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P4, Bocchino: "Bisi voleva mettere in difficoltà il Pdl" Masi: "Solo parole tra amici. Lo conosco da vent'anni"

Gli interrogatori: parlano il vicepresidente di Fli e l'ex Dg della Rai

P4, Bocchino: "Bisi voleva mettere in difficoltà il Pdl" Masi: "Solo parole tra amici. Lo conosco da vent'anni"
Poteva mancare nell’inchiesta sulla P4 Italo Bocchino, il vicepresidente di Futuro e Libertà sempre informato su tutto? No. E infatti c’è eccome. «Prendevo notizie da Bisignani perché le sue idee coincidevano con quelle di Fli, cioè mettere in difficoltà il Pdl». Bocchino compare almeno in dodici intercettazioni, è pure uno dei testimoni sentiti dalla procura di Napoli e, insomma, Bocchino si dava un gran daffare soprattutto in Parlamento, come testimonia l’sms ricevuto il 4 novembre 2010 da Luigi Bisignani: «Sui parchi, mi raccomando in Commissione, ora». E Italo: «Tranquillo». C’era, in quell’occasione, il problema di votare un emendamento per il finanziamento dei parchi, argomento che interessava il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, alla commissione Bilancio della Camera e Bisignani chiamò anche l’ex ministro Paolo Cirino Pomicino il quale, «governa quelli dell’Udc in commissione». In un’altra conversazione dell’11 novembre, il finiano Bocchino dice a Bisignani che «Berlusconi si deve dimettere...’mo deve decidere lui come e quando», ma poi promette: «Risolvo Tremonti e Prestigiacomo». Insomma, faccio io, dice Bocchino. E di fronte ai pubblici ministeri non ha problemi ad ammettere: «Non ebbi difficoltà ad accogliere le sue indicazioni perché coincidevano con l’interesse politico del gruppo di Futuro e Libertà e cioè mettere in difficoltà il Pdl facendone venire a galla i contrasti interni. Bisignani caldeggiava gli interessi di alcuni ministri non “tremontiani”, cioè la Gelmini, la Prestigiacomo e Franco Frattini». Proprio a Bocchino, inoltre, l’uomo d’affari attribuisce la prima fuga di notizie che lo mise in guardia sull’inchiesta napoletana a suo carico. Un punto fondamentale, questo, per i magistrati partenopei, anche se i diretti interessati negano l’addebito.

Capitolo Masi - «Conosco Bisignani da anni; credo di aver conosciuto Bisignani quando io ero portavoce di Dini nel 1995; successivamente ci siamo sempre frequentati; all’epoca lo conobbi come giornalista; Bisignani è una persona vicina alla mia famiglia a cui riconosco grandi capacità». «Nell’ultima conversazione delle tre che ho ascoltato io chiedo al Bisignani di chiedere - credo al Letta - quale fosse l’atteggiamento della politica su talune questioni inerenti alle nomine Rai (riferite al digitale); ribadisco che chiedevo al Bisignani di parlare con il Letta perché i due avevano un rapporto più diretto e più personale. Non ricordo il seguito di tale vicenda. Insomma ho sempre utilizzato il Bisignani per sondare il “clima politico” riferito in particolare al dott. Letta e ad altri personaggi politici, e ciò in termini di consiglio». «Non escludo di aver potuto parlare con il Bisignani della vicenda giudiziaria di Trani e non escludo neppure che il Bisignani mi abbia tranquillizzato dicendo di stare sereno, ma se ciò è avvenuto è stato nell’ambito di “chiacchiere tra amici”; escludo di essere stato io a chiedere al Bisignani di prendere e di acquisire informazioni sul procedimento; peraltro in quel procedimento io sono parte lesa in quanto vittima di presunta concussione consumata ai miei danni». «Mi si chiede se di regola il Bisignani è persona che di solito dice “sciocchezze”; vi rispondo che conosco Bisignani da oltre venti anni e che il Bisignani non parla mai a sproposito e dice sempre cose precise e pertinenti».

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