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Marcegaglia sull'acqua: "Vince il sì? Balzo indietro di 20 anni"

Emma: "Riflettere anche sul nucleare". Poi la stoccata alla Lega: "Ministeri-nord, non sono priorità. Fiat? Non ci risulta che esca"

Marcegaglia sull'acqua: "Vince il sì? Balzo indietro di 20 anni"
Se vince il 'sì' sull'acqua "è chiaro che andremo indietro di 20 anni su quel poco che abbiamo fatto in materia di liberalizzazioni e di servizi pubblici locali. Credo che il referendum non debba essere politicizzato". Così Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, a margine della presentazione dell'indagine sugli scenari industriali che dipinge per l'Italia un futuro a tinte fosche. Secondo la Marcegaglia "l'acqua è ovviamente un bene pubblico e tale deve restare. Ma quello che bisogna fare è liberalizzare la gestione dell'acqua, perché oggi è al 90% pubblica ed è assolutamente inefficiente. Quindi parlare di acqua pubblica in questo Paese è un non senso".

Acqua e nucleare - "E' richiesto - ha proseguito il presidente di Confindustria - un investimento da 60 miliardi che se diventa tutto pubblico saranno 60 miliardi di debito pubblico, quando invece dobbiamo migliorare i conti pubblici". La Marcegaglia si è poi espressa sull'atomo. "Circa il nucleare - ha spiegato - noi comprendiamo le difficoltà, le paure dopo il caso giapponese, ma non si devono prendere decisioni sul mix energetico con il panico, perché le nostre scelte rischiano di avere impatti per i prossimi 20 anni. Il nostro Paese deve fare rinnovabili, risparmio energetico, e anche gas, ma dovrebbe pure avere una quota di nucleare". Quindi l'invito a "non politicizzare" la consultazione referendaria: "Ci sono alcuni argomenti, e bisogna che si ragioni su questi argomenti".

Ministeri al nord - Emma non si esime poi da una steccata alla Lega. Ministeri al nord? "Non mi sembra che questo interessi gli italiani. A me sembra piuttosto che i problemi dell'Italia siano la riforma fiscale, che abbassi la pressione sui lavoratori e le imprese, le liberalizzazioni e gli investimenti in infrastrutture", ha spiegato il numero uno di Viale dell'Astronomia. "Questi sono i temi che possono ridare slancio al Paese, accompagnando la riduzione della spesa pubblica, un risultato che dobbiamo ottenere con una serie di riforme che ci permettando di crescere".

Caso Fiat - L'altro tema scottante è quello della ventilata uscita del Lingotto dal gruppo degli industriali. "Non ci risulta che l'uscita di Fiat da Confindustria sia una questione di ore", ha sottolineato Emma. "E' in corso un ragionamento - ha proseguito -, chiameremo i sindacati a giorni per discutere insieme una proposta. Vorremmo che accanto alla riforma del 2009, che anche la Commissione europea nel suo giudizio ha definito molto buona e che ha spostato il baricentro sui contratti aziendali, si completi oggi questo disegno con un accordo della rappresentanza che dica che, se un'azienda ha raggiunto un accordo con la maggioranza sindacale, questo accordo deve valere per tutti i lavoratori". Il presidente di Confindustria conclude sottolineando che "internamente stiamo arrivando a un accordo, e inviteremo tutti i sindacati a discuterne".

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  • tonello65

    10 Giugno 2011 - 06:06

    E ' francamente risibile e , me lo conceda. anche un pò penoso, sentirsi dare del " boccalone " da un probabile fan del Berlusconismo, in generale del centro destra, che ha fatto della menzogna e della creduloneria popolare la propria arma di forza. Perciò non le rispondo a tono, perchè lei ha già molto su cui riflettere e, come sta succedendo finalmente per molti italiani, avrà in futuro ciò di cui pentirsi, ed allora molto probabilmente la parola " boccalone " se la vedrà scritta nella fronte senza che nessuno gliela ricordi. La discrezionalità del Giudice, significa che l'istanza viene o meno accolta, a secondo se il giudicante ritiene o meno valida la causa del legittimo impedimento. Io voglio che questo NON AVVENGA in nessun caso,per questo voto SI'....le è chiara la differenza?

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  • dubhe2003

    09 Giugno 2011 - 19:07

    ...per onestà intellettuale,una volta tanto,le debbo darLe ragione.Il referendum è un bluff totale,anzi un vero e proprio imbroglio.Si cerca di nascondere il vero problema che è un ulteriore tentativo di dare una spallata al governo,il quale,piaccia o non,se deve cadere,allora cada per mancanza di fiducia.Si strumentalizza tutto,si dice che l'acqua diventerebbe privata;certo,solo un grullo può pensare che un privato si impossessi di tutta l'acqua e poi la venda agli utenti a prezzo imposto da lui stesso.La verità è invece che viene data la gestione di essa,come per la fornitura del gas,l'energia elettrica.Starà poi a noi,cambiare società,come per le altre forniture municipalizzate.Vogliamo forse ritornare al monopolio pubblico di un tempo,anche se non è mai riuscito a ridurre l'enorme perdita d'acqua(colabrodo),sulle condotte fatte dai romani,per mancanza di quattrini?Referendum imbroglio;rigettiamolo!

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  • scrat80

    09 Giugno 2011 - 19:07

    tutto quello che è privato lo paghi il doppio e ricevi la metà e i dipendenti del privato vengono trattati come merce al ribasso quanto più si può risparmiare sul dipendente quanto più si risparmia, quindi contratti del cavolo che non prevedono malattie - ferie - tfr e il dipendente rimane fregato, non di certo il datore di lavoro che risparmiando sul dipendente si arricchiesce. Non farti togliere l'Acqua un bene che è tuo di diritto come l'aria e il sole....non farti fregare usa la testa, l'acqua è vita non una merce per fare speculazioni. Se gli acquedotti e le strutture idriche hanno necessità di investimenti, questi investimenti li deve fare lo stato, io sono disposto a pagare qualcosa di piu in bolletta per sistemare gli acquedotti, è che non sono disposto a pagare di piu per far guadagnare un privato!

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  • aldogam

    09 Giugno 2011 - 18:06

    Non credo sia una dimenticanza. Sul legittimo impedimento non esistono commenti da fare, di fatto non esiste più, visto che è a discrezione del giudice. Quindi, come quesito referendario è un'emerita bufala, buona per i boccaloni quale lei pare essere.

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