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Corona replica a Lapo

"In aula l'avrei picchiato"

Corona replica a Lapo
È il giorno della replica da parte di Fabrizio Corona. E il giorno dopo le dichiarazioni di Lapo Elkann nel processo a Vallettopoli ("giochi sporchi da parte di Fabrizio"), l'agente dei vip passa al contrattacco: "Sono andato via dall'aula, perché altrimenti mi sarei alzato e gli avrei dato tante botte e mi sarei preso cinque anni di galera", ha spiegato, riferendosi alla sua assenza durante la deposizione di Elkann al processo "Vallettopoli" per i presunti fotoricatti ai danni di alcuni vip.
"Finire sui giornali per delle cose che non hanno senso e soprattutto per delle cose non vere ti fa arrabbiare, ieri infatti non ero in tribunale e ringrazio che non ero in tribunale perchè non so cosa gli avrei potuto lanciare", comemnta Fabrizio Corona, ai microfoni di 'Studio Aperto', e poi replica: "Assolutamente non ho tentato di fare nessun tranello al signor Elkann e quando parla di mettere la roba in macchina o cocaina, penso che veramente si deve guardare allo specchio e farsi un esame di coscienza. Comunque sono contento perchè finalmente avrò la possibilità di parlare, il 2 marzo tocca a me e preparatevi perchè non farò uno show televisivo, farò uno show cercherò di far capire a tutti e finalmente posso parlare e dire la mia verità anzichè stare seduto in quel banchetto e sentire parecchie persone che se ne sono approfittate".
Per quanto riguarda la storia dei 'festini', aggiunge il re del gossip, "voglio ricordare a Lapo e al suo assistente di quante volte ci chiamavano per dirci di organizzare dei festini e di portare delle donne e noi sempre ci siamo rifiutati". E la videocassetta di cui ha parlato il nipote di Gianni Agnelli? "Gliela ho regalata io perché me l'aveva chiesta lui, e conteneva l'intervista con un altro transessuale che raccontava dettagli sulla sera dell'overdose".
Poi Corona tira un bilancio della giornata processuale di giovedì: "È andata bene, perché si è capito che io ho fatto solo il mio lavoro, vendendo a Chi l'intervista al transessuale".
È proprio il caso di dirlo: Corona non perdona. La parola a lui, dunque, il prossimo 2 marzo.

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