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E' morto il figlio di Togliatti: dimenticato 30 anni in clinica

Sabato si è spento Aldo, figlio del dirigente del Pci. Soffriva di disturbi mentali e dal 1980 era ricoverato, in stretto riserbo, a Modena

E' morto il figlio di Togliatti: dimenticato 30 anni in clinica
È morto in ospedale sabato scorso, dove da tempo era ricoverato. Aldo Togliatti, figlio di Palmiro, avrebbe compiuto 86 anni tra pochi giorni.  Si chiude così la parabola di quel figlio dimenticato nel buio della stanza di una clinica per malattie mentali e forse, mai fin infondo amato.  I funerali si sono svolti lunedì mattina in forma strettamente privata, per volentà dello stesso Togliatti. Al capezzale c'era solo uno dei cugini, Manfredo Montagnana.

La vita - Aldo Togliatti nacque a Roma ma trascorse gran parte dell' infanzia e dell'adolescenza in Unione Sovietica, in un collegio del partito comunista. Solo nel dopoguerra, tornò in Italia e andò a vivere dalla madre Rita Montagnana -
una delle fondatrici dell'Unione donne italiane (Udi) - a Torino.  Qui studiò ingegneria e cominciò a lavorare alla Sip. Sin da giovene, però, Aldo mostrava di soffrire di disturbi psichiatrici.

Il segreto - Non era un vero e proprio segreto, ma sulla vicende c'era strettissimo riserbo. Tanto quando venne fuori la vera  storia di Aldo si alzò la polemica. Il segreto venne squarciato nel 1993, con i retroscena di una vicenda umana che fece il giro del mondo: Sebastiano Colombini, allora cronista della Gazzetta di Modena, e il suo direttore, Antonio Mascolo, scoprirono che Aldo Togliatti dal settembre 1980 era ricoverato nella clinica modenese Villa Igea per malattie mentali. Il figlio del "Migliore" era sofferente di schizofrenia con spunti autistici e aveva fatto la sua ultima apparizione pubblica nel 1964, ai funerali del padre, a cui assomiglia come una goccia d'acqua. Dalla cronaca di quello scoop, si apprese che Aldo Togliatti pagava una parte della retta della clinica con la pensione di reversibilità dei genitori, entrambi parlamentari, (mentre una quota era a carico della Usl) e che dal 1981 era ospite della stanza 227.

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Commenti all'articolo

  • aifide

    11 Luglio 2011 - 19:07

    Ecco: questi sono i Komunisti. Il vero malato mentale era il padre, non il figlio che non aveva alcuna colpa. Come definireste un padre che chiude in manicomio il figlio per 30 anni? Pazzo o Komunista. Appunto: e di questi Komunisti ne è ancora mezzo pieno il Paese. Attenti!

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  • raucher

    11 Luglio 2011 - 19:07

    Ha scordato di citare il massacro degli italiani dell'Istria , del quale era ben al corrente, ma tacque , anche in quell'occasione.

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  • emigratoinfelix

    11 Luglio 2011 - 17:05

    ...in pace,ho pieta' per la vita tremenda che ha vissuto.Oltre che alla condanna di una malattia oscura e devastante,ha subito la mancanza dell'amore del padre,fino all'abbandono.Un dramma umano difficilmente commentabile.Del "Migliore" non vale la pena nemmeno parlare:che dire tra l'altro di lui che,membro potente del Comintern,lascio' massacrare migliaia di anarchici e socialisti italiani che si erano rifugiati da stalin credendo di sfuggire alla dittatura di Mussolini(giardino d'infanzia rispetto all'urss).Fece di peggio,non spese una parola per le decine di migliaia di prigionieri di guerra italiani,dei quali tanti non tornarono:questo erano e sono i comunisti,non dimenticatelo,e Napolitano resta uno di loro,ricordatelo prima di applaudirlo come allocchi

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  • boss1

    boss1

    11 Luglio 2011 - 17:05

    penso che pocchissimi italiani anzi meno di pochissimi conoscono questa triste storia,comunque come volevasi dimostrare il migliore è stato sempre e lo sarà per sempre il peggiore.

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