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Festival, il senato discute

sul milione di Bonolis

Festival, il senato discute
Come il signor Bonaventura, un assegnone sotto braccio con su scritto "Un milione". Così Paolo Bonolis s'è presentato oggi davanti ai piccoli telespettatori del Tg ragazzi, su Rai Tre. Una bambina gli ha chiesto quanto incasserà per la cinque giorni di Sanremo e lui le ha risposto candido: "Un milione". Duecentomila euro a sera. La prebenda impressiona, anche se il Festival si mantiene in gran parte sulle entrate della pubblicità: pochi secondi durante le serate valgono centinaia di migliaia di euro. Ma in questi tempi di crisi in cui l'italiano medio è costretto a tirar la cinghia e a vedere Sanremo, appunto, anziché andare al ristorante, che il servizio pubblico sia così largo di manica non va giù. Tanto che tre senatori hanno deciso di farne un'interrogazione parlamentare. Riccardo Villari (Gruppo misto), Giovanni Pistorio (MPA) e Marco Perduca (Radicali) chiederanno al Ministro dell'Economia Tremonti se questo non sia uno spreco di pubblico denaro. «Da sempre -dicono i tre parlamentari- dibattiamo sulla opportunità di stabilire un tetto ai compensi degli artisti, dei giornalisti e chiunque altro in Rai, eppure oggi veniamo a sapere che per il solo conduttore del Festival è previsto uno stipendio di un milione di euro, a cui dovranno essere aggiunti quelli di vallette e valletti, ospiti italiani e stranieri, alberghi, feste, sartorie, rimborsi spese e via dicendo. Non bisogna dimenticare che si tratta di denaro pubblico, dei soldi del canone che i cittadini pagano annualmente alla Rai ed è per questo motivo che in un periodo di crisi economica generalizzata, che attraversa anche la Rai, con migliaia di persone che perdono il lavoro e precari a cui non è stato rinnovato il contratto, appare un vero e proprio spreco ingiustificato e francamente avvilente stabilire un compenso tanto ingente a beneficio di una sola persona. Sarebbe anche curioso sapere come mai la notizia di questi compensi stratosferici si abbia solo dalla Rai, servizio pubblico, e mai da altre televisioni», concludono. Si attende la risposta del Ministro...

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  • angelo.Mandara

    05 Gennaio 2010 - 21:09

    Cosa vuol dire "delegittimare" il Festival...forse perchè assurto ad uno dei tanti "mostri sacri" d'Italia ?? Comunque l'indecenza.. sono i compensi che girano nell'ambito RAI (mentre la qualità è scadente)!! Paolo Bonolis confessa : "Per il Festival guadagno un milione di euro...E' il mercato" !!! Evviva...in questo momento di crisi feroce...non è male. Naturalmente..."onorario" pagato da quel nostro tanto discusso canone. Purtroppo non c'è la volontà di "calmierare" questi avvenimenti nazionali, che nemmeno più tali non sono. Quando sappiamo che "San Remo" ogni anno di più perde irrimediabilmente "audience" ..e non interessa più soprattutto per i "testi" delle canzoni e "discografia" collegata ?? Ma se Bonolis merita "un milione" (come sor Bonaventura),..allora a quei primi presentatori che,intorno al 1950, hanno iniziato con il "vero spirito ed interpretazione della valorizzazione" della nostra Canzone...cosa avrebbero dovuto dare ?? Con gli ultimi Festival si è, man mano, assistito ad un arricchimento dello scenario (abiti femminili e ospiti di grande fama e quest'anno non dovrebbero mancare anche le "conigliette"). Questa crisi, le cui frustate sono ancora da venire,...non sta insegnando proprio niente...neppure il pudore della vergogna ?? Saluti. Angelo Mandara

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  • fonty

    fonty

    14 Febbraio 2009 - 11:11

    Dice bene last,ma purtroppo è solo un utopia che sogno anch'io del resto.Perchè? Ma perchè se la RAI si privatizza,e deve vivere di luce propria,come faranno i politicanti a metterci i loro protetti,che saranno quelli che poi li agevoleranno e incenseranno nelle trasmissioni?Eppure,come lui dice,la soluzione è a portata di mano e la tecnologia lo permette,cioè criptando i programmi,come già fa Sky,e lasciando libertà di scelta.Sarebbe una grande prova di libertà e civiltà,ma prprio per questo dubito che sarà mai attuata,noi saremo sempre il popolo bue che deve pagare la tassa sul macinato ma che non può mai scegliere se e come.

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  • gasparotto

    14 Febbraio 2009 - 11:11

    C'è servizio pubblico e servizio pubblico. Prendete ad esempio il SSN, anche esso è un servizio pubblico. Anche lì c'è lo stato pagatore e paga male, molto male. Prendete un neurochirurgo, un cardiochirurgo, il trapiantatore; da mane a sera a fare il mazzo pesante in sala operatoria a salvare gente . Il servizio pubblico li liquida con 3500 euro al mese ed a volte ci scappa la denuncia ed il pubblico ludibrio su stampa e tv varie se per caso ti capita in tutta buona fede di sbagliare. Vai al capestro! Perchè non facciamo come nel calcio o come si fa con il festival? Ecco il mercato dice Bonolis. Apriamo il mercato anche a loro.Gli ospedali e le cliniche private ingaggino professionisti a seconda del loro valore e del loro curriculum, come si fa con Kakà o con Bonolis. Perchè no? Perchè da una parte il pubblico fa mercato e dall'altra non lo può fare? Ci guadagneremmo in salute, ne sono sicuro, sapremmo dove andare a farci curare e chi ci cura farà del tutto per non perdere la quotazione e fare le cose per bene. E' il mercato dico anche io. Eppoi non lamentiamoci se la sanità va male. Come pagazio, così pittazio! On fait pour dire!!! Il resto lo ha detto Lastof..

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  • anna.negrifastwebnet.it

    14 Febbraio 2009 - 11:11

    Certe cifre sono veramente immorali, come sono immorali i compensi di calciatori e veline. Viene da ridere, per non piangere, se si pensa a tutte le raccolte di fondi per la Ricerca sul Cancro, Telethon, la SLA, il terzo mondo, ecc ecc. e poche persone per dire quattro c...te, per tirare un pallone, per fare vedere il lato B prendono milioni di euro che aiuterebbero la ricerca, i malati, i poveri, i bambini. C'é di che provare veramente vergogna e rabbia

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