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Senza la Rai, Santoro rischia: a La7 non avrà paracadute

Michele lascia col botto: il suo pubblico chiede il sangue (del centrodestra) e lui glielo dà. Ora è sul mercato: l'ex tiranno reggerà?

Senza la Rai, Santoro rischia: a La7 non avrà paracadute
E d’improvviso, giovedì sera,  non c’era più uno studio, ma una riproduzione in scala del Colosseo. È importante, un giorno dopo, ripercorrere quei momenti.  Il pubblico di Annozero era una bolgia ululante che bramava il sangue nei circenses, ribaltava il pollice per pretendere la vita dell’avversario nella polvere. Al centro dell’arena, il gladiatore Michele Decimo Martirio si riempiva i polmoni del boato della folla e agitava la lama contro il ministro Roberto Castelli. Più crescevano le grida dagli spalti, più forte Santoro sparava la voce fuori dal diaframma e più si stirava il ghigno del suo sottoposto, il fido Marcus Quasi Pelatus Travaglius. «Siamo noi che paghiamo la Rai», tuona il conduttore-gladiatore, «Adesso basta! Facciamola finita!» (mancava solo: «Qualcuno pensi ai bambini!»). Poi ancora, sempre sbraitando verso Castelli: «Noi non usiamo un soldo del canone, noi finanziamo le altre trasmissioni della Rai, comprese quelle che voi partiti avete imposto».  Bisogna riguardarlo al rallentatore, Michele: muove le braccia dall’alto verso il basso, come un mantice si gonfia d’ira e la sputa all’indirizzo del leghista: «Quindici milioni di euro di pubblicità per la nostra trasmissione quest’anno!» e i tifosi in tribuna sono in delirio,  Castelli viene sommerso, se avessero dei sassi lo lapiderebbero. «Lasciateli applaudire!», aizza Michele.

Quindi lo scenario di Annozero muta ancora, diventa uno scalcinato maniero in una notte tempestosa, con il crepitare dei lampi fra la pioggia: Castelli ululì, Travaglio ululà. Nelle segrete, il Dottor Santorenstein - col volto stravolto - alza al cielo le sue minacce: «Il canone non ci serve, dovete lasciare libera la Rai, avete rotto, non si sopporta più!». Lo scienziato folle se la prende con i suoi avversari: «Sono i vostri che sono  invendibili e incomprabili. Chi ha speso i soldi per Sgarbi? Chi ha pagato Sgarbi? Chi paga Minzolini? Noi paghiamo Minzolini! Noi paghiamo Raiuno e Raidue, siamo stufi, siamo stufi!». La Rai è sua, la paga lui, tutta, dal primo all’ultimo minuto, compreso il segnale orario, le estrazioni del lotto e l’Almanacco del giorno dopo.
Quando raggiunge l’apice, Santoro si dà del “noi”, parla al plurale come il Divino Otelma, sembra intonare la poesia di Walt Whitman: «Sono grande, contengo moltitudini». Del resto la butta sul lirico e s’indispettisce pure quella sfinge progressista di Paolo Garimberti, presidente di Viale Mazzini, il quale teorizzava ieri che Santoro vuole épater le bourgeois (stupire i borghesi, nda), ma «io non sono un santoriano e quindi non mi faccio epater, lanciare a me la sfida non ha senso e io non l'accetto perché non voglio essere tirato per la giacchetta come l’anno scorso». Si è irritato, il megapresidente, avrebbe potuto farlo dodici mesi fa, quando Michele scandì la medesima tiritera: «La volete questa trasmissione o no?», ricattò i vertici dell’azienda.  

È vero,   giovedì ha ottenuto il 32,29% di share,   8 milioni 389 mila spettatori, ce l’ha fatta a raggiungere i livelli del suo amato-odiato Roberto Saviano. Il pubblico lo ama, questo gladiatore con la corazza sporca di sangue dei nemici di centrodestra: loro chiedono violenza e lui elargisce violenza, al punto di cavalcare toni inauditi nella tv pubblica. Al punto di trasformare un talk show in un palcoscenico per le sue trattative personali: «Resto a un euro a puntata», ha sparato da ganassa.  
Garimberti non ha retto: «Se ha un progetto lo presenti al direttore generale e quest’ultimo deciderà se portarlo avanti», ha detto ieri. «Ma non scherziamo sul lavoro, queste sono cose serie e vanno trattate seriamente. Santoro è una star, produce grandi introiti pubblicitari e quindi non può essere retribuito con un euro. Questo è il mercato, tutto il resto è demagogia». Non è demagogia, è paura. Consapevolezza che senza corazza il gladiatore è nudo come nelle foto su Chi in cui fa bella mostra della panza (forse per questo lo chiamano “Michele Chi”). Santoro funziona perché va in onda sulla Rai e dunque può giocare la carta del proibito: i politici si arrabbiano e lui ci sguazza. Ma su La7, che farebbe? Intanto, rischierebbe di perdere il suo posticino di favore. Il giovedì in prima serata, dove è stato fino a ieri  per decisione di un giudice, era perfetto. Non aveva controprogrammazione, per dire.
Ma se  finisse sulla rete di Mentana e mamma Rai piazzasse per esempio Floris al suo posto, siamo sicuri che rimedierebbe ancora un ascolto superiore al 20 per cento? Quando si è misurato con il mercato, lavorando per Mediaset, Sua Santorità viaggiava su cifre molto inferiori, intorno al 12 per cento. Nel 1997,  l’emittente berlusconiana decise di limitare Moby Dick  alla sola serata del giovedì, perché il martedì  veniva regolarmente sbriciolato da Pinocchio di Gad Lerner: 20 per cento circa contro un misero  9,5 o poco più (Aldo Grasso parlò di «Calvario degli ascolti»). È dura attirare gli spettatori senza l’effetto piagnisteo, non a caso Annozero è esploso solo nelle ultime stagioni grazie soprattutto agli svarioni del centrodestra: nel 2006-2007 era poco sotto il 13,5 per cento di media. Nemmeno con Circus su Raiuno, a fine Novanta, Sancta Santorum superava il 18 per cento.
A furia di assecondarlo, però, il centrodestra e i vertici Rai hanno creato il mostro, il Dottor Santorenstein, che vaneggia da padrone della Rai. Adesso lasciatelo andare a La7 a misurarsi col mercato e la realtà: si può fare. Si-può-fa-re.

di Francesco Borgonovo

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Commenti all'articolo

  • aldopastore

    13 Giugno 2011 - 12:12

    Ma vi immaginate se Bruno Vespa facesse il "plastico" dello studio di Anno Zero? Sarebbe davvero divertente. Vespa che spiega come è "morto" Sant'Oro. Del perchè è stato "ammazzato". I suoi amici indiziati ( travaglio,vauro) e gli altri suoi compagni. Vespa che mostra le espressioni che assumeva con una di comunicazione obsoleta. Le tecniche dell'informazione di parte( che anche un bambino ha scoperto). Della gente che si domanda : ma come mai é "morto"? Chi l0 ha "ucciso". E tutti i suoi ospiti in coro: <<..Berlusconi!>>. E' stato lui sempre lui. Davvero sarebbe divertente vedere il plastico di Sant'Oro. Dai Vespa, preparalo.Facci ridere.

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  • charmant2

    13 Giugno 2011 - 10:10

    Il successo di un uomo comune con qualità di un uomo comune come Santoro,non sono quì per denigrarlo ma per asserire una verità,è stato partorito dalla curiosità di milioni di ascoltatori come me,che volevano vedere come se la cavavano quei due, o tre al massimo,che si opponevano alle teorie di Michele. Se,al tribunale di Santoro non ci fosse andato nessuno del centrodestra,tranquilli,gli ascoltatori di quella trasmissione di parte, con pubblico di parte,si sarebbe spenta come moccolo di candela. Aggiungeteci pure che il sadismo che è componente umana,ha spinto più di una persona ad assistere al martirio di qualche sprovveduto della destra lì,per rendersi visibile. Siamone certi.Quando il famoso oratore andrà alla 7, il suo seguito si liquiferà.E cosi sia.

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  • dondolino

    13 Giugno 2011 - 07:07

    addio mentana.

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  • mag57

    12 Giugno 2011 - 22:10

    Rai o non Rai Santoro chi lo vedeva prima continuerà a vederlo ovunque egli andrà, e chi no lo vedeva prima continuerà a non vederlo ed a godersi il TG1 di Scodinzolini, con un'unica differenza: chi di destra paga il canone (immagino molto pochi però) sarà più contento, sopratutto quando gli aumenterà a causa dei moooolto minori introiti che Santoro portava, cosa paventata immediatamente dopo la notizia del divorzio e riportata da tutti i giornali. Il bello è che "finalmente ora Santoro è GRATIS".......

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