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Per Italo c'è futuro in libertà: Gabriella chiede il divorzio

Relazione al capolinea: il finiano Bocchino, dopo il gossip Carfagna, firma la separazione con la moglie Buontempo

Per Italo c'è futuro in libertà: Gabriella chiede il divorzio
E poi ci scontreremo come le star. Come un Claudiano qualsiasi, il numero due di Futuro e Libertà si affida al proprio ufficio stampa per comunicare al pubblico delle rubriche di gossip che «Italo Bocchino e la moglie Gabriella Buontempo hanno depositato presso il Tribunale di Roma un ricorso per separazione consensuale. I coniugi hanno affrontato la dolorosa decisione in piena concordia e con rispetto reciproco, auspicando privacy a tutela delle figlie minori».

E dire che, appena una settimana prima, si era celebrato il matrimonio fra Marco Mezzaroma e Mara Carfagna, la ministra delle Pari Opportunità. Era lei il pomo della discordia originale. In Parlamento si chiacchierava ampiamente di una sua liaison amorosa proprio con Bocchino. Una pacchia per i settimanali scandalistici, che erano riusciti a stanare la Carfagna, obbligandola a una dichiarazione ufficiale: «Mi si chiede», dice il ministro dopo avere ripercorso tre anni di politica per le Pari opportunità, «di confermare o smentire quel gossip che ha alimentato le pagine dei giornali in questi giorni. Di queste cose ne devo parlare con una sola persona», spiegava nel marzo scorso, «anche se mi imbarazza molto perché riguarda la mia vita privata: Marco Mezzaroma, che è l’unica persona che amo dal 2008, e che ho deciso di sposare nei prossimi mesi». «Il resto», tagliava corto, «sono solo chiacchiere al vento, e che il vento se le porti».

Poi, nel bel mezzo del passaggio dei transfughi del centrodestra verso i lidi finiani, Alessandra Mussolini si era spinta a riprendere i piccioncini con la videocamera di un telefonino proprio mentre s’intrattenevano a colloquio nell’aula di Montecitorio in atteggiamenti scarsamente istituzionali, almeno a giudizio della nipote del Duce.

Era un po’ troppo anche per la moglie tradita, che a quel punto non ce l’ha fatta più. Era stata la Buontempo, in un’intervista a Vanity Fair, a raccontare di essere perfettamente a conoscenza della relazione tra il marito fedifrago e l’ex ballerina assurta ai fasti della politica per volere di Silvio Berlusconi. «Roberto D’Agostino mi ha detto: “Sai che gira voce di foto di tuo marito con la Carfagna, foto un po’ intime?”. Io gli ho risposto: “Se ci sono, pubblicale. Tanto non è che non lo so che lui ha questa relazione”», aveva rivelato.

Al che Bocchino si era precipitato su Raitre, alla trasmissione Che tempo che fa condotta da Fabio Fazio per chiedere perdono, ancora una volta pubblicamente, alla consorte «per gli errori commessi». Eccessi da sceneggiata, teatralità mediterranea. E, soprattutto, molto rumore per nulla. Né le scuse né il matrimonio della Carfagna sono riusciti a rimettere insieme i cocci del matrimonio fra Bocchino e la Buontempo, rampolla di una famiglia di armatori napoletani. Lei era stata la sua chiave d’ingresso nella buona società partenopea, che fino ad allora non aveva nemmeno degnato di uno sguardo, dall’alto dei palchi del teatro San Carlo, i cafoni neofascisti. E lo stesso Gianfranco Fini lo aveva associato alla propria cerchia di potere non certo perché Italo era stato il portaborse di Pinuccio Tatarella, quanto perché, in virtù delle frequentazioni della famiglia Bocchino, anche Alleanza Nazionale era stata finalmente sdoganata all’ombra del Maschio Angioino.

Da ora, però, scatta la damnatio memoriae. Italo torna a essere un popolano spiantato, in possesso appena appena di un traballante titolo di parlamentare. Anche del suo partito nessuno si occuperà più se non come di un vago ricordo. Ieri, del resto, il vicepresidente di Fli si era già dilettato con una serie di attacchi verso il consiglio nazionale del PdL, partito da lui abbandonato. Tutto rivolto al passato. Del proprio futuro, tutto dietro le spalle, Bocchino parla poco. Di libertà, d’ora in poi, ne avrà anche troppa. La sprecherà continuando a comportarsi da ex.

di Mario Dergani

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Commenti all'articolo

  • Dream

    02 Luglio 2011 - 20:08

    Oggi (Manovra) non fa notizia neanche "a' guapparia!!:-)

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  • tigrin della sassetta

    02 Luglio 2011 - 17:05

    Nu guappariell’e cartune che si atteggiava a omm’e panza: era così tronfio che per un po’ di tempo si è persino sentito alto. In un’apoteosi del tamarro, ora (la foto è vecchia) si mostra con chiome lunghette, vezzosamente ondulate (da pseudo.aenne mica poteva fighetteggiare) e “mesciate” con un travolgente effetto comico in tutto e per tutto degno del look da pappone russo di Santoriana memoria. Senza l’ala tutrice del Pidiellone che aveva munificato di investiture semicavalleresche anche i peones ex aennini di rincalzo, sta velocemente rientrando nel suo rango: uno sbuffo piccino di gas maleodorante di localissima portata che nemmeno si percepisce, coperto dagli afrori di mondezza e fumarole del suo habitat. Continuo a vederlo accasato (in compagnia di Granata, altro caporale di giornata improvvisatosi generale) tra gli avvoltoi con l’avvoltoio all’occhiello del lerciopiteco. Se lì trovano asilo persino tricchebballacche Barbato e quella pantegana trattata a candeggina di Donadi … Anima cattiva

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  • FRAGO

    02 Luglio 2011 - 11:11

    Ci sarà la campagna stampa di La Repubblica , come è avenuta per la separazione di Berlusconi ? Sicuramente no!! Lui, Bocchino , ora non appoggia Barlusconi.

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  • veneziano49

    02 Luglio 2011 - 09:09

    FUTURO IN LIBERTA'

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