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Grandi risarcita con 60 mila euro per ingiusta detenzione

Serena fu arrestata per droga, ma era innocente. E ora solo briciole per una carriera stroncata/ MASTROMATTEI

Grandi risarcita con 60 mila euro per ingiusta detenzione
Serena  Faggioli, in arte Serena Grandi (classe 1958),   sarà risarcita con 60 mila euro dallo Stato  italiano per «ingiusta detenzione». Lo ha  deciso la Corte d’appello di Roma accogliendo l’istanza di riparazione  «per danni morali e materiali». C’è chi parla di riscatto, in realtà  è ben poca cosa. Un contentino   pari a 60 mila euro, che  la sex symbol  del cinema negli anni Ottanta  e Novanta,  per il suo corpo giunonico  considerata tra le principali pin-up italiane,   guadagnava con un film.
Bolognese di nascita, romana di adozione, l’attrice fu sottoposta agli arresti domiciliari  per oltre cinque mesi, tra il novembre 2003 e l’aprile 2004  per l’inchiesta  su un giro di droga e prostituzione  che coinvolse anche ambienti della Roma bene, vip e professionisti  schiavi del vizietto della sniffata.  La  Grandi fu   accusata di  aver  acquistato, detenuto e ceduto ad altri alcuni grammi di cocaina. Ma dopo sei anni di inchiesta la sua posizione è stata archiviata.  
L’avvocato Valerio Spigarelli, legale  di Serena Grandi,   aveva giustamente  chiesto un risarcimento  di 500 mila  euro per   le conseguenze patite  dalla sua assistita. Ma la Corte d’appello di Roma, presieduta  da Giampaolo Fiorioli, pur   condividendo   le  argomentazioni  del legale,  non si  sono  avvicinati neanche un po’  alla cifra  richiesta.  Secondo i giudici  la  «detenzione  ai domiciliari ha prodotto nell’attrice danni morali e materiali ingenti» e tra questi «danni psicofisici  costituiti  da uno scompenso ormonale di rilevante gravità e da uno stato di depressione acuta», oltre  a danni conseguenti  alla «lesione  dell’immagine  e della rispettabilità sociale nonché professionale, con riferimento particolare al mancato perfezionamento di numerose trattative, tra cui  quella relativa alla partecipazione all’Isola dei Famosi». L’ingiusta detenzione di Serena Grandi viene liquidata  così. 
I più maligni ricordano però che  l’attrice -  arrivata giovanissima    nella capitale con il sogno di recitare a Cinecittà, dopo   un periodo di  successo -    è uscita dalle scene  ancor  prima   dell’inchiesta giudiziaria. Di sicuro si faceva vedere  meno. Certo non come quando   Tinto Brass la scoprì (era il 1985)  e le fece  fare la protagonista di  “Miranda”, il film che la lanciò  nell’immaginario collettivo  come icona dell’abbondanza e delle forme prorompenti.  Amata, corteggiata  e vezzeggiata. Un matrimonio con Beppe Ercole  dal quale  nel 1989 ha avuto un figlio, Edoardo.
 Seguirono altri film,  “La signora della notte”, ”L’iniziazione”, “Desiderando Giulia”, dove continuò a interpretare il ruolo che Brass le aveva cucito addosso, quello di donna ambigua che si destreggia fra  amori e tradimenti. Lavorò con Dino Risi, Sergio Corbucci, con Lamberto Bava, vinse il Telegatto nel 1990 per la fiction televisiva  “Donna d’onore”. E   di nuovo al suo primo amore: il cinema di  Tinto Brass con “Monella”.
Poi il silenzio: le vicende giudiziarie la tengono lontana da tutto e da tutti. Riappare appesantita nei panni  di locandiera  a “Il ristorante”, reality show di Raiuno. Ma quei chili di troppo non riesce più a perderli. Torna al cinema   con Pupi Avati in “Il papà di Giovanna”. E  nel 2010 nel film “Una sconfinata giovinezza”.      La stessa sconfinata giovinezza che Serena prova a vivere anche fuori dal set. A 52 anni   si lascia travolgere da un amore quasi adolescenziale, con il modello siciliano   di 25 anni, Valentino Lepro.  Fotografata lo scorso settembre, avvinghiata al modello  tra le onde del mare di Malindi in Kenya, al  settimanale Oggi  la Grandi diceva: «Un giovane amore aiuta una donna a sentirsi sempre desiderabile. Ho tanto sofferto in passato che mi merito questa boccata d’aria pura, una parentesi di gioia e di freschezza».

di Daniela Mastromattei

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Commenti all'articolo

  • charmant2

    07 Giugno 2011 - 10:10

    Questo fatto che,per scadenza dei termini,si lascino liberi dei farabutti di continuare a delinquere,non va proprio bene. Forse sarebbe meglio responsabilizzare i Magistrati con qualche punizione esemplare ed imporre loro di avere uno scadenzario cui annotate le cause di cui stanno per scadere i termini. Non sarebbe questa la fine del mondo e si otterrebbe il risultato ,inoltre,che assurdamente si possa pensare a Magistrati collusi con mafiosi e corrotti a centinaia di milioni. Insinuazioni del genere,fortunatamente,non accadono perchè è convincimento diffuso che tra i togati vi sono persone di assoluto rispetto e stima. Con l'occasione,ad evitare strumentazioni,perchè non si realizza la separazione delle carriere? Una leggina del genere,la vedrei necessaria.Signori togati ,datevi una mossa e rinunciate a qualche prerogativa di cui vi siete appropriati nel tempo quando tutti dormivano.

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  • luquito

    06 Giugno 2011 - 16:04

    ...perchè il caso,come molti altri,non va valutato solo nelle circostanze fatto. Anticipo che spiace moltissimo per le pene sofferte da Serena,ma bisogna essere coscienti che c'è stata ARCHIVIAZIONE, che non è un'assoluzione. Non difendo la magistratura e sarebbe da stupidi,non conoscendo i fatti schierarsi;posso solo dire che i processi sono lenti e dovrebbero essere velocizzati,per evitare che i colpevoli la passino franca e che gli innocenti soffrino lunghe pene. Il punto è che bisogna rendere efficente la giustizia,il problema è come;magari qualche pc in più,meno burrocrazia e,giusto per iniziare,qualche taglio in meno.Siamo sicuri che il potere legislativo (la politica) stia aiutando il potere giudiziario (con le leggi) a rendere più veloci i processi?Archiviare prima un processo non è una soluzione,mentre responsabilizzare un magistrato va benissimo,sempre che ci sia un'organo di controllo indipendente che vigili su eventuali abusi di potere contro i giudici

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  • docprozac

    06 Giugno 2011 - 15:03

    La povera serena grandi assolta,il rom killer scarcerato,i mafiosi liberati per decorrenza dei termini,questa è la testimonianza della serietà professionale dei giudici,incapaci di portare a termine un procedimento o ad inquisire i colpevoli,e se lihanno tra le mani se li fanno scappare. Veramente bravi,mangiapane a tradimento siete solo buoni ad inquisire berlusconi con sconce pagliacciate. Andate a zappare la terra,siete braccia rubate all' agricoltira

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  • emilioq

    06 Giugno 2011 - 09:09

    Altro che risarcimento....io la chiamerei presa per il c.....lo! E' così che paga la in..giustizia e lo Stato Italiano per i propri errori! VERGOGNATEVI!!!!!!!

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