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Napoli sommersa dai rifiuti: De Magistris si è già arreso

L'ex pm aveva promesso città pulita in un baleno ma getta la spugna: "Cinque giorni non mi bastano. La soluzione c'era ma purtroppo sta naufragando e non per colpa del Comune". L'uomo nuovo dalle scuse vecchie

Napoli sommersa dai rifiuti: De Magistris si è già arreso
A poco più 48 ore dalla scadenza del termine per ripulire Napoli De Magistris getta la spugna, confermando di essere più un Masaniello dei poveri che un San Gennaro dei miracoli. Napoli pulita in cinque giorni? Belle parole. Nei fatti il raggiungimento dell'obiettivo si è dimostrato molto più complesso di quanto il neo sindaco immaginasse - o fingeva di non sapere.  Giggino a manetta  mette le mani avanti e annuncia: "Questa soluzione purtroppo sta naufragando e non per responsabilità del Comune di Napoli".

Obiettivo fallito ma "non per colpa del Comune" - Lunedì notte il vertice riparatore, si spera. Un incontro alla Prefettura di Napoli tra tutte le istituzioni locali dal quale, assicura il sindaco, "non mi allontanerò senza aver avuto la certezza che gli impegni presi nei giorni scorsi vengano rispettati da tutti". L'ex pm si difende: "La soluzione era stata trovata grazie ad un accordo - spiega in una nota sottoscritta insieme al vicesindaco Sodano  - e avrebbe consentito di liberare Napoli dai rifiuti in 5 giorni, prevedendo anche la realizzazione di un sito di trasferenza nella stessa città". Ma a rendere impossibile il piano annunciato in pompa magna contribuirebbero episodi verificatisi in città in questi giorni, "fatti inquietanti - spiega De Magistris - che hanno impedito la raccolta dei rifiuti e che sono stati già segnalati alle forze dell'ordine. Per questo, è stata disposta una vigilanza verso i mezzi di raccolta della spazzatura". Infine, De Magistris esce totalmente allo scoperto e ammette: "La verità è che questa amministrazione sta rimuovendo 'incrostazioni' ventennali determinando risposte di sabotaggio". E' l'ammissione della resa, a tutti gli effetti.

La promessa mancata-
Guagliù, amm'arruvutat urlò il pm manettaro dopo la vittoria elettorale. Un grido liberatorio che scatenò scrosci di applausi e di consensi. Napoli, così, si consegnava nelle mani del nuovo re, Luigi De Magistris. Subito la promessa: "Città libera dalla munnezza in cinque giorni". Annuncio audace a dir poco; il pensiero subito è andato a San Tommaso, al suo "se non vedo, non credo".  In parallelo, scatta il conto alla rovescia: cinque giorni prima dell'ora ics. Ma a poco più di 48 ore dalla scadenza, la retromarcia.

Fuoco alla munnezza - Nelle ultime 12 ore sono stati ventisette gli interventi effettuati dai Vigili del Fuoco in città e in provincia per domare i roghi dei rifiuti. La gente esasperata incendia la spazzatura. Gli interventi più impegnativi dei pompieri sono avvenuti nel giuglianese e nella zona orientale di Napoli. Le fiamme appiccate ai cumuli di immondizia da ignoti infestano la città e l'hinterland. Il caldo asfissiante, il puzzo insopportabile, l'emergenza sanitaria: Napoli è stretta in una morsa così stretta che anche il tanto adorato San Gennaro farebbe fatica a metterla in salvo. E 'Giggino a manett'  - che si gongola per il titolo di Masaniello -, deve ammettere di poter meno del santo. I miracoli non si fanno.    

Il piano del Sindaco -
Se la matematica non è un'opinione qualcosa si può fare, deve aver pensato De Magistris. Se la città produce 1.250 tonnellate di monnezza al giorno e a terra ce ne sono ancora più di 2mila,  in cinque giorni il miracolo è si può fare, raccogliendo il deposito giornaliero e parte di quello che, a terra, attende di essere smaltito. Ma a Napoli, la matematica - scienza esatta -, non attecchisce. I conti non tornano.

La raccolta rifiuti - Nella notte tra domenica e lunedì, ad esempio, l'operazione di raccolta dei rifiuti a Napoli è stata frenata dal due di picche rifilato dei lavoratori di Lavajet, azienda appaltatrice dell' Asia (società che si occupa dei servizi d'igiene ambientale a Napoli, ndr) e che provvede ogni giorno alla rimozione di circa 350 tonnellate d'immondizia. Raphael Rossi, il presidente dell'Asia, ha spiegato che "alla fine del 2011 termina il contratto d'appalto che l'Asia ha con Lavajet ". Dunque, per "cercare di ovviare allo 'stop' di Lavajet, mezzi e personale di Asia sono stati dirottati nelle zone di competenza di quell'azienda", spiega Rossi. A ciò si aggiunge il fatto che "in certe zone della città stanno operando in un clima particolarmente difficile che rende ancor più ardua la rimozione dei rifiuti". E le operazioni vanno al riletno.

Le tonnellate per strada - Secondo l'Asia, sono 2.360 le tonnellate di rifiuti che giaciono sulle strade di Napoli. Le zone maggiormente afflitte dall'emergenza sono quelle di Mercato, Montecalvario, San Giuseppe Porto, Avvocata e Pendino, Stella-San Carlo all'Arena, dove le giacenze vanno dalle 300 alle 400 tonnellate. In tutte le altre zone della città le giacenze variano tra le 200 e le 300 tonnellate, con situazioni relativamente più gravi nella zona occidentale. Soffrono un po' meno Miano, San Pietro e Secondigliano. Positiva, si fa per dire, la situazione tra i quartieri Vomero e Arenella, dove in strada ci sono circa 10 tonnellate d'immondizia. Intanto le lancette dell'orologio continuano la loro corsa. Non si tratta solo di trovare uno sbocco dove smaltire i quintali di monnezza. Prima, vanno raccolti. Il nodo da sciogliere si fa sempre più complesso. 

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Commenti all'articolo

  • darkstar

    28 Settembre 2011 - 21:09

    quindi il governo sarebbe "mafioso" perché si rifiuta di scaricare sulle altre regioni la vostra disordinata incompetenza ? Se é cosí tutti gli italiani sono mafiosi perché della vostra mondezza non ne vuole piú sapere nessuno ! Godetevi la vostra cittá (dove nessuno é mafioso, come tutti sanno)

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  • federossa

    26 Giugno 2011 - 10:10

    E pensare che i NAPOLETANI e NAPOLI dovranno tenerlo ancora per 5 o 10 anni. Bella scelta. Complimenti a tutti i Napoletani.

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  • compagno sovietico

    25 Giugno 2011 - 18:06

    !ah!ah! grande mago sindaco ha preso per il c... i napoleonici o incapace?nessuna meraviglia ! i napoleonici ci hanno abituato anche di peggio. Ricordate il colera? E' detto tutto.Palamara ha dichiarato che è tutta colpa dei tentativi di fare la riforma della giustizia.E,quindi,berlusconi và indagato perchè ha trasferito monnezza non idonea a smaltimento,per aver fatto partire il termovalorizzatore di acerra, compreso l'aver riportato indietro tutte le balle che erano state trasferite per incolpare de minimis.una segnalazione per palamara.chiedo perchè ancora a piede libero una persona che porta sempre il doppio petto?cosa avrà da nascondere?facciamo almeno le intercettazioni telefoniche.

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  • costana

    25 Giugno 2011 - 06:06

    Un problema enorme che il nuovo Sindaco ha ereditato (da una precedente amministrazione di sinistra, non scordiamecelo!) avrebbe suggerito di coinvolgere tutti ed il piu' possibile tutte le istituzioni con caute dichiarazioni e buone maniere ed intendimenti. Invece DM cosa fa? dichiara per prima cosa che " Berlusconi se ne lava le mani ! " O crede che e' ancora in campagna elettorale e non e' suo compito eliminare il problema o continua nel suo modo masallieniano di fare : dire , parlare..parlare ma le chiacchiere stanno a zero. I Sindaci vengono eletti per risolvere i problemi ... poi i buchi di bilancio , le mancate collaborazioni delle opposizioni o degli altri organi interessati , non esulano il primo responsabile cioe' il Sindaco dal darsi da fare e rimettere le cose a posto. Caspita , quando la sinistra o le sinistre vanno al governo accampano mille scuse , sapete perche'? non sono in grado di fare un cerchio nemmeno con il fondo di un bicchiere !.

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