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Caos rifiuti, sacrosanto diritto di non voler aiutare Napoli

Più che emergenza nazionale è una tragica abitudine. E già una volta il Nord si è fatto carico dell'emergenza. Non è servito

Caos rifiuti, sacrosanto diritto di non voler aiutare Napoli
Berlusconi ha detto che la questione dei rifiuti è una emergenza nazionale. Nazionale? E perché mai? Forse solo perché tutta l’Italia ci perde la faccia, per il resto il problema è tutto napoletano.  In tanti vorrebbero che l’Italia s’accollasse un po’ di monnezza partenopea cosicché mal comune diventa mezzo gaudio. Chi ovviamente lancia la campagna “Siamo tutti napoletani” primeggia in ipocrisia nel senso che sa benissimo che a Napoli la questione è tutta politica e non serve a nulla tamponare qua e là. Le immagini di Napoli sommersa dalla spazzatura fanno male a tutti, ma – va ammesso con grande franchezza – non sono una emergenza. Sono una tragica abitudine. Già una volta mezza Italia si prese in carico un pezzo di problema per consentire ai cittadini di respirare, a cosa è servito? A nulla, solo a posticipare quella soluzione che gli amministratori non vogliono o non sono capaci di far digerire. E la soluzione è una sola: costruire e mettere in funzione un impianto di smaltimento di rifiuti.

Termovalorizzatore, inceneritore o quant’altro la tecnologia mette sul mercato, ogni impianto va bene ma va fatto. E pure alla svelta. A Napoli queste strutture non mancano solo che manca sempre un qualcosa per farle girare a pieno regime. Il neo sindaco Luigi De Magistris sostiene che la città deve convertirsi alla raccolta differenziata: va bene, ma la raccolta differenziata non parte dall’oggi al domani nemmeno se i napoletani ci mettessero tutta la buona volontà del mondo. Nel frattempo dunque? Ecco, il “frattempo” è il cruccio di chi amministra sotto il Vesuvio. Perché finora non si è fatto nulla (non mi riferisco solo alla spazzatura), tant’è che i risultati si vedono.

Non ultimo il presidente della Repubblica ha esortato il governo a fare di più. Ora, Napolitano dovrebbe sapere che non esiste in Europa un governo centrale che si debba occupare della raccolta dei rifiuti; accade solo in Italia e purtroppo con eccessiva frequenza. La Lega rivendica (per questioni elettorali e politiche assieme) l’estraneità del Nord rispetto alla questione. Come dire: abbiamo già dato. Di contro i napoletani, De Magistris in testa, rinfacciano al Nord che parte della monnezza napoletana viene da lassù e quindi non possono voltarsi dall’altra parte. Ammettiamo pure che nelle discariche del napoletano sono finiti rifiuti industriali lombardi e veneti (cosa che non faccio fatica ad ammettere, ma replico anche che le cose illegali si fanno laddove i cittadini chiudono non uno ma entrambi gli occhi. Perché i rifiuti velenosi lombardi non sono stati scaricati in Lombardia?

Semplice, perché in Lombardia non appena la gente perbene avesse scoperto una cosa del genere avrebbe fatto i picchetti di notte e di giorno fino a far saltare il banco di furbetti e delinquenti), ammesso questo – dicevamo - resta il fatto che per strada non ci sono i rifiuti industriali ma il pattume ordinario più altro rifiuto domestico come ad esempio stendini, televisori, materassi e tanto altro giusto per capirci. Allora domando: che c’entrano le altre Regioni? Perché mai dovrebbe scattare una gara di solidarietà? Cosa c’è di eccezionale, di quale sciagura è vittima la città? Nessuna, i rifiuti si accumulano per un concorso di cause che sono tutte interne alla città. Di razzistico non vi è alcunché come dimostra il fatto che il Centro come il Nord (e così come importanti regioni del Sud) non ne vogliono sapere di dividersi la monnezza napoletana. Sono tutti razzisti? Certo che no. E non basta farsi fotografare da Olivero Toscani con un sacchetto di rifiuti in mano per sensibilizzare qualcuno. I cittadini qualunque quando scendono in strada col sacchetto in mano per buttarlo nell’apposito contenitore non hanno bisogno di paparazzi per immortalare quel momento. Lo fanno in quanto è una abitudine.

Vengo così alla morale della storia. Proprio nel 150esimo dell’Unità d’Italia sarebbe stato sacrosanto pretendere che la questione meridionale fosse seriamente discussa così da cancellare ogni stupidaggine che finora ha impedito al Sud di uscire dalle secche. Non è col piagnisteo del Sud poverino che il Mezzogiorno si riscatta, e non è nemmeno sollevando Napoli dalle sue stesse responsabilità che la città torna a respirare: il capoluogo campano non ha più nulla di ordinario, vive nella eccezionalità da decenni e questo affardella tutto il Sud e l’Italia. Così non può durare. Non si può pensare che i camorristi o i mafiosi debbano essere isolati nelle carceri del Centro e del Nord; che i rifiuti vadano sparpagliati qua e là; che le regole urbanistiche sono un optional e tanto altro ancora. Gli italiani (leghisti annessi) amano il Sud e hanno grandi simpatie per Napoli, tuttavia la simpatia non è un rimedio per guarirne i mali.


di Gialuigi Paragone

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Commenti all'articolo

  • maxsimo

    19 Agosto 2011 - 11:11

    La spazzatura per strada come a Napoli in tutto il mondo " industrializzato" c'è solo a Napoli e se qualcuno la mette o la porta c'è qualcuno che glielo consente , o no? Ognuno dovrebbe pensare a provvedere per risolvere i problemi interni al proprio territorio compresa la spazzatura ; non è un discorso di razzismo ma di autosufficenza che Napoli dovrebbe avere. Quando qualcosa non funziona è sempre colpa di qualcuno diverso da chi dovrebbe essere il diretto interessato! A Napoli come in altre città c'è una giunta Comunale, c'è un sindaco votato dai cittadini ... ma mi sapete spiegare perchè non sono in grado di dare ai cittadini quello che meritano come in altre città degne di tale nome?

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  • imahfu

    19 Agosto 2011 - 09:09

    Ogni emergenza é nazionale, prima di tutto. E' stato così per l'inondazione del Po nel 1952 e così é per gli incendi che vengono spenti anche dai Canadair residenti nel sud. Il fatto di volersi sempre distinguere nord-sud é un porcheria che lascio a Paragone (tutta sua) ex articolista della Padania e ridicolo imitatore di Santoro. Napoli non ha attorno vallate o siti dove é possibile intravvedere luoghi di discariche. Quelli esistenti sono stati riempiti da rifiuti tossici delle aziende del Nord. E' non é una boutade poiché i bidoni hanno anche i nomi delle ditte. Complice la camorra che faceva contratti di smaltimento e le aziende si accontentavano. Ora occorre un'opera di risanamento che esula dal territorio enormemente antropizzato (percio' inadatto a discariche) e la ricerca di siti anche fuori regione. L'Italia,(la Lega urli pure) é una. Capito, Paragone?

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  • r2

    07 Luglio 2011 - 10:10

    Che al nord tutto funzioni non è assolutamente vero. Comunque al nord, in genere, quando succede qualcosa almeno si vede che con tempi non sempre uguali provvedono a risolvere. Tenga presente che nel tempo il rispetto per l'ambiente è aumentato moltissimo ed adesso salvo casi isolati direi che siamo a posto. Ricordo che negli anni 60 e poi sempre meno era molto facile vedere, nelle periferie o in qualche strada interpoderale, camion che sversavano e se ne andavano per i fatti loro. Da parecchio quelle pratiche non esistono praticamente più. Comunque io ho fatto una domanda per sapere e visto che Lei ha citato dei casi specifici, sicuramente con dovizia di informazione, faccia di più, dica Lei risponda Lei. Io sono di un'altra zona da quella da Lei indicata. Saluti cordiali.

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  • roda41

    07 Luglio 2011 - 00:12

    dei napoletani in merito alle offese nordiste:ecco la VERA munnezza.

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