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E' Rom? Può saltare la scuola. Parola del giudice di Bologna

La legge impone l'obbligo fino a 16 anni, ma il tribunale respinge la richiesta di affidarla ai servizi: "E' il loro modo di vivere"

E' Rom? Può saltare la scuola. Parola del giudice di Bologna
«La condizione nomade e la stessa cultura di provenienza non induce a ritenere la sussistenza di elementi di pregiudizio per la minore». Con questa motivazione il Tribunale di Bologna ha impedito al procuratore dei minori di affidare ai servizi sociali una bambina rom la cui famiglia non vuole mandarla a scuola. Violando la legge italiana che impone l’obbligo scolastico fino a 16 anni e lasciando la minore nelle condizioni di povertà e degrado a cui i servizi sociali la volevano strappare sottraendola ai genitori.

La decisione riapre il dibattito sulla convivenza e l’integrazione tra culture nelle società multietniche. C’è una bambina di 12 anni che vive in un campo rom alla periferia di Parma. Frequenta la prima media in una scuola della città. Frequenta per modo di dire, un giorno è in classe, i due successivi è assente. Tra le proteste degli insegnanti e i genitori che non si fanno mai vedere a scuola, contenti di tenerla a casa e - chissà - magari di mandarla a mendicare per strada.  Gli assistenti sociali denunciano il caso alle autorità; la polizia municipale va al campo rom e accerta le «pessime condizioni igieniche» in cui si trova la bambina. La famiglia vive ai margini della legalità, come tante famiglie di etnia rom sparse per l’Italia nei campi improvvisati sparsi nelle grandi e piccole città italiane.

L'ALLONTANAMENTO
Allora Ugo Pastore, procuratore dei minori a Bologna, chiede al tribunale di allontanare la bimba dal campo e dalla sua famiglia per garantirle un’istruzione e una vita degna di questo nome. Il procuratore cita la legislazione italiana a difesa dei minori e la Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 1989. Tra cui spicca proprio il diritto all’istruzione, insieme a tanti altri diritti negati a questa bambina. La richiesta, però, prima che in punto di diritto, parrebbe guidata dal buon senso di una persona spinta da nobili ideali. La scuola è la prima, decisiva palestra d’integrazione per i ragazzi ed esserne privati ostacola la corretta formazione dei fanciulli. Soprattutto per una bambina di famiglia nomade.

Ma a sorpresa una creativa sezione della Corte d’Appello di Bologna, presieduta da Vincenzo De Robertis, con due magistrati togati e due laici, respinge la richiesta di allontanamento dalla famiglia: la bimba resti con i genitori nel campo rom e continui pure a saltare la scuola. Per la Corte, infatti,  non sono provati «comportamenti dei genitori non riferibili al normale modo di vita per condizione e per origine».

Non mandare a scuola la figlia e farla vivere in condizioni igieniche precarie non rappresenta quindi un “pregiudizio” sufficiente. I rom, insomma, sono abituati a fare così da sempre e per questo sono autorizzati a continure a comportarsi al di fuori della legge. Li autorizza la loro tradizione secolare di nomadismo. La decisione non trova d’accordo nemmeno gli esperti di cultura rom.

PARERI DISCORDI
Dimitris Argiropoulos, docente universitario e aderente alla Federazione Romanì  per i rom, domanda: «Se un italiano è povero e non cura i figli si dice che è colpa della sua origine?».  Maria Amigoni, preside di frontiera a Bologna, afferma: «Questa sentenza non la capisco». Se non la capisce la Amigoni, che da anni va a prendere i bambini rom nei campi per portarli a scuola, figurarsi come possono capirla i cittadini comuni.

Insorge la Lega locale:  «La frequentazione della scuola dell’obbligo rappresenta un momento imprescindibile nel difficile percorso finalizzato a educare i giovani rom a comportamenti compatibili con i criteri di civile convivenza del nostro paese».

di Simone Savoia

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Commenti all'articolo

  • giornali

    14 Luglio 2011 - 19:07

    Purché abbandoni il nostro paese, lei e i suoi genitori! Del resto se sono nomadi se ne devono adare.

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  • marietto69

    12 Luglio 2011 - 23:11

    Come volevasi dimostrare che in questa Repubblica tra le più merdose d'europa a fare le leggi sono i magistrati e non i politici (che, tra le altre cose, noi ne abbiamo di veramente validi !!!!). Ora io mi chiedo: ma c'è un qualcuno che è in grado di mandare a casa questi benpensanti che hanno emesso una sentenza del genere e dare lavoro a qualcuno molto più motivato e in grado di applicare le leggi in questo cesso di paese? Ma non sono i Rom, come gli altri stranieri, che decidendo di vivere qui si devono adeguare alle nostre leggi, usanze e costumi, e NON NOI A LORO??????? Magistratura????? vorrei veramente sapere quanta gente ha fiducia in questi magistrati.... Bisogna fare una riforma veloce che elimini tutti questi gradi di giudizio (che fanno mangiare tantissimi soldi ai contribuenti con questi risultati), certezza della pena e eliminare le misure alternative alla detenzione in carcere ... e poi un minimo di responsabilità civile (almeno in casi come questo) ... grazie

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  • angelux1945

    12 Luglio 2011 - 18:06

    ma in questo paese , chi governa? ma un bel referendum sulla responsabilità civile dei magistrati a quando?

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  • Nello OPRANDI

    12 Luglio 2011 - 17:05

    Che volete;pure i Magistrati sono Nomadi.Dal sud vengono al nord e dettano le loro Leggi.I famosi Togati,Intoccabili,ne Fanno di Tutti i Colori;tanto se sbagliano non sono Perseguibili per Legge.Noi poveri della bassa Plebe non possiamo Giudicare i loro ,molto spesso voluti,Errori;se una povera Mamma ruba una pagnotta per sfamare suo Figlio:Processo per Direttissima!Se si tratta di Giudicare i Mafiosi,si dimenticano un Timbro sul Fascicolo e così li lasciano Liberi per Decorrenza dei Termini previsti dalla Legge.Se un ROM ,o extracomunitario che Sia,Ruba;Stupra;Uccide o spaccia:quello poverino ha Bisogno di Aiuto.Chi non lo Aiuta è un Pericoloso Razzista,che va Emarginato.La Magistratura Italiana Puzza più della Munnezza di Napoli;è ora di fare la Riforma della Giustizia e di Responsabilizzare i Giudici,in modo che pure loro Paghino Personalmente i Loro Errori.Ma si sa:La Legge NON è Uguale per Tutti!(Almeno in Italia!)

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