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Tangenti Enac, Pronzato in manette: è uomo di Bersani

Il consigliere ed ex consulente in quota Pd arrestato a Genova per bustarella da 40mila euro negli appalti aerei a Roma

Tangenti Enac, Pronzato in manette: è uomo di Bersani
La Guardia di Finanza ha arrestato Franco Pronzato, membro del consiglio di amministrazione dell'Enac in quota Pd. L'arresto è avvenuto nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Roma su presunte irregolarità negli appalti del settore aereo. Già consulente dell'allora ministro dei Trasporti Pier Luigi Bersani e attuale coordinatore del settore trasporto aereo del Pd, Pronzato è coinvolto in accertamenti relativi al presunto pagamento di tangenti subordinate all'aggiudicazione dell'appalto. Secondo l'accusa avrebbe intascato una mazzetta di 40mila euro nell'ambito dell'assegnazione della gara per i collegamenti aerei della Capitale con l'Isola d'Elba, un appalto del valore di un milione di euro. La tangente di 40mila euro sarebbe stata ricevuta tramite il mediatore Vincenzo Morichini, ex amministratore del Consorzio Ina-Assitalia. Si contesta, inoltre, che la tangente avrebbe dovuto favorire la società Rotkopf Aviation, oltre che per ottenere la gestione dei voli per l'Elba anche per l'aggiudicazione del certificato Coa (certificato di operatore aereo) indispensabile per partecipare all'appalto. 
Arrestato nella sua abitazione, a Genova, e poi è stato portato nel carcere di Marassi. Gli uomini della Guardia di finanza di Roma, assistiti dai loro colleghi liguri, hanno compiuto anche una perquisizione nell'appartamento. Pronzato è assistito dall'avvocato Maurizio Mascia del foro di Genova. Non è escluso che nella stessa operazione possano essere state arrestate anche altre persone. Pronzato era indagato insieme con altre quattro persone dalla procura di Roma nell'ambito della stessa inchesta. Titolare dell'inchiesta è il pm Paolo Ielo.

 

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Commenti all'articolo

  • tigrin della sassetta

    29 Giugno 2011 - 19:07

    il margniffo si è sospeso dai ruoli di medio cacicco piddino e di affarista per collocazione dello stesso Piddì (solita manfrina alla “eroico compagno G”), mica da quello di succhione di mazzette nonché antico sodale di Gargamella. Gli unici aspetti notevoli della storia sono che l’usanza dell’ espulsione retrodatata dal partito sembra dimenticata e sostituita dall’invito ad autosospendersi e che l’indagine sia di Paolo Ielo: beh, che volete, uno va per ovoli, inciampa in un porcino bello grosso e mica può finger di non vederlo davanti a tutta la comitiva dei cercatori: è giocoforza raccoglierlo e infilarlo nel canestrino. Come diceva un po’ di tempo fa cotica chicchinella, capita! Anima cattiva

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  • ciannosecco

    29 Giugno 2011 - 15:03

    Resta pure onorato,e fai attenzione quando bruchi.Se nel frattempo vuoi controllare chi renda colpevole i poveri,rivolgiti ai magistrati ( guarda cosa succede al processo di Perugia)

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  • satanik

    29 Giugno 2011 - 15:03

    Nessun errore, in Italia solo i poveri sono colpevoli. Politici, affaristi, corruttori, ruffiani, ecc. ecc. sono sempre e comunque "presunti colpevoli". P. S. essere offesa da uno della tua risma, per me è un onore.

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  • beylerbey

    29 Giugno 2011 - 15:03

    Questo signore è INNOCENTE fino a prova contraria. Il fatto che si sia dimesso dalla sua carica è solo ed esclusivamente 1 scelta personale, dettata da motivazioni che nessuno di noi può sapere; possiamo fare tutte le congetture che vogliamo, ma le motivazioni vere solo lui le sa. Cordialmente.

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