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Banda Magliana ancora viva? Arrestato ex cassiere Nicoletti

La rete vive e lotta in mezzo a noi. Insieme a Franco preso il braccio destro. Accusati di "millantato credito, truffa, usura, falso..."

Banda Magliana ancora viva? Arrestato ex cassiere Nicoletti
La Banda della Magliana è morta? Nemmeno per idea: Enrico Nicoletti, 84 anni, l'ex 'cassiere' del gruppo, è stato arrestato dalla polizia. L'accusa è quella di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di millantato credito, truffa, usura, falso, riciclaggio e ricettazione. Le manette sono scattate poche ore dopo l'omicidio del figlio di un presunto esponente della Banda della Magliana, la più potente rete criminale che abbia mai operato a Roma, con particolare intensità negli anni '80.

Arrestato anche braccio destro - Insieme a Nicoletti, in manette è finito anche il suo braccio destro, Alessio Monselles, 68 anni, arrestato dagli uomini della Guardia di Finanza, che hanno condotto nei suoi confronti accertamenti di natura patrimoniale. Si tratta dell’ultimo atto dell’operazione Il Gioco è fatto, nel cui ambito la Squadra mobile di Roma, guidata da Vittorio Rizzi, aveva già eseguito nell’ottobre scorso una prima tranche di misure cautelari e per la quale la scorsa settimana la Divisione anticrimine aveva eseguito un sequestro preventivo di beni per un valore di circa 2 milioni e mezzo di euro.

Le accuse - Nicoletti secondo gli investigatori "era a capo del sodalizio criminoso, che, attraverso il millantato credito, truffava ignare vittime interessate all’acquisto di beni immobili oggetto di aste giudiziarie". Proprio a lui sarebbero stati destinati i proventi dell’attività illecita, poi reinvestiti in attività commerciali e beni immobili. Quanto a Monselles, per lui all’interno dell’organizzazione era stato disegnato il ruolo di factotum tra l’ex boss della Banda della Magliana e gli altri associati, "con compiti ben precisi nella ricezione dei proventi ricavati e nella relativa consegna allo stesso capo dell’organizzazione. Ancora una volta - spiegano dalla Questura - si è rivelato determinante l’asse tra gli organi investivi e la determinazione del sostituto procuratore della Repubblica, Elisabetta Ceniccola, e del procuratore aggiunto. Giancarlo Capaldo, che hanno seguito l’intera vicenda giudiziaria, che si è conclusa oggi con l’esecuzione dei provvedimenti cautelari".

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