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Omicidio Meredith, Raffaele: "Spiraglio di luce verso verità"

All'indomani dell'esito della perizia sul dna ritrovato sul coltello, Sollecito ribadisce: "Io ed Amanda siamo vittime di questa storia"

Omicidio Meredith, Raffaele: "Spiraglio di luce verso verità"
"Dopo quattro anni di buio finalmente uno spiraglio di luce": all'indomani dell'esito della perizia sul dna ritrovato sul coltello, Raffaele Sollecito tira un sospiro di sollievo. Lo studente di Perugia commentà così i risultati del test sulle tracce di materiale genetico disposte nell’ambito del processo d’appello a carico suo e di Amanda Knox per l’omicidio di Meredith Kercher. Un filo di luce "in attesa di arrivare a quella verità e a quella giustizia nelle quali credo molto. Io e Amanda con l’omicidio non c’entriamo".

"Io ed Amanda siamo vittime" - Raffaele sollecito non ha difeso solo la sua posizione, ma anche quella dell'ex fidanzata Amanda Knox. "Anche lei è vittima di questa assurda vicenda", ha detto. "Non sono mai entrato - ha ribadito con il suo avvocato - nella camera dove venne uccisa Meredith e non ho mai conosciuto Rudy Guede. Io con il delitto non c’entro". A Sollecito, l’avvocato Maori ha consegnato l’intera perizia depositata mercoledì, che considera non attendibili i risultati ottenuti dalla polizia scientifica sulle tracce di Dna isolate sul gancetto del reggiseno indossato dalla Kercher quando venne uccisa e sul coltello considerato l’arma del delitto. "La perizia è stata una tappa importante e siamo a buon punto. Però ancora non abbiamo vinto. Occorre andare avanti - ha concluso l’avvocato Maori - in attesa della sentenza per la quale siamo comunque fiduciosi".

La rivincita di Amanda -
La Knox ha saputo dalla tv i risultati della perizia e si è detta sollevata. "Ho sempre detto che quel coltello lo avevo usato solo in casa di Raffaele, senza mai portarlo fuori di lì", così Amanda ha ribadito al legale Luciano Ghirga la sua posizione. La studentessa di Seattle dedica poi un pensiero particolare ai suoi genitori: "Questa perizia è di conforto anche per loro. Mi hanno sempre creduto e i risultati rafforzeranno la convinzione che la figlia non è un'assassina». L'avvocato, che ha trascorso la giornata insieme all'assistita passando in rassegna l'intera perizia, ha riferito che la ragazza è apparsa "assolutamente più serena, genuina e spontanea".

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Commenti all'articolo

  • tempus1

    30 Giugno 2011 - 21:09

    dai emilioq, dicci com'è andata... visto che eri là!

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  • Al-dente

    30 Giugno 2011 - 18:06

    Quando si vuole forzare la logica con l’illogicità più assoluta, pur di scaricare colpe inesistenti su due accusati! Per cultura e tipologia civile dei due ragazzi era impossibile un tale abbandono frenetico ad un frenesia sessuale ed omicida come il delitto stesso ha mostrato. Era più sensato pensare che erano stati due stranieri di scarsa cultura e troppo fresca civiltà a fare quel macello e abbandono a sfoghi sessuali. Sicuramente Guedè è responsabile dell’omicidio e se l’è cavata con poco, grazie solo al rito abbreviato, ma altrettanto sicuramente doveva avere un amico o amici del suo stesso genere e provenienza etnica e culturale che si è abbandonato alla ferocia e al predominio sessuale. E’ probabile che non voglia parlare perché per coprire il suo amico o amici ha accusato i due ragazzi e solo grazie a questo che la pena gli è stata ridotta, se adesso dovesse dire la verità sicuramente la sua condanna sarebbe rivista in peggio, ed è per questo che si ostina a tacere e mentire sostenendo il coinvolgimento dei due incolpevoli ragazzi.

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  • Al-dente

    30 Giugno 2011 - 17:05

    Li si accusava di essersi portati i coltelli addosso fin dalla casa di Raffaele per fare un orgia, cosa assurda, perché mai per fare un orgia due si devono portare i coltelli da casa se l’intenzione era solo quella? Se l’intenzione era invece quella di uccidere perché accusarli di volere l’orgia per forza? Due accuse che si elidono a vicenda dimostrando la falsità di tutto l’impianto accusatorio. Un delitto basato su un orgia a quattro forzata con la violenza da parte di due giovani che non avevano alcun interesse a farlo e a costringere fino ad uccidere una ragazza per questo motivo assurdo. Ad Amanda gli si è attribuito attriti insignificanti con Meredith per giustificare tale comportamento, come movente del delitto, e a Raffaele addirittura d’essere succube di Amanda, dopo nemmeno un mese che la conosceva, e di desiderare un orgia quando avrebbe potuto facilmente trovare tutte le ragazze che voleva, essendo un bel ragazzo.

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  • Al-dente

    30 Giugno 2011 - 17:05

    Di conseguenza niente di più facile che il continuo contatto tra Amanda e Merdith abbia permesso il trasferimento di tale materiale di risulta corporea su uno dei coltelli di cucina di casa di Raffaele maneggiati da Amanda, che frequentava la casa del suo ragazzo. Lo stesso dicasi del reggiseno di Meredith, sul cui gancetto è stato trovato del DNA di Raffaele. Dato che le due ragazze convivevano il reggiseno può essere stato usato involontariamente da Amanda o per concessione di Meredith, oppure essere venuto a contatto con capi di vestiario di Amanda, che ovviamente su di sé doveva avere tracce del DNA del suo ragazzo. Le tracce di DNA in sé e per sé non significano niente, bisogna vedere il contesto e le modalità di un simile inquinamento prima di lanciare accuse, adesso non hanno nemmeno quelle, divertente! Le stesse modalità del delitto e dei moventi attribuiti ai due accusati erano ridicoli e inconsistenti.

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