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Perugia, lo strazio della madre del bimbo morto in auto

Interrogatorio per l'uomo che ha dimenticato il figlio di 11 mesi per 3 ore sotto il sole. Il parroco: "Non addossatevi colpe"

Perugia, lo strazio della madre del bimbo morto in auto
Verrà sentito in giornata Sergio Riganelli, il padre del piccolo Jacopo, il bambino morto venerdì 27 maggio dopo essere stato dimenticato per tre ore in auto dallo stesso genitore. I militari del reparto operativo di Perugia insieme ai colleghi della stazione di Passignano, coordinati dal pubblico ministero Mario Formisano, venerdì avevano deciso di rimandare per le condizioni dell’uomo, che a tarda sera si trovava ancora in forte stato di choc. Sabato mattina il pubblico ministero conferirà l’incarico al medico legale per l’esame autoptico che potrebbe essere eseguito già nel pomeriggio. Il padre, iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo, dovrà in particolare ricostruire tutti i passaggi della mattinata in cui è morto il figlio. Non è infatti ancora del tutto chiaro se l'uomo si sia dimenticato di portare il bambino al nido. Intanto nel paese hanno deciso di proclamare il lutto cittadino.

DISPERAZIONE DELLA MAMMA - La madre del piccolo è disperata: "Jacopo, vieni dalla tua mamma, vieni da me", grida straziata. "Non è possibile, non è possibile", ripeteva la donna, che ha più volta chiamato il nome del marito. L'uomo da par suo, ha chiesto: "Lasciatemi morire. Il mio piccolo non può essere morto". Sergio Riganelli, il custode del club Velico di Trasimento, è disperato e non riesce a darsi pace. Gli inquirenti, comunque, riferiscono di avere chiaro il quadro della tragedia: si tratta di un drammatico errore commesso dal padre.

PAESE IN LUTTO - L'intero paesei di Passignano sul Trasimeno è in lutto. Il piccolo centro, che conta circa 7mila abitanti, soffre la presenza dei cronisti. Sul cartello del Club velico, dove le bocche rimangono cucite, c'è un cartello con scritto "chiuso per lutto". Fuori dall'ingresso ci sono diversi biglietti dedicati al piccolo Jacopo. All'asilo Sacro Cuore, dove andava la piccola vittima, c'è un invito firmato dalla presidenza che chiede di evitare di parlare della famiglia di Jacopo: "A seguito del grave lutto che ha colpito l'asilo - questo il testo - si chiede a tutti quanti un rispettoso silenzio, e di evitare pettegolezzi e inopportune domande".

IL PARROCO - Ai genitori di Jacopo, Sergio ed Eva, Don Gianni, il vice parroco della parrocchia di San Cristoforo di Passignano, ha chiesto di "stringersi tra di loro e di non addossarsi colpe. Li andrò a trovare il prima possibile - ha aggiunto - so che ora sono ospiti di parenti fuori paese". Il vice parroco parla del trauma subito dalla comunità: "E' un episodio che ha dell'imponderabile - ha spiegato -, una di quelle cose che pensi non debba mai succedere vicino a noi. Queste sono stiuazioni che un prete non vorrebbe mai affrontare".

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Commenti all'articolo

  • RANMA

    31 Maggio 2011 - 09:09

    Sono d'accordo anch'io che i fatti nascondono un desiderio freudiano di punire le mogli. L'ho pensato subito appena ho letto le notizie. E' cosa nota che anche i padri soffrono di stress del dopo parto e a volte soffrono di gelosie tremende e a volte inconsce nei confronti dei bambini a cui la madre dedica tutta se stessa dimenticando che sono anche donne e mogli. La letteratura psichiatrica la dice lunga su questo problema molto sottovalutato. In natura animale spesso i maschi uccidono i cuccioli per poter avere a disposizione le femmine...noi a volte non facciamo eccezzione,con una sola cosa,noi dovremmo...poter usare il bene dell'intelletto e non un semplice istinto,ma tant'è.......

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  • Mario Galaverna

    29 Maggio 2011 - 22:10

    Basterebbe che le responsabili dell'asilo chiamassero i cellulari di entrambi i genitori o dei parenti prossimi (nonni) se il piccolo non è presente all'ora stabilita.

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  • angeloazzurro46

    28 Maggio 2011 - 19:07

    E' il terzo caso in pochi giorni: due bimbi morti ed uno salvato da passanti che hanno rotto il vetro del finestrino dell'auto. Mi sembra davvero troppo! Comprendo il dramma dei genitori, ma il tempo cancella dolore e scrupoli, ma questi sfortunati bimbi hanno perso la loro UNICA OCCASIONE.

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  • CHANEL Nr5

    28 Maggio 2011 - 17:05

    Le "dimenticanze" di questi mariti nascondono la volontà inconscia di punire le mogli: questi uomini sono delle Medee. E' evidente che per favorire un lapsus così tragico, la mente deve azionare un black out momentaneo.

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