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P4 e Bisignani, ecco le carte: ma dove si nasconde il reato?

Tutti parlano con tutti. Interrogato a Napoli l'uomo chiave. Favoreggiamento, indagato Moretti. Parlano Letta, Masi, Papae, ministri

P4 e Bisignani, ecco le carte: ma dove si nasconde il reato?
Luigi Bisignani parla ai pm Woodcock e Curcio, ma nell'attesa di sapere quello che ha detto i più curiosi possono spulciare sulle 'indiscrezioni' che, come al solito, saltano fuori dalle Procure al momento giusto. Mentre l'uomo chiave dell'inchiesta napoletana sulla P4 ha risposto alle domande degli inquirenti (la difesa nei prossimi giorni presenterà istanza di revoca degli arresti domiciliari e valuterà un eventuale ricorso al tribunale del riesame), il nome caldo è quello di Gianni Letta, che emergerebbe dalle carte come uno dei principali referenti politici dell'affarista. Intanto spunta un altro indagato: è l'ad delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, accusato di favoreggiamento personale (art 378 cp). I magistrati Woodcock e Curcio hanno agito in seguito alle dichiarazioni dell'imprenditore De Martino su una serie di presunti illeciti perpetrati ai danni della propria società da parte di Ferrovie dello Stato. Una denuncia che sarebbe stata 'bloccata' dal deputato Pdl Alfonso Papa, vicino a Bisignani.



Testimone di nozze - E' lo stesso sottosegretario e braccio destro di Silvio Berlusconi a parlare. L'ha fatto in un interrogatorio avvenuto lo scorso 23 febbraio a Napoli, il cui contenuto è emerso oggi: "Non ho mai cenato con Bisignani e il procuratore generale di Roma, tanto meno per festeggiare il nuovo giudice della Corte Costituzionale Lattanzi, che ho conosciuto solo al Quirinale al momento del giuramento". Davanti ai pm, Letta non ha negato che Bisignani gli avesse potuto dire di essere oggetto di attenzioni da parte dell'autorità giudiziaria, ma "sicuramente non mi ha detto che era intercettato e che era Woodcock che lo intercettava. Posso aver detto a Bisignani di non parlare troppo al telefono, visto che lui è piuttosto facondo". Le grandi verità nascoste dell'uomo di fiducia del premier? "Bisignani è persona estroversa, brillante e ben informata, ed è possibile che qualche volta dica più di quel che sà". Con Bisignani, Letta intrattiene insomma "rapporti di amicizia che io gestisco in modo istituzionale e corretto come ogni altro". Ed è stato anche suo testimone di nozze: "L'ho conosciuto - ha spiegato Letta in Procura - quarant'anni fa, dal momento che il padre era molto amico del mio direttore del Tempo Angiolillo, poi ho conosciuto la madre, poi il fratello Giovanni e poi anche Luigi che cominciò a fare il giornalista con Libero Palmieri che aveva iniziato anche me al giornalismo. Poi fece carriera e diventò caporedattore dell'Ansa di Roma; Bisignani fu portavoce e addetto stampa di Stammati. Io sono stato testimone di nozze, unitamente a Dini, di Luigi Bisignani". Strano? No, perché "Bisignani è amico di tutti, Bisignani è l'uomo più conosciuto che io conosca. Bisignani è uomo di relazioni".

Da destra a sinistra - E' proprio questo il punto. Bisignani uomo di relazioni. Quanto compromettenti o irregolari, bisogna ancora accertarlo. Si sa, per esempio, che l'ex giornalista intratteneva rapporto da destra a sinistra, dal ministo dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo all'ex premier e attuale presidente del Copasir Massimo D'Alema. Con la Prestigiacomo, per esempio, in una conversazione avvertiva: "Dobbiamo stare attenti ai telefoni... Dicono che Woodcock ci sta controllando i telefoni". Nella conversazione telefonica, intercettata il 2 dicembre scorso quando, secondo gli inquirenti, Bisignani stava "occupandosi in prima persona del voto del Parlamento riguardante un emendamento riferito alla materia dell'Ambiente", la Prestigiacomo scherza: "Se ti controlla ti segue, ti fa...  Mamma mia! Ma come si può vivere così? Dì, me rovini... Se escono le intercettazioni con me mi rovini!". E Bisignani le risponde: "Io cerco di stare sempre attentissimo al telefono". E D'Alema?
"L'ho detto anche ai magistrati: conosco Bisignani da 35 anni. Lui conosceva mio padre, che allora era presidente della Commissione Finanze della Camera, mentre Bisigignani era il portavoce del ministro", ha commentato il papavero del Pd che poi precisa: "Ho però avuto rarissime occasioni di parlare con lui. I contatti più significativi risalgono a quando lui era stampatore dell'Unità, che io dirigevo, ma parliamo di vent'anni fa".

"L'uomo di Letta" - Interrogato l'8 febbraio, il direttore generale delle relazioni esterne di Finmeccanica ha invece ribadito: "Bisignani si muoveva e veniva individuato come l'uomo di Letta". "Ho conosciuto Bisignani - ha detto Borgogni ai pm Curcio e Woodcock - nel maggio del 2002, subito dopo essere arrivato in Finmeccanica insieme all'ingegner Guarguaglini. Il Bisignani al tempo era una sorta di 'tutor' dell'ingegner Roberto Testore che allora era direttore generale e amministratore delegato di Finmeccanica. Guarguaglini era presidente e amministratore delegato, c'era dunque una sorta di diarchia. So che Testore era molto legato agli Agnelli e veniva dalla Fiat. Nel 2002 il testore fu nominato in Finmeccanica - credo - grazie a Bisignani. Dunque in quel periodo io e Bisignani 'mediavamo' i rapporti non sempre facili tra il Guarguaglini e il Testore... Gli anni 2001 e 2002 furono gli anni delle grandi nomine, ricordo che fu nominato, per esempio e per primo, come presidente della Rai Antonio Baldassarre, che fu la prima nomina che fece il governo Berlusconi, che aveva studio in piazza Mignanelli sopra Bisignani". E' in questo contesto, aggiunge Borgogni, che "il Bisignani si muoveva e veniva individuato come l' 'uomo di Letta'... Ufficialmente lavorava alla Ilte, in ogni caso io so che lo stesso è molto legato, come dicevo, a Letta e Scaroni e che ha le 'mani in pasta' in tante cose. A tale ultimo proposito posso dire che Bisignani ha grande influenza sull'Eni". Dunque, ha concluso, "credo che il grande potere del Bisignani scaturisca dal suo forte legame con Gianni Letta".

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Commenti all'articolo

  • perfido

    26 Giugno 2011 - 12:12

    Bisogna che lo chiediamo al p.m.! Lui sà. Creare un meccanismo sulle bobine di registrazione che, una volta avvenuta quest'ultima, si riavvolge e si sigillata, in automatico. La bobina, verrà aperta solamente in presenza del Giudice per l'udienza preliminare. Il Ministro Alfano, credo che sconosce l'iter della procedura attuale. Può chiederlo però, al sindacato del p.m., cioè ANM. Si renderà conto quante famiglie potrebbe "sfamare" e quante altre persone, salvare dalle ingiustizie. Saluti.

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  • bruno osti

    22 Giugno 2011 - 15:03

    "...il GIP Luigi Giordano ha firmato la custodia cautelare per Bisignani, Papa e La Monica (pur non ritenendo ancora l'associazione a delinquere, NDA) "Altro che gossip" dice il Procuratore di Napoli Lepore "questa è un'indagine molto seria, fondata su elementi seri e su intercettazioni". Da ieri, su alcune faccende, indaga anche la Procura di Roma

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  • bruno osti

    22 Giugno 2011 - 15:03

    paghiamole alla Minetti

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  • delpiero71

    22 Giugno 2011 - 11:11

    hai ragione: perché pagare le pensioni ai magistrati? Paghiamo invece quelle dei politici dopo mezza legislatura che se lo meritano, quelle si che sono tasse ben pagate!!!

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