi grandi. dopo aver letto i fumetti dell'Unità e del Fattaccio vengono qui per imparà. meio che sta in mezzo a na strada no ?

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  • tigrin della sassetta

    23 Maggio 2011 - 18:06

    come la Bindi perché sei tale e quale a lei: di qualsiasi cosa parliate, entrambe dite cazzate dimostrando con assoluta certezza di non aver capito uno strabigolo. Secondo te quello di Villaggio è un paragone di puro carattere estetico? Borgonovo ha scherzato solo sull’aspetto? Solo un rimminchionito da briscola al circoletto ArciPancotti poteva credersi spiritoso con una sortita del genere. Anima cattiva

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  • vin43

    23 Maggio 2011 - 10:10

    Se un contadino non cura l’albero, esso diventa inaccessibile. Ormai sotto il tronco del Pd sono cresciuti cespugli fitti e spinosi che impediscono la raccolta dei frutti. Che sia Ulivo o Quercia ormai l’albero è invaso da polloni detti tecnicamente “selvaggi”. Chi è in questo caso il contadino? E lui: Il D’Alema. Sì, proprio lui. Il suo rancore di non essere dichiarato l’indiscusso leader del partito gode nel “Tanto peggio tanto meglio”. Ricordiamo quello che Veltroni disse dopo le sue dimissioni rivolgendosi a Franceschini. Disse: “Speriamo che non facciano a te quello che hanno fatto a me”. Mi fa piacere che a Torino hanno Fassino come sindaco. Meglio se fosse impegnato nel partito. Secondo me è il social democratico tipo europeo. Così il sen. Marino, secondo me, è anche un socialdemocratico. Veltroni, lo ripeto da sempre, aveva imbroccato bene la proposta. “Vado da solo”. Peccato che si portasse Di Pietro, pollone selvatico.

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