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Acqua, 'Niente tagli a bollette': Nichi si rimangia il referendum

Acquedotto, in Puglia Vendola presenta il bilancio: 37 milioni di utile. Ma non abbassa le tariffe. Perché? "Sarebbe troppo costoso"

Acqua, 'Niente tagli a bollette': Nichi si rimangia il referendum
Lo annuncia in pompa magna Nichi Vendola e innalza il vessillo di una vittoria anche personale: l’Acquedotto Pugliese può davvero considerarsi "un grande fiore all’occhiello per la Regione e per i meridionali". Lo dice brandendo il bilancio di un'azienda che al 31 dicembre 2010 ha chiuso con un utile di 37 milioni di euro. "Da oggi - ha detto orgoglioso Vendola -  l'Aqp non può mai più essere considerata l’icona dello spreco, della corruzione, del pubblico che fa rima con inefficienza". Insomma, una vittoria del servizio pubblico che cade a ridosso di un referendum che sullo stesso servizio pubblico vuole scommeterci. Tant'è che "all’indomani della vittoria dei sì nei referendum - ha precisato - abbiamo immediatamente portato in Consiglio regionale la nostra legge di ripublicizzazione di Acquedotto Pugliese". In questa storia, però, c'è un piccolo neo e lo svela lo stesso Vendola. Proprio per mantenere questa efficienza "non abbasseremo le tariffe".
  
La tariffa che non si abbassa - Nichi Vendola in nome di un realismo che non va a braccetto con la sua demagogia, muove in direzione opposta a quanto deciso dal recente referendum sull’acqua. La vittoria del 'sì' sull'abrogazione della norma che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa (caricando la bolletta di un 7% a remunerazione del capitale investito, a prescindere dal miglioramento qualitativo del servizio, per la quale Vendola si è tanto battuto)  in Puglia non avrà effetto.  Il taglio del 7% sulle tariffe non ci sarà.

Le ragioni - E il perché lo ha spiegato l’assessore alle Opere pubbliche Fabiano Amati: "In Puglia la remunerazione del capitale investito del 7% è un costo: quello che pagheremo ogni anno fino al 2018 sul bond in sterline pari al 6,92% contratto durante la gestione dell’era Fitto". "In Puglia - ha poi aggiunto Vendola - in realtà non siamo di fronte alla scelta di abbassare la tariffa del 7% e di conseguenza gli investimenti, perché quella remunerazione non è utilizzata, come dovrebbe, per gli stessi investimenti, ma rappresenta la copertura di un debito e quindi dal punto di vista finanziario un costo". Perché questo viene fuori solo adesso e non prima del referendum? Beh, "Nessuno me lo ha chiesto" ha risposto Vendola. La prossima volta, allora, occorrerà premunirsi di questionari su varie ed eventuali.

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Commenti all'articolo

  • blues188

    28 Giugno 2011 - 18:06

    Ai miei figli i pagliacci fanno ridere tantissimo

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  • aldogam

    28 Giugno 2011 - 17:05

    Allora, secondo lei è colpa di Fitto che riuscì ad ottenere l'intervento di capitali privati per rappezzare l'acquedotto più scassato del mondo. Ciò premesso, ci dica, senza l'intervento dei privati, cosa si sarebbe fatto? o niente o un aumento delle imposte e tasse. Quindi la scusa addotta è puerile, ricevibile solo dagli utili idioti che hanno eletto l'orecchino d'oro.

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  • ciannosecco

    28 Giugno 2011 - 15:03

    dei culattoni.

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  • Dream

    28 Giugno 2011 - 15:03

    allora l'acqua pugliese è in mano a privati? evidentemente va bene e viki ne gode!!

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