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Garlasco, nel pc di Alberto

scovate 17mila foto porno

Garlasco, nel pc di Alberto
Una seconda vita piccante, se non peggio, conservata dietro uno schermo e dentro il cervello di un computer, che viene svelata alla vigilia del processo che lo vede imputato per l’assassinio della sua fidanzata Chiara Poggi. Il computer di Alberto Stasi contiene nell’ordine 7.064 immagini e 542 filmati pornografici e 21 immagini e 7 video pedopornografici, scoperti dal Ris di Parma. Prima di Chiara non aveva avuto rapporti sessuali, poi Alberto scopre i sexy shop e i film hot. Dall’intera memoria del computer portatile sono stati recuperati 10.379 immagini e 332 filmati per lo più pornografici, 7 filmati a sfondo pedopornografico e tre filmati con scene di sesso tra Chiara e il fidanzato. Due filmati amatoriali sono stati girati nella casa al mare di Spotorno e uno nella villa di Alberto. “Qualche volta ho dovuto insistere per farglieli fare, ma non l'ho forzata”, spiega il 25enne agli inquirenti.
Nel campionario a sfondo erotico e pornografico, spuntano anche 24 scatti osé dei due fidanzati, oltre a immagini “feticiste”: scarpe o indumenti intimi femminili, fotografati probabilmente all'insaputa di chi le indossa. Una vera ossessione erotica, quasi quotidiana. Il giorno prima del delitto, il 12 agosto 2007, Alberto guarda alcune immagini porno. Un copione che ripete la mattina successiva, a partire dalle 9.37, poco prima dell'omicidio della fidanzata. Si tratta di un filmato con protagoniste due ragazze maggiorenni. Una cartella nascosta tra le foto del salone nautico di Genova, delle ultime vacanze e di teneri cuccioli. Immagini che potrebbero essere contenute in una chiavetta Usb, utilizzata alle 19.20 del 12 agosto 2007 da Alberto, ma mai sequestrata.
Ancora, le foto scaricate con il cellulare: 89 immagini degli amici o di Alberto in perizoma. Spulciando tra i verbali emerge anche la figura della vittima, vista con gli occhi di Alberto. È timida, Chiara, quando Alberto la porta in un sexy shop a Londra. “Si vergognava un pochino, ma io le ho detto che non c'era nulla di male e allora è entrata” racconta Stasi. Si lamentava “perchè ero troppo estroverso”.

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Commenti all'articolo

  • ercole.bravi

    18 Febbraio 2009 - 13:01

    era naturale che si mettessero alla berlina i fatterelli privati di un imputato....? Credo che molte persone siano nelle stesse condizioni, e chissà quanti hanno turbe, desideri inconfessati e inconfessabili del sup pc. Siamo ormai alla gogna mediatica. Non è condannato, è in corso ancora il dibattimento, ma visto che stiamo perdendo di credibilità, sputtaniamo il ragazzo. Se ha delle foto o filmini di quando si accoppiava con la sua ragazza, risulterà un pervertito......come sele avesse fatte da solo quelle cose. Questo è il travalicare della privacy....se non peggio. Non riesco ad avere qualcosa di certo in mano che ti bruci, ti ammazzo pubblicamente; se poi sei innocente, peggio per te. Avanti popolo

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