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Referendum, ha vinto Putin: senza atomo il trionfo Gazprom

Tramonta, insieme al nucleare, la chance di diversificare produzione elettrica: ci teniamo il 74% che deriva da fonti fossili. Sospetti Usa

Referendum, ha vinto Putin: senza atomo il trionfo Gazprom
A essere dietrologi un po’ più svegli di quelli che girano a sinistra, ci sarebbe tanto da ricamare su quella frase con cui Silvio Berlusconi, a referendum ancora in corso, poco prima di pranzo ieri ha commentato il risultato che stava uscendo dal voto: «Dovremo dire addio all’opzione delle centrali nucleari e impegnarci sul fronte delle energie rinnovabili». I suoi avversari hanno subito strillato che il premier parlava per demotivare chi voleva andare ai seggi, ma come spesso accade non ci hanno capito nulla. A quell’ora, infatti, il quorum era stato superato: lo sapeva il Viminale, lo sapeva la presidenza del Consiglio, lo sapevano gli italiani. E allora perché Berlusconi si è mostrato così docile, arrendendosi senza battere ciglio, a urne aperte?

Di sicuro l’abrogazione della norma che autorizzava la costruzione delle nuove centrali nucleari italiane non rappresenta un problema per le strategie internazionali del premier. Al contrario: le rafforza. Il ritorno al nucleare, che in realtà il governo aveva abbozzato con scarsa convinzione, sarebbe stato infatti il primo vero tentativo di diversificazione delle fonti del nostro sistema elettrico, oggi basato sul gas.

Allo stato attuale l’elettricità prodotta in Italia è generata per il 52% bruciando metano. La media europea è del 24%: siamo il paese che più dipende dal gas. Nel complesso le fonti fossili, ovvero gas, carbone e petrolio, danno il 74% dei chilowattora made in Italy. Il resto arriva dalle rinnovabili (soprattutto dal vecchio idroelettrico, nonostante le fanfare suonino solo per il solare e l’eolico), che valgono un quarto della produzione. La Russia, forte di una quota del 30% e della partnership tra Gazprom ed Eni, avviata dal governo Prodi e cementata con Berlusconi, è il nostro secondo fornitore di gas dopo l’Algeria.

Il piano del governo italiano prevedeva di far partire le nuove centrali atomiche entro il 2020, per arrivare dopo qualche anno a un mix di combustibili composto per il 50% dalle fonti fossili, il 25% dalle rinnovabili e il restante 25% dal nucleare. In parole povere, la quota di elettricità oggi prodotta mediante gas e - in misura minore - carbone e petrolio si sarebbe dimezzata, per lasciare spazio al ritorno dell’atomo. Avremmo consumato meno metano e avremmo avuto bollette un po’ più leggere. Di sicuro i russi non ci avrebbero guadagnato, ma grazie al referendum questo non accadrà.

Al di là degli slogan, nessuno crede davvero che le rinnovabili possano produrre una quota di elettricità come quella che avrebbe dovuto essere garantita dal nucleare; anzi, è probabile che il loro apporto rimanga sui valori attuali. I fossili resteranno quindi i grandi protagonisti dell’energia italiana nei prossimi decenni. E tra gas e carbone (il petrolio ormai ha un ruolo residuale), non c’è dubbio che sia il primo, sebbene più costoso, ad avere maggiore appeal politico, come dimostra il blocco imposto poche settimane fa dal Consiglio di Stato alla riconversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle. Insomma, andremo avanti a metano ancora a lungo, per la gioia di Gazprom e del Cremlino.

Ma motivi per festeggiare l’esito del voto non ne avrebbero solo a Mosca, se ci fosse qualcosa di vero nei cable inviati a Washington dall’ambasciata statunitense di via Veneto. I legami tra Berlusconi e il premier russo Vladimir Putin sono da tempo sotto la lente degli americani e dei loro alleati. «Esponenti della maggioranza di centrodestra e dell’opposizione del Pd credono che Berlusconi e i suoi amici stiano approfittando personalmente e in modo generoso dei tanti accordi intercorsi tra l’Italia e la Russia», scriveva allarmato l’ambasciatore Ronald Spogli al Dipartimento di Stato il 26 gennaio del 2009 in un documento segreto, reso poi pubblico da Wikileaks. «L’ambasciatore georgiano a Roma», proseguiva Spogli, «ci ha detto che il suo governo crede che Putin abbia promesso a Berlusconi una percentuale dei profitti che vengono da Gazprom, in collaborazione con l’Eni».

Tra chi ha preso molto sul serio questi veleni, ovviamente mai provati, ci sono i vertici del Pd e dell’Idv. Tonino Di Pietro ha chiesto: «Qual è la vera natura dei rapporti tra Silvio Berlusconi e Vladimir Putin? Si limitano a scambiarsi doni sontuosi o vanno oltre e aggiungono al rapporto d’amicizia anche quello di soci in affari?». E Bersani ha detto che «bisogna arrivare a un cambiamento» nei rapporti tra Italia e Russia. Eppure, se fosse vero quello che loro stessi insinuano, proprio Di Pietro e Bersani, regalando a Gazprom un futuro d’oro tramite il referendum, avrebbero fatto al Cavaliere il più grosso dei regali.

di Fausto Carioti

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Commenti all'articolo

  • Lupetto99

    15 Giugno 2011 - 22:10

    Ha vinto il buonsenso. Volevano costruire reattori obsoleti e con gravi carenze progettuali, il buon Putin e Hu Jintao costruiscono centrali di 4 generazione. Gli italiani hanno bocciato uno scadente piano nucleare, redatto sotto dettatura dalla Francia che detiene una grossa fetta del nostro debito pubblico in scadenza.

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  • v.

    15 Giugno 2011 - 12:12

    caro signor infedele, prima di tutto sono una signora, e non un signore. secondo poi io berlusconi l'ho votato quindi se ora cerco un capro espiatorio al disagio economico enorme che vive la mia famiglia con chi devo prendermela, con bersani che non ha mai governato o con chi mi ha governato una intera legislatura senza esaudire una sola delle promesse che mi sono state fatte? terzo poi, dei rapporti strettissimi tra putin e berlusconi, che dichiara il primo un buon amico, che invita alla maddalena insieme alle olgettine, be' sa non leggo la repubblica. ho l'abitudine di leggere tutta la stampa. di destra e di sinitra, e anche estera, quando ho bisogno di leggere FATTI e non opinioni. lei se è tanto sicuro risponda alle mie domande sulle riforme, invece di rosicare. perché vede, un conto è fare affari con un dittatore (vedi gheddafi e putin), altro cosa è intrattenere rapporti personali di amicizia. e le ripeto, di questo rapporto di buona amicizia ne ha parla sempre lo stesso premier.

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  • Cesare Infedele

    14 Giugno 2011 - 23:11

    Mister v. lei faccia tutte le considerazioni che vuole. Pure quello che se uno odia i comunisti, però fa affari con loro. E con chi dovremmo fare gli affari? Perché non lo ha menzionato? Siamo 50 milioni di strateghi dell'energia, ma se rimaniamo al freddo perché non arriva più gas con chi se la prenderà? Con il solito capro espiatorio...vero??? Perché non ha menzionato quel pazzo do Sarkò che ci ha trascinato in guerra con la Libia per toglierci il suo petrolio? Lei che uno dei 50 milioni di strateghi dell'energia ci dica cosa ne pensa....ma va la!!!! Dove lo ha letto che Berlusconi passa le ragazze a Putin? Su " La Repubblica"? O è stato Bersani? Forse Di Pietro...il castigatore matto ( che si dice cattolico credente e praticante per fregarvi). Alla prossima.

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  • tinverpier

    14 Giugno 2011 - 22:10

    "Da settembre in Grecia energia a 1 centesimo a Kwh . A Novembre il primo apparecchio ". Lo annuncia Andrea Rossi, l'inventore dei reattori a fusione fredda, durante Mr Kilowatt a Radio 24. Sarebbero 147 gli E-Catalizer, i reattori a fusione fredda inventati da Andrea Rossi e Sergio Focardi, già realizzati e funzionanti. 147 unità su un totale di 330 che verranno assemblate in Grecia, a partire da settembre, dove è in costruzione un grande reattore da 1 Mw, che diventerà operativo a ottobre e che nelle intenzioni dell'inventore dovrebbe rappresentare la prova del nove che la tecnologia funziona. I reattori verranno realizzati tra gli Stati Uniti e Bologna e, secondo le stime, produrrebbero energia a un costo stimato, almeno per i primi anni, in 1 centesimo a Kwh, circa un quinto dei costi attuali, mentre il primo apparecchio dovrebbe essere disponibile sul mercato a partire da Novembre. E noi stiamo a guardare......e pensare alle bufale alternative eolico, fotovoltaico,sveglia

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