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Rom killer e libero La gente s'infuria: va in carcere

Ubriaco, investe e uccide un ragazzo a Roma. Il Gip lo scarcera ma la Procura fa marcia indietro per le proteste

Rom killer e libero La gente s'infuria: va in carcere
Scarcerato e  riarrestato  a distanza di ventiquattr’ore. Per tornare in carcere a furor di popolo. Perché i giudici si rendono conto, solo adesso, che l’ira della gente, esasperata,  avrebbe potuto  sfociare in qualcosa di grave. Sembra  davvero strana la giustizia in Italia. Un giorno decide che  Robert Dan Birca, il romeno accusato di aver investito e ucciso, mentre era completamente ubriaco, un ragazzo  di appena sedici anni,  Mattia Veschi, che andava in bicicletta dritto per la sua strada, può tranquillamente uscire dal carcere. 
Il giorno  dopo però lo riarresta perché il clamore è stato grande. Perché  forse c’è un allarme sociale.  E forse è troppo poco il solo obbligo di firma serale dalle 18 alle 8 del mattino per una tragedia come questa.  Tutto quanto viene  disposto dalla Procura di Velletri, dopo la scarcerazione voluta dal Gip. Le motivazioni della misura cautelare, del tutto inusuale, come si legge nel comunicato della Procura, sono «la gravità di assoluto rilievo della sua condotta colposa» e «l’allarme sociale suscitato».
In effetti, la notizia della scarcerazione del pirata della strada aveva scatenato accese reazioni. Prima fra tutte il sit-in davanti al Tribunale di Velletri, da parte di esponenti de La Destra che hanno anche incontrato i vertici di Tribunale e Procura, esponendo le loro valutazioni. Sempre dalle file della destra si è fatto sentire anche Stefano Tersigni, dirigente della Fiamma Tricolore Destra Sociale: «Dopo la scarcerazione del romeno che ha travolto e ucciso il giovane di Nettuno sembra che qualche cosa si sia svegliato nelle coscienze della gente e nel mondo politico italiano». «Sono felice», ha proseguito, «che dopo la mia contestazione di ieri anche il PdL, nella persona dell’onorevole  Valducci, si sia finalmente impegnato a portare avanti la proposta di “omicidio stradale”. Bisogna inasprire le pene per chi si macchia di questo crimine soprattutto se sotto effetto di alcol o droghe».
Bisognerà ricordare i fatti. Il romeno  domenica scorsa a Nettuno, 90 chilometri da Roma, falcia il ragazzino mentre  rincasa  in bicicletta. È ubriaco, ha il tasso alcolemico due volte quello consentito. Non si accorge che il ragazzo muore sul colpo. E fugge lasciando il corpo sull’asfalto. Viene rintracciato e arrestato la mattina dopo dai carabinieri. Tre giorni di carcere e poi il giudice di Velletri decide che il pirata della strada può tranquillamente tornare in libertà, tenendo conto del fatto che l’omicida era pronto a costituirsi.  Unico vincolo appunto l’obbligo di dimora dalle 18 di sera fino alle 8 della mattina seguente. Immediate le proteste  della gente e di molti politici. Così la procura ha deciso di rivalutare la sua posizione e ha deciso il trasferimento di Birca nella casa circondariale di Velletri. Magari fino al prossimo ripensamento.

di Caterina Maniaci

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Commenti all'articolo

  • ercole.bravi

    07 Giugno 2011 - 19:07

    deplorevole non è tanto il fatto che la rabbia dei cittadini parenti e amici della vittima, hanno convinto il giudice a rimettere in carcere il soggetto colpevole, quanto il fatto che le istituzioni siano state ( e non è la prima volta) tanto leggere da scarcerare un personaggio colpevole di questo reato e poi rimetterlo prontamente in carcere appena si è sollevata la cittadinanza. Dove è la giustizia in questo caso? come si fa a cambiare idea in base alle urla (giustissime in questo caso) dei cittadini indignati? come si pensa che ci sia una legge uguale per tutti se un personaggio incaricato di somministrare le giuste pene e condanne appena vede che volge a burrasca butta nel "cesso" (scusate l'eufemismo) l'idea che aveva prima per cambiarla completamente? Repubblica delle banane, di cui si festeggiano i 150 anni!!!!

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  • COCCINELLA

    07 Giugno 2011 - 10:10

    GIUDICE INDEGNO DI RICOPRILE IL RUOLO CHE HA!!! BISOGNA INIZIARE A PRENDERLI A CALCI NEL SEDERE........SE NON HANNO IL CORAGGIO DI FARE IL MESTIRERE CHE FANNO SE NE VADANO MA DOVE HANNO LA COSCIENZA!!!

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  • prodomoitalia

    06 Giugno 2011 - 18:06

    ...sennò prima di scarcerare l'assassino ci avrebbe riflettuto almeno un pò. Ho perso una figlia nel 2001 e sono dieci anni che mi lecco le ferite. Auguro a quel giudice di non provare mai un dolore così grande anche se trattasi di persona indegna di essere considerato un uomo. Quanto a essere Giudice poi ................?!?! Tiratina d' orecchie e prossima promozione. Che schifo !

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  • docprozac

    06 Giugno 2011 - 15:03

    ma che bravi giudici,liberate pure gli assassini,ma dove avete il cervello? in compenso vi promuovete uno con l'altro e mandate i vecchi invece che all'ospizio alla consulta .Bravo Bravissimi. Siete bravi solo quando inventate processi contro berlusconi;i processi seri non riuscite a finirne uno.se foste impigati di azienda privata sareste tutti a spasso a pulire le strade

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