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La proposta: sud non ce la fa? Allora federalismo solo al nord

Per il Fmi il decentramento amministrativo e fiscale totale è prioritario: "Meglio iniziare a spingere sulle Regioni virtuose" / Sunseri

La proposta: sud non ce la fa? Allora federalismo solo al nord
Il Fmi sposa le tesi della Lega? Come negarlo dopo la conclusione, per molti versi clamorosi cui arrivano gli esperti di Washington. Propongono, infatti, un federalismo a due velocità: totale per il Nord. Condizionato per il Sud. Si tratta naturalmente di vedere l’articolazione di questa diversità. Per la Padania la liberazione dalla zavorra oppure la moltiplicazione dei vincoli. La missione degli esperti su questo punto lascia aperta ogni soluzione. Un po’ come tutta l’analisi compiuta dai tecnici di Washington. Si tratta di un documento a “luci e ombre”. Si plaude ai risultati ottenuti sui conti pubblici nel 2010, ma restano i dubbi sul pareggio di bilancio nel 2014. Un paragrafo, certamente il più nuovo, è dedicato al federalismo.

Il Fondo lo osserva con apprensione e speranza. Apprensione perché teme un allentamento del controllo dei conti pubblici e un aumento della pressione fiscale. Speranza in quanto l’attribuzione a Regioni e comuni di maggiore autonomia tributaria dovrebbe favorire l’efficienza della spesa pubblica e la responsabilizzazione degli amministratori. Ma, dice il Fondo, per realizzare questo obiettivo «alle amministrazioni locali deve essere consentito di sottoporre a tassazione tutti gli immobili». Tradotto in linguaggio più diretto: bisogna reintrodurre qualche forma di tassazione sulle prime case in termini patrimoniali (l’Ici) e reddituali (l’Irpef).

Il Fondo indica nelle profonde disparità territoriali tra Nord e Sud uno dei più stringenti nodi strutturali che impediscono la crescita. Gli altri sono: l’inefficienza della pubblica amministrazione, il cuneo fiscale troppo gravoso, l’eccesso di regolazione pubblica, la struttura produttiva troppo squilibrata sulle produzioni a basso valore aggiunto, eccetera. «Siamo abbastanza preoccupati» per la situazione nel Sud dell'Italia e per il divario con il Nord del Paese, ha sottolineato il capo della missione del Fmi in Italia Antonio Borges, durante una conferenza stampa congiunta con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. «Qualunque sforzo dell'Italia per rilanciare il Mezzogiorno è benvenuto, si tratta di una sfida importante».

Da qui il consiglio di fare un federalismo a due velocità. Il nord che cammina con le proprie gambe mentre il sud resterebbe ancora sotto la tutela di Roma. Ovviamente sarebbe una scelta giocata tutta in difesa. Il nord potrebbe cogliere le migliori occasioni. Il sud, invece dovrebbe ancora trovare la propria strada. Ma probabilmente comincerebbe a pesare meno sulle casse pubbliche.

di Nino Sunseri

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Commenti all'articolo

  • max-na

    16 Luglio 2011 - 18:06

    Mi ero ripromesso di non intervenire più. Il tuo scritto,inizia ad incuriosirmi. Ti dispiace dichiararti apertamente.Comunica la regione ed il comune di appartenenza.Anche se non ci conosciamo,se me lo chiedo,mostrerè per intero la mia carta d'identità.Hai la mia parola.

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  • roda41

    16 Luglio 2011 - 16:04

    ci faccia vedere cosa sa fare calandosi in una difficoltà ambientale e mi chiedo se avra gli stessi sberleffi poi,dai concittadini Nordisti.Avra cento scusanti sicuramente,come non vengono ora date. Statevene nel vostro perfetto (vorrei vedere),Nord e saremmo grati se spariste,non come ci augurate voi,ma almeno dai giornali,con i vostri razzisti e noiosi commenti.

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  • roda41

    16 Luglio 2011 - 16:04

    con sbavate di inchiostro sprecato,su parole di presunzione e ignoranza totale .Ma questo Nord è l'Eden e il crisma della perfezione? solo perché i giornali non mettono in risalto le pecche e molto più facilmente imbrattano carta su Napoli:via più facile e a colpo sicuro.

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  • max-na

    16 Luglio 2011 - 09:09

    Su questo argomento,ormai ci siamo impantanati.Lei,purtroppo,come molti altri lettori,avete volutamente evitato di affrontare nel merito il problema posto.,perchè avete capito che le cose non stanno come la descrivete,e pur di non ammetterlo,continuate con episodi singoli,facendo intendere che il settentrione è un convento di suore di clausura.A qualche altro lettore,vorrei dire che sta dando ragione a Prodi.Visto che leggiamo lo stesso giornale,in altra parte vi è un articolo che condivido,nella cui intestazione è riportato la seguente frase: Secondo Mortadellone la crisi del nord-est è colpa dei pochissimi laureati.Un modo molto elegante per dire che nel nord-est vi è molta ignoranza,Vero imbrattacarte?

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