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Yara, la famiglia Gambirasio prega in camera ardente

Sono entrati dalla porta sul retro per evitare le televisioni. In 250 hanno partecipato alla veglia funebre e al rosario

Yara, la famiglia Gambirasio prega in camera ardente
Anche i genitori di Yara Gambirasio sono andati a pregare nella camera ardente ma, fedeli al comportamento seguito negli ultimi sei mesi, l’hanno fatto con la massima discrezione. Hanno preferito non andare nella chiesa della Casa di riposo di Brembate Sopra dove ieri dalle 8 alle 20 sono sfilate circa tremila persone. Ma lo hanno fatto a tarda sera, quando tutti gli ingressi erano ormai chiusi e passando da un a porta secondaria.

I GENITORI -
Fulvio e Maura Gambirasio sono entrati soli nella chiesa, trascorrendo qualche minuto in raccoglimento davanti alla bara bianca che racchiude il corpo della figlia, in una delle ultime occasioni per restare soli con lei prima del funerale di sabato mattina. Se ne sono andati intorno alle 21, quando nel cortile all’esterno stava per cominciare la veglia di preghiera, alla quale hanno partecipato circa 250 persone. Davanti alla chiesa è stato recitato il rosario e sono stati letti alcuni dei messaggi di addio lasciati nel quadernone posto sull'altare laterale della chiesa del paese. Tra i tanti anche quello di Natan Gambirasio, fratello di Yara: "Io ti voglio bene e spero che starai in pace in cielo".

IL SACERDOTE - L’incontro è stato chiuso dal parroco don Corinno Scotti, che ha raccontato: "Tante persone mi hanno avvicinato. Qualcuno mi ha detto piangendo: 'Quanto male hanno fatto a Yarà. Ma poco dopo un’altra mi ha detto: quanto bene sta facendoci Yara. Entrambe le cose sono vere. Un’altra persone oggi mi ha detto: dacci la forza di perdonare e di continuare. In queste espressioni che ho udito si racchiude il senso di questa vicenda. Noi di Brembate abbiamo la responsabilità di aver avuto fra di noi una piccola grande santa. La vita di Yara è stata donata per il bene. Noi speriamo che il colpevole venga preso, ma a noi tocca uscire da questa tragedia con la certezza che Yara ci aiuta a stare uniti, a vivere la solidarietà, la fraternità, la fiducia nel Signore. Ci siamo scoperti fragili, ma la nostra fragilità, nel Signore diventa forza. E’ questo il frutto più bello che raccoglieremo da questo martirio".

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