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Genova, anziano sgozzato. Confessa figlio: "Era spilorcio"

Marcello Lo Verso ha ricostruito l'omicidio del padre di lunedì mattina: "Non lo sopportavo più, era sporco e faceva rumore"

Genova, anziano sgozzato. Confessa figlio: "Era spilorcio"
Ha sgozzato il padre 83enne perché non lo sopportava più: "Era uno spilorcio, mi dava appena cinquanta euro al mese. E poi era sporco, faceva rumore di notte, non mi lasciava dormire bene". Marcello Lo Verso, 47 anni, dopo un lungo interrogatorio ha confessato l'omicidio dell'anziano, ma senza pentirsi. La vittima è stata trovata senza vita nel suo appartamento di Genova mercoledì pomeriggio da una delle figlie, preoccupata perché non ne aveva notizie da tre giorni. I sospetti dei Carabinieri si erano sin da subito soffermati sul figlio, per i rapporti burrascosi che intercorrevano tra i due: le sorelle, ma anche i vicini di casa, infatti, avevavo riferito di continue liti che avevano portato i due, dopo una lunga convivenza, a vivere in due case separate appena due settimane fa.

L'omicidio - Ad uccidere l'anziano, sei coltellate distribuite tra fianco e schiena; poi, una al collo all'altezza della giugulare che gli è stata fatale. L'uomo è morto dissanguato. Il delitto risale a lunedì mattina: domenica sera Marcello è entrato di nascosto in casa del padre, aspettando che si risvegliasse l'indomani per aggredirlo. L'omicida per evitare di sporcarsi indossava una tuta di plastica, un cappello di lana nero e un paio di guanti in lattice. Una volta sgozzato l'anziano padre, si è lavato ed ha vegliato il cadavere per circa un'ora. Poi si è allontanato con la pensione, circa mille euro. Ora, Marcello Lo Verso si trova in carcere, a Marassi, in stato di fermo per omicidio volontario e rapina.

Disturbi psichici - L'omicida ha confessato dopo un lungo interrogatorio, ricostruendo tutte le fasi del delitto. Soffriva di disturbi psichici e non andava d'accordo con il padre, con il quale aveva convissuto fino a quindici giorni prima, quando, in seguito all'ennesimo diverbio, si era trasferito in casa di un'amica.
Il quarantottenne aveva avuto un incidente in moto alcuni anni fa e da allora accusava forti mal di testa e sentiva fischi nelle orecchie. L'uomo ha raccontato agli inquirenti che detestava il padre per il rumore che faceva posando la forchetta sul piatto o andando in bagno la notte e per altri motivi del genere, oltre al fatto che spesso gli negava il denaro di cui aveva sempre bisogno.

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Commenti all'articolo

  • roda41

    14 Luglio 2011 - 16:04

    genitori che ammazzano figli,tanto vale si abortisse in anteprima;figli che se non si trovano in famiglia se ne andassero ,ma che schifo di nuclei familiari ci sono in giro?E' lamore che non circola più e quando non c'è e i cuori diventano freddi,può succedere di tutto.

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