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I buttafuori sono in spiaggia: Jesolo, steward anti-abusivi

Repulisti sotto il sole. Nei lidi la security per vigilare sui clienti. Obiettivo è cacciare tutti quelli che disturbano la tintarella

I buttafuori sono in spiaggia: Jesolo, steward anti-abusivi
In spiaggia come in discoteca. Non per la musica, per il buttafuori. La novità arriva da Jesolo, dove preferiscono il termine steward - più professionale e rassicurante - per indicare l’omone posto a guardia dello stabilimento.
Il concetto però non cambia. Maglietta bianca e pantalone blu, Alessandro Regazzo, uno degli uomini ingaggiati per il servizio di sorveglianza, è il terrore di venditori ambulanti e vu cumprà di ogni genere, anche perché l’area che gestisce è di proprietà di un privato e quindi l’accesso non è libero.

«Faccio chilometri di spiaggia ogni giorno - racconta lo steward al Corriere del Veneto - ma è un lavoro che dà soddisfazione perché i turisti lo apprezzano, si sentono più sicuri e sono più tranquilli. E al momento non ci sono lamentele». Ufficialmente la sua funzione è quella allontanare gli ambulanti dal perimetro, fornire supporto ai clienti in diverse lingue e ricordare loro che chi acquista merce contraffatta rischia una multa fino a mille euro. Nella pratica, sorveglia l’area del consorzio Marconi (quasi 26mila metri quadrati) aggirandosi tra i 1.700 ombrelloni a caccia di intrusi e disturbatori. Tutti i giorni, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

L’idea della sorveglianza sulla spiaggia di piazza Marconi è di Amorino De Zotti, ideatore del Lungomare delle Stelle e titolare del consorzio Marconi. «Ho ridotto del 90 percento il passaggio dei vu cumprà - spiega De Zotti - i miei clienti sono sereni e apprezzano questo servizio. «La gente vuole star tranquilla in spiaggia e non essere disturbata ogni tre minuti dal passaggio di un ambulante che cerca di vendere l’orologio o l’occhiale contraffatto». Qualcuno già parla di iniziativa razzista. «Per nulla, io penso esclusivamente alla serenità e al comfort dei clienti».

La scelta di una squadra di buttafuori dell’arenile in realtà è un ripiego. Il progetto iniziale nato per contrastare il fenomeno dei venditori era quello di limitare l’accesso al litorale attraverso tornelli simili a quelli utilizzati negli stadi. Una follia per fortuna bocciata dal buon senso ma soprattutto dal timore di una rivolta popolare. La scena sarebbe stata grottesca: famiglie armate di ogni diversivo da spiaggia (materassino, palette, secchielli, pallone, ecc) costrette al rito quotidiano del casello per l’arenile. Non piaceva a nessuno. Troppo stress per i bagnanti e pessima immagine per i gestori degli stabilimenti, immediatamente tacciati di essere “fascisti del mare”. Per questo si è deciso di virare in direzione dei buttafuori; gli abusivi restano alla larga e i clienti si rilassano nella riserva protetta.

Così, quella che si preannunciava come una proposta discutibile, si è trasformata rapidamente in successo. Tant’è che un altro consorzio, il Bafile, ha appena annunciato che recluterà uno steward. «A nostro avviso è la migliore soluzione per informare i turisti che non devono acquistare materiale dagli extracomunitari abusivi» - ha dichiarato il presidente di Federconsorzi, Renato Cattai. Mentre il sindaco di Jesolo, Francesco Calzavara, si è detto disponibile ad assumere nel 2012 un’intera squadra di buttafuori da spiaggia con i soldi destinati all’assunzione di vigili urbani stagionali. Potrebbe essere una piccola rivoluzione tutta veneta. E la comunità dei vu cumprà sta già pregando affinché non si concretizzi. In quel caso non resterebbe altro da fare che cambiare regione. O mestiere.

di Salvatore Garzillo

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Commenti all'articolo

  • capitanuncino

    29 Aprile 2014 - 11:11

    Ben vengano anche al di fuori degli stabilimenti balneari....Gli "steward"sarebbe bene però dotarli di un buon manganello da appoggiare,in salutari lezioni educative,sul groppone di questi disturbatori colorati...

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  • raucher

    15 Giugno 2011 - 09:09

    in 20 anni non ho mai visto un solo vucumprà. Spiagge off limits per loro.

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  • libere

    14 Giugno 2011 - 16:04

    e generalizzare la metodologia degli "stewards" a tutta la penisola, con particolare riguardo alle grandi città, quelle delle fermate dei metro e dei marciapiedi perennemente intasati da insistenti vu cumprà con relativo campionario di merce tarocca. Le anime belle che si scandalizzano e gridano al razzismo, con relativo codazzo di arci-preti e arci-comunisti, possono prendere la via intrapresa dagli amati migranti, seguendo il percorso inverso verso i lidi africani.

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  • italodemocratico

    14 Giugno 2011 - 12:12

    Pochi sono, si dovrebbero installare a Lampedusa, ecco pigliamo un paio di montanari della lega, con a capo Borghezio e mettiamoli sugli scali a Lampedusa.

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