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2 giugno di festa. Napolitano: 'Paese si merita fiducia'

A Roma le celebrazioni per 150esimo dell'Unità. Fischi e applausi per premier. Capo Stato: 'Nazione farà sua parte per pace'

2 giugno di festa. Napolitano: 'Paese si merita fiducia'
La Capitale era blindata: 2.500 uomini delle forze dell'ordine e altre stringenti misure per garantire, a Roma, la sicurezza dei 30 capi di Stato, delle oltre 80 delegazioni e delle 450 autorità presenti. Tutti insieme per celebrare il 150esimo anno dell'Unità d'Italia. La tradizionale filata si è svolta alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e delle più alte cariche dello stato. La parata militare, quest'anno, è più importante per la cifra tonda: fanno 150. Tre le autorità sul palco in via dei Fori Imperiali, il vicepresidente americano Joe Biden, i reali di Spagna e il presidente russo, Dimitri Medvedev. Già dalle sei del mattino degli spettatori avevano cominciato ad assieparsi dietro le transenne di piazza Veneezia e dei Fori Imperiali per assistere alla parta delle forze armate. Gli spazi aperti al pubblico si sono man mano riempiti di cittadini e di bandiere italiane.

"ITALIA MERITA FIDUCIA" - Nel discorso conclusivo, tenuto in serata di fronte ai leader di tutto il mondo, Giorgio Napolitano ha assicurato che "l'Italia non tradirà mai la fiducia che gli altri pongono in lei", e che la nazione "farà la sua parte per la causa della pace e della democrazia" e per "contribuire a un equo sviluppo economico nonostante le difficoltà". Quindi il 'cuore' del discorso del Capo dello Stato, che sottolinea come non manchino i problemi, "ma la storia democratica degli ultimi anni fa capire che l'Italia merita fiducia, e che la comunità internazionale è pronto a concedergliela". Nell'ultimo atto dei festeggiamenti, la sfilata al Quirinale dei capi di stato e dei rappresentanti dei governi, Napolitano e la moglie Clio hanno salutato tutte le autorità.

DISTURBATORI - Nel corso delle celebrazioni non è mancata la solita banda di disturbatori pronta a strumentalizzare anche questa solenne ricorrenza. Un coro di fischi ha infatti accolto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, quando è arrivato all'Altare della Patria. Da una parte del pubblico, però, subito dopo, è partito un applauso nei confronti del premier. Calorosa l'accoglienza per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: il Capo dello Stato ha reso omaggio al milite ignoto. Al termine della parata e dopo l'omaggio al Milite ignoto, Napolitano, su via dei Fori Imperiali a bordo della Flaminia scoperta e indossando un cappellino bianco, una volta salito sul palco ha ricevuto il saluto della forze armate, e ha poi salutato le delegazioni presenti. Al centro del palco con Napolitano, c'erano Schifani e Fini, presidenti di Senato e Camera. Insieme a loro anche Berlusconi. Uno dei momenti più applauditi della sfilata è stato il passaggio dei bersaglieri. Tra i più incuriositi Joe Biden, che era seduto tra il segretario generale della Lega Araba, Amr Moussa, e il presidente dell'Afghanista, Hamid Karzai.

LE CIFRE - La parata militare ha avuto come sfondo un enorme Tricolore sul Colosseo, e la sfilata delle bandiere ha dato il via alla Festa della Repubblica. La parata era articolata su tre settori, e ha coinvolto 161 bandiere e medaglieri, 5.239 militari, 460 civili, 216 quadrupedi, 196 mezzi di varia tipologia e 9 velivoli. Prima della parata hanno sfilato cinque tricolori, che rappresentavano la storica evoluzione del nostro vessillo e le origini dello Stato unitario, passando per le guerre di indipendenza, la Grande guerra, la Seconda guerra mondiale e la Liberazione.

I SETTORI - Il secondo settore della parata è stato dedicato alle missioni internazionali in cui sono impegnate le forze militari italiane. In questa fase si è registrata la presenza di reparti in rappresentanza di Nazioni che hanno operato e che tuttora operano al fianco dei nosrti militari all'estero, e 35 Gruppi Bandiera di paesi amici e alleati. Il terzo settore, infine, ha avuto come protagonista le eccellenze militari italiane: hanno sfilato i reparti d'elite, altamente specializzati e  i mezzi d'avanguardia dell'industria nazionale.

AUGURI DAGLI USA - Hillary Clinton, il segretario di Stato Usa, a nome del presidente Barack Obama ha trasmesso i suoi auguri al popolo italiano. "Gli italiani nel corso della nostra storia hanno contribuito a plasmare l'America. Dallo sport allo spettacolo, dalla scienza alla tecnologia, lo scambio di persone, idee e culture ha rafforzato questa relazione già fortissima", recita il messaggio ufficiale diffuso dal Dipartimento di Stato. La Clinton ha poi sottolineato che "i nostri due Paesi condividono una grande storia e una cultura ricca. Mentre ci sforziamo per raggiungere gli obiettivi condivisi di democrazia, libertà e sviluppo nel mondo, gli Stati Uniti restano impegnati in questa partnership".

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Commenti all'articolo

  • bruno osti

    03 Giugno 2011 - 18:06

    se intuisco correttamente, tu vivi in una zona non molto distante dal Vicentino, senz'altro molto più distante da Roma: ebbene, in due retate, hanno scoperto 250 milioni la volta di evasione fiscale; poi c'è la volta di Treviso, di Bergamo, della Bresciana... Questa è la palla al piede che ci portiamo

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  • bruno osti

    03 Giugno 2011 - 18:06

    ahiahiahi!! gratta gratta esce fuori la fascitatta. Se lei potrà continuare a scrivere qui (e come lo faceva quando il PDC era, nientemeno, D'Alema, quel komunistaccio!!!) quando al governo ci sarà di nuovo il CSX, lo deve a chi ha modificato le parole di quella canzone. Cerchi di non dimenticarlo

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  • Dream

    03 Giugno 2011 - 16:04

    pace e bene a te, diro' una prece!

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  • libero

    03 Giugno 2011 - 10:10

    se ascolteremmo le stesse ritrite omelie se sul podio gli stessi che parlano fossero pensionati a 500 Euro almese oppure dipendenti a 1000,nonche' disoccupati,cassintegrati o sottoccupati? Certo che invertendo le posizioni,tutti gli italiani diventando percettori come loro dei vari vitalizi,prebende e privilegi sarebbero molto ma molto speranzosi e moltoloquaci nelproprinare laloro concione urbi et orbi.

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