Cerca

Cav, 560 mln a De Benedetti: "E' una sentenza politica"

Lodo Mondadori, stangata in Appello: Fininvest deve risarcire subito la Cir. De Manzoni a LiberoTv: "Decisione abnorme"

Cav, 560 mln a De Benedetti: "E' una sentenza politica"
I giudici della Corte d'Appello di Milano hanno condannato Fininvest e Silvio Berlusconi a risarcire Cir per la vicenda del Lodo Mondadori per 560 milioni circa di euro alla data della sentenza di primo grado dell'ottobre 2009, più gli interessi e le spese decorsi da quel giorno. La cifra quindi arriverebbe intorno ai 560 milioni di euro. La sentenza è immediatamente esecutiva. In primo grado Fininvest era stata condannata a versare 750 milioni alla Cir, con uno 'sconto' di 190 milioni. Si tratta di una "sentenza politica": così il vicedirettore di Libero Massimo de Manzoni commenta la notizia nel suo videoeditoriale su LiberoTv. "Una cifra mai vista in Italia - sottolinea de Manzoni -  e una sentenza basata su quella penale che circoscrive al solo Metta, la corruzione da parte di Silvio Berlusconi, escludendo dunque gli altri due giudici del collegio che diedero ragione alla Fininvest secondo coscienza. Ecco perché la Cassazione alla fine rivedrà la decisione dell'Appello".


Il ricorso e le reazioni - La prima reazione in casa Mondadori arriva da Marina Berlusconi: "E' una sentenza che sgomenta e lascia senza parole". "Rappresenta l'ennesimo scandaloso episodio di una forsennata aggressione che viene portata avanti da anni contro mio padre, con tutti i mezzi e su tutti i fronti, compreso quello imprenditoriale ed economico". Il presidente Fininvest ha già annunciato ricorso, che dovrà essere presentata entro 30 giorni. C'è anche la possibilità di una sospensione dell'esecutività della sentenza: l'azienda di Berlusconi dovrà però dimostrare che il risarcimento di 560 milioni rappresenti un "grave e irreparabile danno" nei confronti dell'azienda stessa. Per Cir, che ha diramato un comunicato, la sentenza milanese riguarda "vicende imprenditoriali che non hanno nulla a che vedere con l'attualità politica".

Una lunga storia - E' arrivata, dunque, la batosta per le tasche del Cavaliere. La beffa: l'immediata esecutività della sentenza va esattamente nella direzione opposta rispetto a quanto la cosiddetta norma salva-Fininvest inserita nella manovra e poi eliminata avrebbe impedito: versare subito, e non con sentenza passata in giudicato, il risarcimento superiore a 20 milioni. Ma non è tutto finito. Come scrive Claudio Antonelli su Libero in edicola oggi, sabato 9 luglio, Manca ancora tempo alla sentenza di Cassazione e la storia giudiziaria del Lodo Mondadori insegna che i colpi di scena sono all’ordine del giorno. Da quando è cominciata, nel dicembre 1988, ha visto oltre 100 udienze, documenti per più di 110 faldoni che hanno portato a sentenze stabilite, ribaltate e poi ristabilite. Una guerra combattuta a suon di processi, ma anche di richieste miliardarie.

Il primo grado
- Nell’ottobre del 2009, in primo grado, Fininvest è stata condannata a pagare 750 milioni alla Cir (Il gruppo di Cologno Monzese ha già rilasciato a favore di Cir una fideiussione pari a 806 milioni di euro) come risarcimento danni causato da corruzione giudiziaria nell'iter che si era concluso con il lodo che aveva  sancito il controllo della Fininvest su Mondadori. La perizia tecnica disposta dal tribunale in appello ha ritenuto invece che l'indennizzo andrebbe ridotto del 35-41 per cento. E così è stato anche per i giudici della Corte d'Appello di Milano. Certo è che a quasi 21 anni di distanza dall'inizio del processo, a giudicare dovrebbe essere la storia più che il giudice. D'altronde, continua Antonelli, l'esito della sentenza del 2009 si basa in un certo senso sulle opinioni. O piuttosto sulle presunzioni. In più di un passaggio delle 146 pagine a firma di Raimondo Mesiano si legge che Berlusconi non poteva non sapere che disponibilità economiche provenienti  da conti esteri di Fininvest fossero state utilizzate da Cesare Previti per corrompere Vittorio Metta uno dei tre componenti della Corte d’Appello che assegnò a Silvio il controllo della casa editrice.  Secondo il giudice di primo grado, Metta, il togato corrotto, avrebbe in qualche modo imposto agli altri due colleghi la decisione per cui lui era stato pagato. Su questa premessa si basa gran parte della colpevolezza di Berlusconi. Diversamente i due giudici sarebbero giunti alla stessa conclusione di Metta secondo la loro coscienza e questo smonterebbe l'intero impianto accusatorio. Anche perché o sono stati manipolati da Metta (difficile sostenere che  giudici illustri siano due figure così deboli) o scelsero secondo ragione. Non c'è alternativa, anche perché è assodato che non furono mai corrotti.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • stelio.bonsegna

    14 Luglio 2011 - 12:12

    Non ci si poteva aspettare altro, da chi è in contiguità con una certa Lobby di potere (Massoneria?). Tra fratelli ci sono solo favori, non certo dispetti, quindi il favore fatto a De Benedetti, sicuramente verrà ricambiato al momento giusto (sempre a spese degli italiani, come usa fare lo Svizzero).

    Report

    Rispondi

  • ciannosecco

    12 Luglio 2011 - 13:01

    Per colpa tua ho fatto una figura di m..da.Sono andato in agenzia viaggi per prenotare cinque giorni a Cinisel sur Seine. Mi hanno cacciato,lanciandomi i cataloghi.Pensa che avevo chiesto pure se c'era il wi-fi.Saluti in larga banda.

    Report

    Rispondi

  • giggino1977

    12 Luglio 2011 - 02:02

    Prevedo una cassazione bendata !

    Report

    Rispondi

  • tigrin della sassetta

    11 Luglio 2011 - 20:08

    stavolta intendo sbattermene allegramente di una disamina inutilmente analitica, dato che sto rivolgendomi ad una piccola cotica truffatrice. Ti ripeto invece per l’ultima volta quanto ti ho già detto in passato: fingere di non ravvisare contenuti o argomentazioni in quanto dice un tuo antagonista è un trucco vecchissimo che, purtroppo per te, cozza contro la lettura da parte di altri utenti e l’evidenza. Eventuali strida di supporto di altri posticci della tribù ossessionati dalle deviazioni sessuali, come pure di qualche minus habens tuo correligionario pronto ad accodarsi (altro non può fare, data l’inadeguatezza) al convoglio dell’inganno mi lasciano ovviamente del tutto indifferente. Quindi, dal momento che so benissimo che, qualsiasi cosa io scrivessi nei miei post, questa sarebbe la tua tiritera, non dedicherò al tuo ricorrente tentativo di frode nemmeno un’ulteriore sillaba: cerca solo di capire quale generale stima tu ti sia guadagnato con questo ritornello e, in caso tu intenda insistere, buon pro faccia a te ed alla tua isterica sindrome. Anima cattiva P.S. Come la va con i polpi alla brace in quel di Cinisel sur Seine? P.P.S. Che lingua è “cirrosico”?

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog