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Caso Scazzi, in manette anche la zia Cosima

Per Sabrina, seconda custodia cautelare: omicidio premeditato. Panorama: "Sua madre il 26 agosto era nel garage"

Caso Scazzi, in manette anche la zia Cosima
Un'ordinanza di custodia cautelare è stata spiccata nei confronti di Cosima Serrano, che secondo gli inquirenti sarebbe coinvolta in modo diretto nell'omicidio e nella sparizione del corpo della piccola Sarah Scazzi. La notizia arriva quasi in concomitanza con un altro particolare che rischia di aggravare la posizione della donna, moglie di Michele Misseri e madre di Sabrina, rispettivamente zio e cugina della 16enne di Avetrana. Secondo il settimanale Panorama in edicola venerdì 27 maggio, zia Cosima era nel garage il 26 agosto 2010 dove Sarah fu uccisa misteriosamente e poi gettata in un pozzo. La donna avrebbe quindi mentito sui suoi spostamenti nel giorno dell'omicidio.

SABRINA - Riguarda anche Sabrina Misseri il provvedimento restrittivo emesso dal gip di Taranto Martino Rosati nei confronti della madre Cosima. Per lei, si aggrava l'accusa che ora sarebbe di omicidio premeditato. Sabrina e il padre, Michele Misseri, sono in carcere dall'autunno scorso per l'uccisione della piccola Sarah Scazzi, di 15 anni. Nei riguardi di Sabrina, dunque, è stata emessa una seconda ordinanza di custodia cautelare. I tecnici dei carabinieri del Ros hanno depositato in procura a Taranto un voluminoso rapporto con la mappatura dei cellulari dei protagonisti, relazione che smentirebbe le affermazioni della mamma di Sabrina e moglie di Michele, la quale aveva sempre negato di essere scesa nella rimessa.

CELLE TELEFONICHE - Le indagini e le perizie sulle celle telefoniche avrebbero convinto gli investigatori a concentrarsi sugli spostamenti di Cosima Serrano Missei. La donna aveva riferito di essere rimasta in casa, muovendosi al massimo fra il cortile e la veranda. Ma il suo cellulare alle 15.25 del 26 agosto, avrebbe agganciato per 40 secondi la cella del garage, diversa rispetto a quella dell'abitazione.

IN GARAGE -
La rimessa, essendo sotto il livello della strada, capta frequenze diverse rispetto a quelle del piano terra. Gli inquirenti sanno che c'è un buco negli spostamenti di Cosima, e quel buco, rivela Panorama, coinciderebbe proprio con il momento in cui il cellulare dela zia di Sarah si trovava in garage. I nuovi risultati confermerebbero l'ipotesi che la 16enne sia stata uccisa in casa, e che il suo corpo sia stato portato in garage in seguito.

CONTRADA MOSCA - Inoltre, il giorno successivo, il 27 agosto, dalle 10.26 alle 10.40, i  telefonini di Cosima Serrano e sua figlia Sabrina Misseri si trovavano  in un'area rurale compresa tra Avetrana e San Pancrazio Salentino, una zona compatibile sia con la contrada Mosca, dove poi fu  trovato il cadavere di Sarah, sia con la zona dove c'è l’albero di fico sotto il quale vennero rinvenuti i resti dei vestiti bruciati   della vittima.

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Commenti all'articolo

  • ciannosecco

    27 Maggio 2011 - 19:07

    Forse ci può aiutare la giurisprudenza corrente.In un processo si voleva posizionare il luogo dove si trovava l'imputato con la viacard.La sentenza ha stabilito che questo non dimostra nulla,la scheda poteva essere stata usata da un'altra persona.Stesso dicasi per il telefonino,che non prova assolutamente nulla.La Procura di Tranto ha già fatto dei tentativi per forzare le indagini ,ma il riesame e la Cassazione ha bocciato il loro lavoro.Adesso cambiano ipotesi accusatorie nel tentativo di fare ripartire la custodia cautelare di Sabrina,arrestando anche Cosima, nel caso il Tribunale della Libertà,tenendo conto della sentenza della Cassazione ,liberi l'indiziata,come ha già fatto co i due parenti di Misseri.Mi sembra un tentativo disperato.Vedremo come finirà.

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  • Brinetta

    27 Maggio 2011 - 10:10

    Sono sempre stata convinta della colpevolezza di Sabrina e della complicità della madre. Michele in un primo tempo si è fatto carico di tutto: omicidio e soppressione del corpo. Si parla della sua inattendibilità. Ma perchè moglie e figlie, sono attendibili. Coi loro silenzi, le reticenze e soprattutto quel negare ogni affermazione di testimoni. Solo loro dicono la verità. E poi mi chiedo perchè mai un padre dovrebbe accusare di un delitto così orribile una figlia che ama tanto ? Non c'è risposta. Questa figlia difesa a spada tratta dalla madre e dalla sorella. Sabrina è giovane e deve vivere, libera. Pagherà Michele. Sono tutti colpevoli, tutti reticenti, pieni di menzogne e depistaggi. Pur di farla franca. Senza guardare dentro la propria coscienza, senza umanità e rimorso per quella povera ragazzina, fregandosene del dolore che hanno provocato alla famiglia di Sara. Gente senza pietà e senza anima. Al di là dell'orrore, che figura meschina hanno fatto!

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  • antonioarezzo

    27 Maggio 2011 - 09:09

    non ci hai capito una mazza. forse l'articolo non e' molto tecnico, leggine altri, in altri e' spiegato meglio. in pratica cosima era a casa ( questo lo dice lei) ma nega di essere stata in garage. invece visto che in casa il telefonino si aggancia alla rete UMTS ed in garage a quella GSM, e che il tel. di cosima per 40 secondi si e' agganciato alla rete GSM, non poteva che essere in garage. mi auguro che tu non sia davvero un tecnico, senno' povera telefonia mobile. ehh eh e eh ..ciao

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  • mastemi

    27 Maggio 2011 - 09:09

    il circo mediatico continua a sfornare trasmissioni, i tribunali non esistono più, sembra un paese da terzo mondo, in altri tempi li avrebbero già impiccati tutti, come siamo ridotti male.

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